a cura di Wafa Ahmed Said (Lab Autoriforma Adisu della Residenza universitaria di Tor Bella Monaca) e Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)Riprendendo un articolo di Massimo Calandri,giornalista di Repubblica,raccontiamo un esempio piccolo ma molto efficace del neoRazzismo di matrice italiana:
-Un giorno è entrata in aula la preside, ha preso un gessetto e si è messa a scrivere sulla lavagna un elenco di alunni.Ha fatto lo stesso in tutte le classi e nelle tre scuole del plesso, e quando non tracciava la sua lista era perché pronunciava ad alta voce i nomi degli studenti.Nomi di origine straniera. Nomi di presunti, futuri clandestini. Di prossimi fuorilegge.Nomi di ragazzi che nel corso dell’anno scolastico avrebbero compiuto il diciottesimo anno di età, e che non avevano chiarito la loro posizione ai sensi del futuro permesso di soggiorno.Perché in Italia si può diventare degli irregolari per quello che si è, non per quello che si fa: basta raggiungere la maggiore età e avere dei genitori privi di permesso, o peggio ancora residenti in una casa troppo piccola, o titolari di un reddito considerato insufficiente.Prudente e precisa, la preside – Rosanna Cipollina – ha redatto una sconcertante lista degli studenti «a rischio». E in qualche modo l’ha resa pubblica.Si è giustificata sostenendo di aver scritto quei nomi sulla lavagna perché temeva altrimenti di sbagliarne la pronuncia, e che quello era semplicemente un invito a presentare al più presto i relativi documenti in segreteria.Cosa che gli studenti hanno fatto puntualmente nei giorni successivi, ribadendo la loro «regolare» presenza sul territorio italiano.E’ successo nell’istituto professionale per il commercio Casaregis, a Sampierdarena, nelle altre due strutture scolastiche accorpate, l’istituto tecnico industriale Galilei e l’Einaudi.Diversi insegnanti hanno sottoscritto indignati una lettera, trasmessa al provveditore agli studi e alla stessa preside.Abbiamo provato a contattarla, ma non c’è stato nulla da fare.Ci sono purtroppo buone ragioni per credere che questa storia non finisca qui.L’inedito episodio, accaduto nei mesi scorsi, è tornato sulla bocca di molti in questi giorni in cui il Parlamento legifera sul reato di clandestinità.Lo ha ricordato anche Paolo Quatrida, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza: sono decine gli studenti di origine straniera che frequentano le superiori genovesi e compiono i diciott’anni nel corso di questo anno scolastico.Rischiano di finire tutti in una ignobile lista di proscrizione?«Un problema grave, una storia orribile», dice Quatrida. I minori extracomunitari non hanno bisogno di un permesso di soggiorno. «In genere gli istituti, quando raggiungono la maggiore età, fanno finta di niente: non vanno a verificare se gli studenti diventeranno automaticamente “regolari”. La questione diventa però inevitabile quando i ragazzi sostengono l’esame di maturità. In passato si è aggirato il problema grazie a visti temporanei.
Qualche tempo fa,raccontammo nell'articolo "Studenti per sempre all'Adisu",di come la società italiana ,e nel piccolo contesto dello Studentato di Tor Bella Monaca,sia diventata xenofoba e disintegrata.
A nostro avviso,partendo dalla nostra esperienza di vita in comunità studentesca,tutto parte da un cambio di mentalità,da un superamento di un provincialismo tipico italiano,delle diffidenze,del saper comunicare,del riuscire a non ghettizzarsi o rinchiudersi in se stessi,perchè il rispetto della dignita' umana è uno dei capisaldi dei grandi valori mondiali.Di qui, l'allarme per il registrarsi nel nostro paese di nuove manifestazioni preoccupanti, di esempi come la preside razzista o di Enti che considerano lo straniero come un essere insignificante, di provvedimenti disumani, della legalizzazione di partiti e associazioni chiaramente xenofobi,perchè nulla puo' giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale. E tutto ciò con un aggravente in più: la non presenza negli organi legittimati di rappresentanza di forze antirazziste capaci di proporre provvedimenti che superino le differenze razziali e umane,mentre una preside si può permettere il lusso di scrivere dei nomi di "clandestini" alla lavagna.Di questi tempi qualsiasi cosa può accadere. Essendo sicuri che il peggio deve ancora arrivare,un solo grido di rabbia può accompagnarci: vergogna sistema italiano!
NO AL G8 IMMIGRAZIONE,SI ALLA RICOSTRUZIONE SOCIALE
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