lunedì 13 luglio 2009

La democrazia "anomala"

di Omid Firouzi

Sarà proprio sulle rovine di questa crisi inevitabile che l'Onda Anomala porterà avanti senza paura la sua idea di democrazia, all'insegna della libertà, dell'autonomia...
7 / 7 / 2009
Per anni ci hanno insegnato nelle scuole e nelle università che i tratti che disinguono una democrazia sono la libertà di pensare, di poter scegliere in autonomia i propri percorsi di vita nel rispetto delle idee altrui e la possibilità di avere gli strumenti per effettuare tale scelta. Ci hanno sempre ripetuto che chi detiene il potere ha il compito di ascoltare tutte le voci che si alzano dalle pieghe della società e il dovere di tentare di interagire con le contraddizioni e i conflitti con gli strumenti del confronto politico, anche duro, e della mediazione. Una democrazia è tale soprattutto se i pensieri, le propensioni comportamentali, le aspirazioni soggettive e le rivendicazioni politche, anche quelle delle minoranze, sono rispettate e ritenute in qualche modo legittime. Questo ci hanno sempre detto. Oggi, guardando a quello che succede in Italia, mi chiedo se qualcuno abbia la sensazione di trovarsi in una vera democrazia.
Pendiamo in esame tre questioni di grande attualità: il lavoro, l'immigrazione e l'istruzione.
Per quanto riguarda il lavoro nessuno può negare che, in questi tempi di crisi, la precarietà diffusa, dovuta all'imporsi di nuove forme contrattuali chiaramente discriminatorie per gran parte dei lavoratori e una generale distribuzione della ricchezza marcatamente diseguale, portano molti lavoratori e disoccupati a rivendicare migliori condizioni salariali e un erogazione di reddito in grado di aprire possibilità di vita dignitose. Ebbene di fronte a questa legittima domanda sociale la reazione governativa è da una parte il tentativo di non considerare neppure l'emersione di nuove forme di lavoro e sfruttamento, e quindi lesistenza della rivendicazione di nuovi diritti, e dall'altra di attaccare penalmente il diritto allo sciopero. Delegittimare e criminalizzare dunque.
Sul terreno dell'immigrazione le cose stanno di fonte a tutti. Il pacchetto sicurezza, e in particolar modo l'introduzione del reato di imigrazione clandestina, sancisce definitivamente il disinteresse del governo nell'affrontare questa questione con politiche sociali e con nuovi progetti di integrazione nel rispetto dei diritti e dell'autonomia dei migranti e insiste con la strategia della criminalizzazione e dell'utilizzo dello strumento penale e repressivo. Una politica che riproduce inevitabilmente discriminazione verso migliaia di persone e una cultura di paura, sospetto e diffidenza per la società intera. Arriviamo ora ai fatti di questi giorni e qundi alla questione della formazione.
Erano anni che presentavamo le nostre critiche alla riforma 3+2, voluta ricordiamo dal centro-sinistra, parlando di de-qualificazione dei saperi, di liceizzazione e di aziendalizzazione dell'università. Quando la Gelmini e in generale il governo Berlusconi hanno palesato il loro progetto si è scatenata una diffusa contestazione sociale. Tutto avvenuto alla luce del sole. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione verso quello che sembrava uno smantellamento vero e proprio dell'università pubblica, data la consistenza dei tagli e la previsione della creazione delle fondazioni universitarie e abbiamo dato vita a questa legittima preoccupazione con una legittima contestazione.
Assemblee, cortei come quello di Roma a cui hanno partecipato centinaia di miglia di persone, blocchi stradali e occupazioni in tutta Italia hanno dunque tradotto politicamente, senza violenza alcuna e con determinazione, una legittima domanda sociale che si alzava da tutto il paese.
Abbiamo in mente la costruzione du un'università pubblica adeguatamente finanziata dove i protagonisti siano sapere critico, cultura libera e ricerca "autonoma". Tutto al servizio della nostra voglia di conoscere la realtà sociale contemporanea e, perchè no, magari di poterla trasformare. Questo abbiamo detto e fatto per mesi. E lo rivendichiamo come giusto e legittimo. La risposta è stata banale, scontata e per certi versi "coerente". I presidi e i rettori, gli stessi che appoggiavano la protesta, hanno smesso di parlare con noi appena abbiamo denunciato gli interessi feudali e i poteri baronali presenti in molti atenei. Sono arrivate le prime denunce e le prime cariche quando la mobilitazione ha dimostrato in qualità, tenuta e partecipazione di non essere la solita e rituale agitazione autunnale.
Le facoltà hanno cominciato a sgomberare le aule autogestite che per settimane hanno portato una ventata di partecipazione degli studenti alla vita universià e alla produzione e trasmissione del sapere e alcuni presidi hanno cominciato a negare le autorizzazioni per far svolgere conferenze e seminari di autoformazione. Questione di ordine pubblico ci hanno detto. Infine, quando le lotte di studenti e ricercatori hanno cominciato a interagire con altre mobiliazioni diffuse sul territorio, quando insomma abbiamo cominciato a capire che la formula "moltitudinaria" che aveva caratterizzato il movimento dell'Onda poteva rappresentare una ricchezza importante da spendere in diversi terreni di lotta e rivendicazione, allora puntuale è arrivato il colpo di spada del Leviatano.
"Non abbiamo un granchè a livello di prove ma i soggetti arrestati preventivamente avrebbero potuto partecipare alle mobilitazioni del G8 all'Acquila": questo dicono nelle motivazioni dalla procura di Torino. Ecco quindi di nuovo la formula collaudata. Non riconoscere l'esistenza di un certo conflitto sociale, ignorarla e poi trasformarla in questione di sicurezza e ordine pubblico e infine criminalizzarla colpendo un pò a caso un pò miratamente le persone che l'hanno fatta emergere. Colpire i "cattivi" per intimidire i "buoni". Dividere laddove la messa in rete delle differenze aveva rappresentato un punto di forza. Produrre allarmi sociali e nemici pubblici per mistificare la realtà.
E' questa la strategia del governo per affontare una crisi economica e poltica che sta mettendo in discussione le basi stesse di una democrazia sempre più logorata, sempre più violentata, sempre più anomala.
Niente piagnistei però. Sarà proprio sulle rovine di questa crisi inevitabile che l'Onda Anomala porterà avanti senza paura la sua idea di democrazia, all'insegna della libertà, dell'autonomia e della partecipazione vera di tutti alla vita sociale del paese.

giovedì 9 luglio 2009

Peppe Mariani: "Senza diritto alla casa non c'è diritto allo studio"

ROMA, 8 LUG - Pieno sostegno all’occupazione abitativa degli studenti dell’onda. - è quanto fa sapere in una nota Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Politiche Sociali.Appena mi hanno avvertito sono andato in via fortebraccio al quartiere Pigneto dove gli studenti hanno occupato. Questa azione denuncia lo stato di grave difficoltà in cui vivono gli studenti di questa città. Nonostante i tentativi della stessa Regione Lazio di calmierare gli affitti per garantire il diritto alla casa agli studenti, – continua Mariani – il mercato immobiliare rimane una giungla selvaggia costituita da affitti in nero ed inaccessibili. Questa situazione fa sì che i giovani non ottengano mai l’autonomia e l’indipendenza dalle proprie famiglie. Senza il diritto alla casa viene precluso anche il diritto allo studio, soprattutto per gli studenti fuori sede.In particolare – prosegue Mariani – apprendo che il palazzetto occupato oggi, proprietà di un privato, e rimasto in disuso per più di 10 anni in un quartiere come il Pigneto, simbolo di una sfrenata speculazione immobiliare. Per questo motivo - conclude Mariani– non solo sostengo la protesta e la denuncia degli studenti, ma chiederò di costituire un tavolo di trattativa tra il privato stesso, il comune di Roma e la Regione Lazio, responsabile primaria del diritto allo studio, del diritto alla casa e dei diritti sociali per gli studenti. Su questo fronte si è fatto ancora troppo poco. E’ fondamentale dare ascolto agli studenti dell’onda per avviare una stagione di politiche più incisive su queste problematiche.

Nasce POINT BREAK - Studentato occupato da Crew in Onda

Lo studentato occupato da Crew in OndaRoma
Oggi, 8 luglio 2009,nel pieno pomeriggio un centinaio di studenti della Sapienza del progetto CREW in Onda ha occupato un palazzo abbandonato da quasi dieci anni per farne uno spazio abitativo per studenti: nasce lo Studentato Occupato Point Break, in via Fortebraccio 30 nel quartiere Pigneto; occupazione che ha luogo in un quartiere abitato da studenti e migranti costretti a pagare 300 o 400 euro per una piccola stanza, attraversata dai flussi serali giovanili e da diverse esperienza culturali e sociali.
Oggi lanciamo la campagna "50 euro possono bastare", e dunque diciamo subito che è solo l'inizio e che noi non siamo disposti a pagare di più per una stanza!
Ottima la risposta del quartiere, la gente della via applaude l'iniziativa, gli studenti stanno volantinando in tutto il quartiere spiegando le ragioni dell'azione.
E' stata convocata per venerdi 10 luglio ore 18 un'assemblea pubblica presso la nuova occupazione.
Oggi ore 19 - aperitivo sociale

Point Break occupazione di Crew in Onda
Point Break è una risposta alla crisi che da mesi si abbatte sulle condizioni di vita di giovani, studenti e precari. Point Break nasce fra le pieghe dell'Onda, sulla scia di quel movimento che, partendo dalle università e dalle scuole, è riuscito a mettere in campo un’opposizione vera alle politiche di dismissione dell’università e della scuola. Point Break è una risposta alla precarietà diffusa che attanaglia la vita dei giovani, all’impossibilità di poter avere accesso al reddito, alla formazione, alla felicità. Point Break è la riappropriazione di uno spazio per farne una sperimentazione nuova, il tentativo di costruire un nuovo welfare a partire dal basso, dalla produzione comune di risorse, immaginazione, intelligenza.Point Break è una risposta agli affitti insostenibili, a chi ci chiama ospiti e ci fa pagare 500 euro al mese. Point Break è una risposta all’Adisu e alla sua incapacità di rispondere all’esigenze di studenti in sede e fuori sede. Point Break è una risposta al governo della Sapienza e al suo piano edilizio folle che vuole sostituire l'università ai privati nella speculazione degli affitti. Point Break é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei genitori.Point Break è il punto più alto dell’Onda, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini. Point Break da oggi è al Pigneto, un quartiere giovane, multiculturale e aperto, ma presto sarà in tutta la città. Point Break da oggi è uno studentato autogestito, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari dell’Onda romana. Uno stabile strappato alla speculazione e restituito alla città.Noi ci mettiamo le nostre intelligenze, i nostri desideri e cinquanta euro al mese...il resto è responsabilità delle istituzioni!
C.Re.W. - Sapienza in Onda
Block G8 Liberi/e Tutti/e











lunedì 6 luglio 2009

Comunicato di solidarietà della Sapienza in Onda. Dal Rettorato occupato per protestare contro gli arresti

Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, le forze dell’ordine sotto il comando della Questura di Torino hanno perquisito e arrestato 21 persone: 12 a Torino, 4 a Bologna, 3 a Padova, uno a Milano e uno a Napoli. Inoltre, è stata fatta irruzione nel Centro Sociale Askatasuna di Torino e alla Festa di Radio Sherwood a Padova.Azioni intollerabili e intimidatorie, coperte dal ministro razzista Maroni che promette il g8 più pacificato nella storia di questo summit. Azioni contro chi ha inondato le strade, occupato le università, bloccato il traffico, per rivendicare i propri diritti contro le politiche folli di questo governo. Azioni contro chi ha contestato il g8 dei rettori delle università in modo determinato ed intelligente. Questa notte, nella settimana di contestazione al g8, un giorno prima dell’arrivo dei grandi, si decide di far scattare l’ennesima azione di polizia per reprimere chi ha deciso di non assoggettarsi alle logiche dell’efficienza e dell’economicità imposte nell’università come nelle nostre vite.
Il corpo vivo dell’università, delle lotte su formazione e precarietà non si arresta!Per questo oggi a Roma, come a Venezia e Bologna, stiamo occupando i rettorati e le facoltà richiedendo con forza una presa di posizione netta alle istituzioni universitarire contro gli arresti, la criminalizzazione del movimento dell’onda e la chiusura degli spazi di libertà e dissenso.
Tutto ciò avviene in un quadro di criminalizzazione diffusa e di continui atti intimidatori nei confronti dei movimenti: nella giornata di sabato, infatti, sono stati perquisiti tutti i pullman ed i treni che cercavano di raggiungere Vicenza per partecipare alla manifestazione indetta contro la costruzione della base americana. Il giorno successivo, in occasione della fiaccolata che chiedeva verità e giustizia sul terremoto, L’Aquila è stata letteralmente militarizzata attraverso l’istituzione di check-point e l’obbligo di mostrare i documenti.…Se avete deciso di non farci dormire venendo nelle nostre case, nei nostri luoghi, arrestando i nostri compagni durante la notte, allora avete deciso di non dormire più neanche voi!


L’ONDA PERFETTA NON SI ARRESTA- LIBERI TUTT@!

Sapienza_in Onda

venerdì 3 luglio 2009

Per un nuovo welfare contro la crisi - dossier e inchiesta sulla casa


Scarica qui in pdf il dossier Crew in Onda "Per un nuovo welfare contro la crisi"

Indice del dossier:

Intro e prima parte:
- Inchiesta sugli affitti in nero e le condizioni abitative degli studenti nella metropoli (pag.2)
-Conflitto sociale all'interno degli Studentati romani (pag.3)
-Un nuovo welfare oltre il diritto allo studio (pag 5)
- Speculazione e rendita, modificazione territorio e affitti in nero (pag.6)

Seconda parte:
- C.Re.W.in Onda per un nuovo welfare contro la crisi:
- Accesso alla cultura (pag.8)
- Casa (pag.9)
- Reddito e nuovo welfare (pag.10)
- Nuovo welfare contro il debito (pag.12)

Scarica qui in pdf l'inchiesta sul tema della casa a cura di Crew - Questionario - Surf the crisis,belong to Crew!