venerdì 1 maggio 2009

Straniero per sempre all'Adisu

a cura di Wafa Ahmed Said (Lab Autoriforma Adisu della Residenza di Tor Bella Monaca)

Nati all'estero,sfruttati,abbandonati. In tre parole esprimo tutta la mia rabbia contro un sistema che mi ha visto essere accolto in un Paese che pensavo,ahimè,mi potesse dare soddisfazioni e input che purtroppo non è riuscito a darmi.Invece sono stata sbattuta dall'Agenzia del Diritto allo studio universitario in periferia,a Tor Bella Monaca,a decine di chilometri dalla mia facoltà e spazio culturale,in una condizione di degrado sociale,di continua paura e guardato agli occhi di chi,invece di intravedere una ragazza che viene in Italia per studiare,poter lavorare e sognare,è visto come l'ultimo degli ultimi,il pericolo umano e l'araba di merda.Ma la speranza è l'ultima a morire, il riscatto sociale è ancora possibile,e la voglia di riappropriazione di studenti e precari che,a testa alta,sanno bene che questo sistema non può più reggere, e sprofonderà,insieme alla voglia di profitto e sfruttamento di chi detiene il potere economico.In generale,come dichiarato dalla Cgil-Lavoratori Stranieri (che a mio parere e dei fratelli del Laboratorio conosce ben poco la condizione dei precari-studenti stranieri senza considerare i migliaia di "clandestini" sfruttati ogni giorno),l’emigrazione da paesi extracomunitari e la mobilità dei cittadini comunitari europei sono fenomeni inarrestabili e strutturali in un mondo globalizzato, che richiedono politiche proiettate nel futuro, mirate alla gestione e non al solo contrasto. In sintesi un nuovo welfare.Nel nostro paese il lavoro immigrato risponde anche alla esigenza di compensare ” il calodemografico della popolazione in età attiva” che ogni anno è pari a 250 mila persone in meno, ealla urgenza di far fronte alle rilevanti carenze del sistema di welfare e di assistenza.Gli stranieri residenti in Italia sono oggi circa 4 milioni (cifre che sarebbero ingigantite con i numerosi individui senza permesso di soggiorno), di cui la metà donne, il 6,7% dellapopolazione , che producono il 9% del PIL. Quattro milioni di persone esposte agli effetti diprovvedimenti xenofobi del governo e delle amministrazioni locali, in balia dellestrumentalizzazioni del sistema mediatico, prede di circuiti malavitosi e vittime di violenze edaggressioni razziste. Due milioni i lavoratori, donne e uomini migranti regolari che lavorano e pagano 4 miliardi di tasse : nelle mansioni più pericolose , faticose ed umili, con retribuzioni inferiori del 30, a volte anche 40%, senza pari diritti ed opportunità. Per loro è molto difficile sentirsi parte integrante della società italiana.Un milione circa sono gli immigrati irregolari che lavorano in condizioni di sfruttamento più omeno grave, senza diritti e con il ricatto della espulsione. E’ questa la conseguenza di una politica di ingresso che esclude il permesso di soggiorno per ricerca di lavoro e si basa solo sul meccanismo dei flussi programmati che risulta ormai inceppato.Ottocentomila sono i minori stranieri figli di immigrati, di cui la metà nati in Italia, che frequentano le scuole italiane, che subiscono discriminazioni ed esclusioni (le proposte di legge del governo italiano confermano), che non sono riconosciuti cittadini italiani perché nel "nostro" Paese si riconosce lo jus sanguinis e non lo jus soli.Non un male da respingere, negando l’ingresso legale nel nostro Paese e il diritto di asilo.

Adisu Libera

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