a cura di Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)
Una delle spese più impegnative che deve affrontare uno studente universitario fuori sede è solitamente quella dell’alloggio. Se non ha una borsa di studio oppure un posto assegnato da un ente per il diritto allo studio, allora spesso deve sostenere delle spese economiche non indifferenti.Non conosciamo quale sia la realtà nelle varie provincie italiane, per cui ci limiteremo ad accennare la situazione presente nella sede che frequentiamo,anche perchè,nel bene e nel male,è anche la nostra città: Roma,la capitale,la grande metropoli e le numerose università pubbliche e private. Per quanto riguarda gli studenti, oltra ai residenti,troviamo migliaia di fuorisede e pendolari. Giocoforza i fuorisede devono necessariamente prendere un alloggio in affitto,l’ADISU dispone di un ridotto numero di posti letto: solo 1.300.Da qui si può capire la situazione invivibile che devono affrontare molti studenti: sono costretti a pagare affitti assurdamente alti perché la gran parte dei proprietari degli alloggi sfrutta la grande richiesta e la contemporanea scarsa disponibilità. E a tutto questo si aggiunge anche una grossa presenza di immigrati, sia regolari che irregolari; anche queste persone cercano alloggi e spesso sono disposti anche a pagare affitti altissimi, sfruttando il fatto che poi andranno ad abitare nei locali insieme a connazionali ancora più disperati, ai quali subaffitteranno un posto letto. La grande ricerca dei poveri. Moltissimi affittuari approfittano di questa situazione e costringono gli studenti a pagare l’affitto in nero. In base a numerosissime inchieste, risulta che solo due studenti su 10 stipulano un contratto regolare! E gli affitti sono lo stesso molto alti: in media una stanza,altro che appartamento,costa 500 euro al mese, mentre una doppia si arriva a 350 euro!L’evasione fiscale degli affittuari supera abbondantemente i milioni di euro all’anno!E il bello è che per gli affitti agli studenti è obbligatorio un contratto a canone concordato che non può superare i 10,3 euro al metro quadrato.Ma nessuno degli studenti lo sa!Ma è possibile una situazione del genere? E' tollerabile che dei privati ci speculino? E' possibile che il nostro sistema non garantisca un diritto sociale inviolabile?
Come recita la nostra Costituzione (che per qualche privato un senso non c'è l'ha) lo Stato deve garantire al maggior numero possibile di cittadini un diritto sociale, quale è appunto quello dell’abitazione.Esso rientra tra i diritti inviolabili dell’uomo, riconosciuti e garantiti dall’articolo 2 della Costituzione, e trova un riconoscimento espresso nell’art. 25 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nell’art. 11 del patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali.L’abitazione costituisce indubbiamente, per l’ importanza che riveste nella vita di ogni uomo, un bene primario che deve essere tutelato in modo adeguato e concreto.La casa è il luogo in cui si riunisce la famiglia; in essa l’individuo cresce. I giovani che intendono, formare una nuova famiglia debbono avere a disposizione una casa per realizzare una intimo legame tra loro.Per questo, la Costituzione all’art. 47 prevede che la Repubblica debba favorire il diritto alla proprietà dell’abitazione, con misure che possano aiutare le persone più bisognose ad avere un alloggio in proprietà e, quindi, rendendo concreto questo diritto. In più occasioni la Corte Costituzionale ha affermato che rientra, tra i compiti della Repubblica, quello di favorire l’accesso alla abitazione ai cittadini più deboli. La difficoltà di avere una casa costituisce insomma una delle preoccupazioni alle quali le amministrazioni pubbliche devono offrire risposte efficaci, in particolare attraverso i piani di edilizia economica e popolare. I riferimenti costituzionali del diritto alla casa” sono gli art. 2, 3 e 32. Infatti le politiche legislative in materia abitativa sono basate sulla tutela dei diritti inviolabili della persona, tutela che è strettamente legata ai compiti che lo Stato ha nel rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale. Nella Carta dei valori, della cittadinanza e dell’ integrazione dell’ aprile 2007 viene affermato “L’Italia è impegnata perché tutti possano fruire di una abitazione adeguata ai bisogni della propria famiglia e a costi ragionevoli".
giovedì 25 giugno 2009
Le politiche abitative inesistenti e la Costituzione italiana
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