Il G8 che si terrà tra poche settimane a l’Aquila si inserisce a nostro avviso in un contesto estremamente particolare. In queste settimane stiamo assistendo infatti ad un progressivo smascheramento delle politiche di gestione della crisi da parte del Governo, dai dati Istat sulla disoccupazione e la produttività, all’allarme di Confindustria – di certo non amica dei movimenti - sulla necessità di misure vere contro la crisi, ciò che appare evidente è che l’immobilismo di Berlusconi e Tremonti sul piano delle riforme del Welfare e su quello più generale di risposta alla crisi non stia affatto pagando. Né in termini di consenso né in termini di efficacia.Se da un lato questi mesi oltre duecentomila precari hanno perso il lavoro dall’altro assistiamo al ridursi, nel 2009, delle pensioni di anzianità. Vale a dire che la sempre più forte precarietà giovanile ricade oltre che sui giovani sulle loro famiglie, costringendo i padri a lavorare di più per tutelare i figli e in definitiva riducendo a zero le possibilità di indipendenza e autonomia dei giovani nel nostro paese. Non c’è possibilità di autonomia e indipendenza infatti, in un paese in cui l’unico ammortizzatore sociale è la pensione dei nonni o lo stipendio dei genitori.
Welfare non familista, formazione, libertà, cittadinanza per tutti, autonomia per i giovani ci sembrano essere, come studenti dell’Onda romana, le priorità di fronte alla crisi globale, non di certo le nuove politiche securitarie e razziste del governo, non di certo l’illusione di poter risolvere la crisi attraverso la semplice costruzione di un dispositivo mediatico. Il re è nudo, questo ci sentiamo di dire! Lo è di fronte alla crisi globale e lo è di fronte alla crisi abruzzese. La decisione di spostare il vertice a l’Aquila, è un’ulteriore tentativo di costruire consenso attraverso la creazione di un palcoscenico, dare risalto all’operato del governo e oscurare quei movimenti che proprio sul territorio aquilano ne stanno mettendo in crisi le politiche. Il governo cerca di risolvere la propria crisi di legittimità e di consenso collocando la riunione del g8 in una città terremotata, credendo ingenuamente di poter normalizzare il territorio aquilano.Gli appuntamenti tematici del g8 sono stati al centro di forti contestazioni proprio a partire da quei soggetti sociali messi al centro dalla crisi economica e dalle politiche governative. Migranti precari studenti lavoratori hanno contestato i g8 dislocati a partire dalle proprie esperienze e specificità territoriali. Proprio per valorizzare questa capacità di mobilitazione diffusa e radicata nei territori, nei luoghi di lavoro e nelle università, abbiamo scelto di partecipare alla contestazione diffusa e dislocata del g8, a partire dai percorsi specifici di conflitto che abbiamo costruito come Onda nel corso dell’anno. Disegnare e definire la mappa della crisi, economica e istituzionale del Paese, porre in risalto i nodi attorno ai quali si definisce l’incapacità di governo della globalizzazione a partire dai territori e dai luoghi produttivi, questa è la sfida che riguarda le giornate del vertice e che tenteremo di raccogliere tanto a Vicenza, che a Roma che a l’Aquila.Lo faremo con la convinzione che sia giunto il momento di tracciare un percorso nuovo, fatto di passioni, di desideri, di costruzione collettiva di un futuro comune attraverso le lotte e i conflitti, piuttosto che attraverso la riproposizione di vecchi schemi inservibili e superati. Essere all’altezza della situazione di fronte a questo g8 significa capire che cos’è un summit dei grandi nel pieno della crisi globale: dislocazione e decisione diretta dei movimenti sociali, questa non è una semplice risposta al g8, ma la possibilità di una costruzione comune di un’alternativa reale.Pratica dell’autonomia e dell’indipendenza per rilanciare la forma movimento, dislocazione e contestazione diffusa di fronte al g8 della crisi, questo crediamo che sia il percorso da tracciare, per questo saremo al fianco dei comitati aquilani che si battono ogni giorno sul territorio abruzzese, sostenendone scelte e pratiche di contestazione al g8.Un percorso che ci porterà al fianco del movimento No dal Molin il 4 luglio e che ci vedrà costruire le date romane del 7 e 8 luglio assieme a tutta la rete no g8. Allo stesso tempo saremo a l’Aquila, in delegazione, nella fiaccolata convocata nella notte tra il 5 e il 6 luglio dai comitati territoriali per chiedere verità e giustizia sul terremoto, e parteciperemo al forum del 7 luglio proposto dalla rete 3&32.
Noi la crisi non la paghiamo!
Sapienza in Onda - C.Re.W
domenica 28 giugno 2009
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