giovedì 4 giugno 2009

Casa dello Studente a L'Aquila,ennesimo mistero italiano?

di Marcello Ianni
L’AQUILA (2 giugno) - Una foto scattata dall’alto in cui appaiono diversi pannelli solari posti sopra il terrazzo della Casa dello studente in via XX Settembre. Un altro documento, «sul quale occorre fare accertamenti perché il loro peso, secondo noi, può avere inciso sul crollo dell’edificio», entra a tutti gli effetti nell’inchiesta sul terremoto, sui crolli e le morti, sugli otto ragazzi inghiottiti dalle macerie del palazzo definito dai sopravvissuti «di cartapesta», sul dolore e la rabbia che ora spinge chi si è salvato a raccogliere prove contro i colpevoli.È quello che ieri gli avvocati e periti del Comitato delle vittime della Casa dello studente hanno consegnato al sostituto procuratore Fabio Picuti nel corso del primo incontro ufficiale che la folta delegazione ha avuto con l’autorità giudiziaria dopo i tragici fatti del 6 aprile. Due foto a colori ingrandite, fatte dall’alto, in cui sono ben visibili i pannelli fotovoltaici sistemati sul terrazzo dell’edificio.«Vogliamo chiarezza anche su questo aspetto» ha detto l’avvocato Domenico D’Amati. «Abbiamo chiesto che si facciano accertamenti amministrativi relativi alla sicurezza, alle autorizzazioni, ai depositi delle strutture, sulle verifiche e i preventivi strutturali, sull’esecuzione dei lavori realizzati di volta in volta fino agli aspetti gestionali interni e sullo stesso nulla osta rilasciato dai Vigili del fuoco all’epoca - ha detto Giovanni Della Torre, perito nominato dal Comitato -. Sono tutti aspetti che devono essere ancora accertati e valutati perché fino a oggi questo aspetto non è stato ancora toccato. Quello che è stato fino a oggi affrontato riguarda il solo aspetto delle verifiche sugli aspetti strutturali». «Noi stiamo lavorando su nostre ipotesi - ha concluso il perito - abbiamo preparato uno schema che sottoporremo al giudice».Negli stessi momenti in cui il Comitato delle vittime della Casa dello studente era a colloquio con il magistrato, a pochi metri di distanza, negli uffici della Squadra mobile della Questura, altri quattro ragazzi, scampati alla tragedia dell’edificio di via XX Settembre, accompagnati dai loro avvocati, sono stati sentiti come persone informate sui fatti. Un’audizione in cui sostanzialmente i quattro studenti hanno puntato il dito contro le crepe presenti un po’ ovunque nell’edificio e contro la colonna portante piena d’acqua e per questo transennata. Infine anche ieri si è tenuto il consueto summit per fare il punto sulle indagini e programmare l’attività investigativa futura tra i consulenti nominati dalla Procura e gli uomini dell’interforze della Polizia giudiziaria. Il punto ha riguardato l’attività svolta e a tale proposito sono stati oltre 300 i sopralluoghi effettuati in altrettante abitazioni ed edifici crollati e con morti o gravemente danneggiati. Duecento sono quelli dove la Procura sta approfondendo le indagini e di questi 34 sono le strutture poste sotto sequestro. Al centro della discussione anche le prove sul materiale e i carotaggi che dovranno essere effettuati nei prossimi giorni nelle strutture oggetto delle attenzioni da parte della Procura.

GIUSTIZIA REDDITO E LIBERTA'

Nessun commento:

Posta un commento