<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098</id><updated>2011-07-08T07:18:48.513-07:00</updated><category term='g8'/><category term='immigrati'/><category term='sapienza'/><category term='laboratorio'/><category term='Immigrazione'/><category term='casa dello studente'/><category term='repubblica'/><category term='clandestini'/><category term='point break'/><category term='globalizzazione'/><category term='roma'/><category term='onda'/><category term='Hobsbawn'/><category term='studentati'/><category term='pregiudizi'/><category term='crew'/><category term='studenti'/><category term='Costa'/><category term='reddito di cittadinanza'/><category term='autoriforma'/><category term='stranieri'/><category term='welfare'/><category term='torino'/><category term='romani'/><category term='stereotipi'/><category term='inchiesta'/><category term='L&apos;Aquila'/><category term='adisu'/><title type='text'>LAB AUTORIFORMA ADISU degli Studenti della Sapienza - Accademia - A.f.a.m. IN ONDA</title><subtitle type='html'>ELABORA AUTORIFORMA AUTODETERMINA:

Un gruppo di ragazzi degli Studentati Romani ha creato il Laboratorio dell'Autoriforma dell'Adisu, trampolino di lancio di battaglie e iniziative, e soprattutto di elaborazione politico-sociale da presentare e se opportuno contestare all'Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario, la nostra cara amata Laziodisu



CREAZIONE DI IMMAGINARIO REALE E DINAMICO
studentatiromani@yahoo.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>47</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8753627865223653060</id><published>2009-10-08T08:20:00.000-07:00</published><updated>2009-10-08T08:22:01.366-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><title type='text'>Commissione europea avvia azione legale contro l'Italia per l'assegnazione delle case per studenti</title><content type='html'>Case dello studente, la Commissione europea: l'Italia discrimina gli universitari stranieri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione europea ha avviato un'azione legale contro l'Italia, richiamandola a impedire che sul suo territorio gli studenti universitari di altri Paesi Ue siano discriminati nell'assegnazione degli alloggi universitari a vantaggio di quelli italiani o che in Italia vivono da più tempo.&lt;br /&gt;Tutto è nato da un ricorso alla Commissione Ue contro il provvedimento con cui la provincia di Sondrio ha indetto un concorso per l'assegnazione di appartamenti ad affitto agevolato a studenti universitari "basato su due condizioni discriminatorie: essere cittadino italiano e aver risieduto nel territorio nel quinquennio precedente".&lt;br /&gt;Oggi la Commissione, come spiega una nota, invierà una lettera di costituzione in mora alle autorità italiane che hanno due mesi per rispondere, come prevede il primo passo della procedura di infrazione. Il Commissario responsabile per l'Occupazione e gli Affari sociali Vladimir Spidla spiega che "la libera circolazione delle persone è un principio fondamentale dell'Ue ed assicura che i cittadini non siano discriminati sulla base della nazionalità.&lt;br /&gt;Un finanziamento degli studi concesso agli studenti sotto forma di agevolazione abitativa è un vantaggio sociale che deve essere garantito senza discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti e dei loro figli. L'Italia - conclude il Commissario - deve modificare la sua normativa e deve rispettare il diritto alla parità di trattamento".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8753627865223653060?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8753627865223653060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/10/commissione-europea-avvia-azione-legale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8753627865223653060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8753627865223653060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/10/commissione-europea-avvia-azione-legale.html' title='Commissione europea avvia azione legale contro l&apos;Italia per l&apos;assegnazione delle case per studenti'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8874004820596803649</id><published>2009-07-13T05:19:00.000-07:00</published><updated>2009-07-13T05:20:52.638-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>La democrazia "anomala"</title><content type='html'>di &lt;strong&gt;Omid Firouzi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà proprio sulle rovine di questa crisi inevitabile che l'Onda Anomala porterà avanti senza paura la sua idea di democrazia, all'insegna della libertà, dell'autonomia...&lt;br /&gt;7 / 7 / 2009&lt;br /&gt;Per anni ci hanno insegnato nelle scuole e nelle università che i tratti che disinguono una democrazia sono la libertà di pensare, di poter scegliere in autonomia i propri percorsi di vita nel rispetto delle idee altrui e la possibilità di avere gli strumenti per effettuare tale scelta. Ci hanno sempre ripetuto che chi detiene il potere ha il compito di ascoltare tutte le voci che si alzano dalle pieghe della società e il dovere di tentare di interagire con le contraddizioni e i conflitti con gli strumenti del confronto politico, anche duro, e della mediazione. Una democrazia è tale soprattutto se i pensieri, le propensioni comportamentali, le aspirazioni soggettive e le rivendicazioni politche, anche quelle delle minoranze, sono rispettate e ritenute in qualche modo legittime. Questo ci hanno sempre detto. Oggi, guardando a quello che succede in Italia, mi chiedo se qualcuno abbia la sensazione di trovarsi in una vera democrazia.&lt;br /&gt;Pendiamo in esame tre questioni di grande attualità: il lavoro, l'immigrazione e l'istruzione.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il lavoro nessuno può negare che, in questi tempi di crisi, la precarietà diffusa, dovuta all'imporsi di nuove forme contrattuali chiaramente discriminatorie per gran parte dei lavoratori e una generale distribuzione della ricchezza marcatamente diseguale, portano molti lavoratori e disoccupati a rivendicare migliori condizioni salariali e un erogazione di reddito in grado di aprire possibilità di vita dignitose. Ebbene di fronte a questa legittima domanda sociale la reazione governativa è da una parte il tentativo di non considerare neppure l'emersione di nuove forme di lavoro e sfruttamento, e quindi lesistenza della rivendicazione di nuovi diritti, e dall'altra di attaccare penalmente il diritto allo sciopero. Delegittimare e criminalizzare dunque.&lt;br /&gt;Sul terreno dell'immigrazione le cose stanno di fonte a tutti. Il pacchetto sicurezza, e in particolar modo l'introduzione del reato di imigrazione clandestina, sancisce definitivamente il disinteresse del governo nell'affrontare questa questione con politiche sociali e con nuovi progetti di integrazione nel rispetto dei diritti e dell'autonomia dei migranti e insiste con la strategia della criminalizzazione e dell'utilizzo dello strumento penale e repressivo. Una politica che riproduce inevitabilmente discriminazione verso migliaia di persone e una cultura di paura, sospetto e diffidenza per la società intera. Arriviamo ora ai fatti di questi giorni e qundi alla questione della formazione.&lt;br /&gt;Erano anni che presentavamo le nostre critiche alla riforma 3+2, voluta ricordiamo dal centro-sinistra, parlando di de-qualificazione dei saperi, di liceizzazione e di aziendalizzazione dell'università. Quando la Gelmini e in generale il governo Berlusconi hanno palesato il loro progetto si è scatenata una diffusa contestazione sociale. Tutto avvenuto alla luce del sole. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione verso quello che sembrava uno smantellamento vero e proprio dell'università pubblica, data la consistenza dei tagli e la previsione della creazione delle fondazioni universitarie e abbiamo dato vita a questa legittima preoccupazione con una legittima contestazione.&lt;br /&gt;Assemblee, cortei come quello di Roma a cui hanno partecipato centinaia di miglia di persone, blocchi stradali e occupazioni in tutta Italia hanno dunque tradotto politicamente, senza violenza alcuna e con determinazione, una legittima domanda sociale che si alzava da tutto il paese.&lt;br /&gt;Abbiamo in mente la costruzione du un'università pubblica adeguatamente finanziata dove i protagonisti siano sapere critico, cultura libera e ricerca "autonoma". Tutto al servizio della nostra voglia di conoscere la realtà sociale contemporanea e, perchè no, magari di poterla trasformare. Questo abbiamo detto e fatto per mesi. E lo rivendichiamo come giusto e legittimo. La risposta è stata banale, scontata e per certi versi "coerente". I presidi e i rettori, gli stessi che appoggiavano la protesta, hanno smesso di parlare con noi appena abbiamo denunciato gli interessi feudali e i poteri baronali presenti in molti atenei. Sono arrivate le prime denunce e le prime cariche quando la mobilitazione ha dimostrato in qualità, tenuta e partecipazione di non essere la solita e rituale agitazione autunnale.&lt;br /&gt;Le facoltà hanno cominciato a sgomberare le aule autogestite che per settimane hanno portato una ventata di partecipazione degli studenti alla vita universià e alla produzione e trasmissione del sapere e alcuni presidi hanno cominciato a negare le autorizzazioni per far svolgere conferenze e seminari di autoformazione. Questione di ordine pubblico ci hanno detto. Infine, quando le lotte di studenti e ricercatori hanno cominciato a interagire con altre mobiliazioni diffuse sul territorio, quando insomma abbiamo cominciato a capire che la formula "moltitudinaria" che aveva caratterizzato il movimento dell'Onda poteva rappresentare una ricchezza importante da spendere in diversi terreni di lotta e rivendicazione, allora puntuale è arrivato il colpo di spada del Leviatano.&lt;br /&gt;"Non abbiamo un granchè a livello di prove ma i soggetti arrestati preventivamente avrebbero potuto partecipare alle mobilitazioni del G8 all'Acquila": questo dicono nelle motivazioni dalla procura di Torino. Ecco quindi di nuovo la formula collaudata. Non riconoscere l'esistenza di un certo conflitto sociale, ignorarla e poi trasformarla in questione di sicurezza e ordine pubblico e infine criminalizzarla colpendo un pò a caso un pò miratamente le persone che l'hanno fatta emergere. Colpire i "cattivi" per intimidire i "buoni". Dividere laddove la messa in rete delle differenze aveva rappresentato un punto di forza. Produrre allarmi sociali e nemici pubblici per mistificare la realtà.&lt;br /&gt;E' questa la strategia del governo per affontare una crisi economica e poltica che sta mettendo in discussione le basi stesse di una democrazia sempre più logorata, sempre più violentata, sempre più anomala.&lt;br /&gt;Niente piagnistei però. Sarà proprio sulle rovine di questa crisi inevitabile che l'Onda Anomala porterà avanti senza paura la sua idea di democrazia, all'insegna della libertà, dell'autonomia e della partecipazione vera di tutti alla vita sociale del paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8874004820596803649?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8874004820596803649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/la-democrazia-anomala.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8874004820596803649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8874004820596803649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/la-democrazia-anomala.html' title='La democrazia &quot;anomala&quot;'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-6453642570692652273</id><published>2009-07-09T05:12:00.000-07:00</published><updated>2009-07-09T05:13:58.088-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>Peppe Mariani: "Senza diritto alla casa non c'è diritto allo studio"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SlXe8ga3qCI/AAAAAAAAAHE/vjxXRF3iFN8/s1600-h/point-break.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356432462903224354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SlXe8ga3qCI/AAAAAAAAAHE/vjxXRF3iFN8/s320/point-break.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ROMA, 8 LUG - Pieno sostegno all’occupazione abitativa degli studenti dell’onda. - è quanto fa sapere in una nota Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Politiche Sociali.Appena mi hanno avvertito sono andato in via fortebraccio al quartiere Pigneto dove gli studenti hanno occupato. Questa azione denuncia lo stato di grave difficoltà in cui vivono gli studenti di questa città. Nonostante i tentativi della stessa Regione Lazio di calmierare gli affitti per garantire il diritto alla casa agli studenti, – continua Mariani – il mercato immobiliare rimane una giungla selvaggia costituita da affitti in nero ed inaccessibili. Questa situazione fa sì che i giovani non ottengano mai l’autonomia e l’indipendenza dalle proprie famiglie. Senza il diritto alla casa viene precluso anche il diritto allo studio, soprattutto per gli studenti fuori sede.In particolare – prosegue Mariani – apprendo che il palazzetto occupato oggi, proprietà di un privato, e rimasto in disuso per più di 10 anni in un quartiere come il Pigneto, simbolo di una sfrenata speculazione immobiliare. Per questo motivo - conclude Mariani– non solo sostengo la protesta e la denuncia degli studenti, ma chiederò di costituire un tavolo di trattativa tra il privato stesso, il comune di Roma e la Regione Lazio, responsabile primaria del diritto allo studio, del diritto alla casa e dei diritti sociali per gli studenti. Su questo fronte si è fatto ancora troppo poco. E’ fondamentale dare ascolto agli studenti dell’onda per avviare una stagione di politiche più incisive su queste problematiche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-6453642570692652273?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/6453642570692652273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/peppe-mariani-senza-diritto-alla-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/6453642570692652273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/6453642570692652273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/peppe-mariani-senza-diritto-alla-casa.html' title='Peppe Mariani: &quot;Senza diritto alla casa non c&apos;è diritto allo studio&quot;'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SlXe8ga3qCI/AAAAAAAAAHE/vjxXRF3iFN8/s72-c/point-break.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3754484579551100171</id><published>2009-07-09T04:58:00.000-07:00</published><updated>2009-07-09T07:33:45.402-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='point break'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>Nasce POINT BREAK - Studentato occupato da Crew in Onda</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lo studentato occupato da Crew in OndaRoma&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi, 8 luglio 2009,nel pieno pomeriggio un centinaio di studenti della Sapienza del progetto CREW in Onda ha occupato un palazzo abbandonato da quasi dieci anni per farne uno spazio abitativo per studenti: nasce lo Studentato Occupato Point Break, in via Fortebraccio 30 nel quartiere Pigneto; occupazione che ha luogo in un quartiere abitato da studenti e migranti costretti a pagare 300 o 400 euro per una piccola stanza, attraversata dai flussi serali giovanili e da diverse esperienza culturali e sociali.&lt;br /&gt;Oggi lanciamo la campagna "50 euro possono bastare", e dunque diciamo subito che è solo l'inizio e che noi non siamo disposti a pagare di più per una stanza!&lt;br /&gt;Ottima la risposta del quartiere, la gente della via applaude l'iniziativa, gli studenti stanno volantinando in tutto il quartiere spiegando le ragioni dell'azione.&lt;br /&gt;E' stata convocata per venerdi 10 luglio ore 18 un'assemblea pubblica presso la nuova occupazione.&lt;br /&gt;Oggi ore 19 - aperitivo sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_seyret&amp;amp;Itemid=289&amp;amp;task=videodirectlink&amp;amp;id=93"&gt;Point Break occupazione di Crew in Onda&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Point Break è una risposta alla crisi che da mesi si abbatte sulle condizioni di vita di giovani, studenti e precari. Point Break nasce fra le pieghe dell'Onda, sulla scia di quel movimento che, partendo dalle università e dalle scuole, è riuscito a mettere in campo un’opposizione vera alle politiche di dismissione dell’università e della scuola. Point Break è una risposta alla precarietà diffusa che attanaglia la vita dei giovani, all’impossibilità di poter avere accesso al reddito, alla formazione, alla felicità. Point Break è la riappropriazione di uno spazio per farne una sperimentazione nuova, il tentativo di costruire un nuovo welfare a partire dal basso, dalla produzione comune di risorse, immaginazione, intelligenza.Point Break è una risposta agli affitti insostenibili, a chi ci chiama ospiti e ci fa pagare 500 euro al mese. Point Break è una risposta all’Adisu e alla sua incapacità di rispondere all’esigenze di studenti in sede e fuori sede. Point Break è una risposta al governo della Sapienza e al suo piano edilizio folle che vuole sostituire l'università ai privati nella speculazione degli affitti. Point Break é contro la rendita, i palazzi sfitti, le case vuote e il piano casa del governo che ci vuole far dormire nella veranda condonata dei genitori.Point Break è il punto più alto dell’Onda, quello della rottura degli schemi che ci vogliono ospiti, precari, clandestini. Point Break da oggi è al Pigneto, un quartiere giovane, multiculturale e aperto, ma presto sarà in tutta la città. Point Break da oggi è uno studentato autogestito, comune, che nasce dal desiderio di autonomia dei giovani studenti e precari dell’Onda romana. Uno stabile strappato alla speculazione e restituito alla città.Noi ci mettiamo le nostre intelligenze, i nostri desideri e cinquanta euro al mese...il resto è responsabilità delle istituzioni!&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;C.Re.W. - Sapienza in Onda&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Block G8 Liberi/e Tutti/e&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0984.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0984.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0985.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0985.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0987.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0987.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0988.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0988.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0990.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0990.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0991.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0991.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0993.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0993.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0996.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0996.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP0998.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP0998.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP1001.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP1001.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP1003.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP1003.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a title="" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/images/stories/image_gallery/roma080709/IMGP1006.JPG" target="_blank" rel="lightbox[sig0]" alt="IMGP1006.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3754484579551100171?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3754484579551100171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/nasce-point-break-studentato-occupato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3754484579551100171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3754484579551100171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/nasce-point-break-studentato-occupato.html' title='Nasce POINT BREAK - Studentato occupato da Crew in Onda'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-1423199528141060066</id><published>2009-07-06T06:04:00.000-07:00</published><updated>2009-07-06T06:43:44.583-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sapienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>Comunicato di solidarietà della Sapienza in Onda. Dal Rettorato occupato per protestare contro gli arresti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SlH_bQUpyyI/AAAAAAAAAG8/jVCVWjRBNgY/s1600-h/romaret.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355342275623373602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SlH_bQUpyyI/AAAAAAAAAG8/jVCVWjRBNgY/s320/romaret.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, le forze dell’ordine sotto il comando della Questura di Torino hanno perquisito e arrestato 21 persone: 12 a Torino, 4 a Bologna, 3 a Padova, uno a Milano e uno a Napoli. Inoltre, è stata fatta irruzione nel Centro Sociale Askatasuna di Torino e alla Festa di Radio Sherwood a Padova.Azioni intollerabili e intimidatorie, coperte dal ministro razzista Maroni che promette il g8 più pacificato nella storia di questo summit. Azioni contro chi ha inondato le strade, occupato le università, bloccato il traffico, per rivendicare i propri diritti contro le politiche folli di questo governo. Azioni contro chi ha contestato il g8 dei rettori delle università in modo determinato ed intelligente. Questa notte, nella settimana di contestazione al g8, un giorno prima dell’arrivo dei grandi, si decide di far scattare l’ennesima azione di polizia per reprimere chi ha deciso di non assoggettarsi alle logiche dell’efficienza e dell’economicità imposte nell’università come nelle nostre vite.&lt;br /&gt;Il corpo vivo dell’università, delle lotte su formazione e precarietà non si arresta!Per questo oggi a Roma, come a Venezia e Bologna, stiamo occupando i rettorati e le facoltà richiedendo con forza una presa di posizione netta alle istituzioni universitarire contro gli arresti, la criminalizzazione del movimento dell’onda e la chiusura degli spazi di libertà e dissenso.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto ciò avviene in un quadro di criminalizzazione diffusa e di continui atti intimidatori nei confronti dei movimenti: nella giornata di sabato, infatti, sono stati perquisiti tutti i pullman ed i treni che cercavano di raggiungere Vicenza per partecipare alla manifestazione indetta contro la costruzione della base americana. Il giorno successivo, in occasione della fiaccolata che chiedeva verità e giustizia sul terremoto, L’Aquila è stata letteralmente militarizzata attraverso l’istituzione di check-point e l’obbligo di mostrare i documenti.…Se avete deciso di non farci dormire venendo nelle nostre case, nei nostri luoghi, arrestando i nostri compagni durante la notte, allora avete deciso di non dormire più neanche voi! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’ONDA PERFETTA NON SI ARRESTA- LIBERI TUTT@!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Sapienza_in Onda &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-1423199528141060066?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/1423199528141060066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/comunicato-di-solidarieta-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1423199528141060066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1423199528141060066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/comunicato-di-solidarieta-della.html' title='Comunicato di solidarietà della Sapienza in Onda. Dal Rettorato occupato per protestare contro gli arresti'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SlH_bQUpyyI/AAAAAAAAAG8/jVCVWjRBNgY/s72-c/romaret.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-7834354520003513132</id><published>2009-07-03T03:06:00.000-07:00</published><updated>2009-07-03T03:31:53.795-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><title type='text'>Per un nuovo welfare contro la crisi - dossier e inchiesta sulla casa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sk3aqs-gW6I/AAAAAAAAAG0/GpBwtBve6J8/s1600-h/crewinonda.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354175959176076194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sk3aqs-gW6I/AAAAAAAAAG0/GpBwtBve6J8/s320/crewinonda.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Scarica qui in pdf il dossier Crew in Onda &lt;a href="http://www.uniriot.org/uniriotII/downloads/dossier/Dossier%20CREW.pdf"&gt;"Per un nuovo welfare contro la crisi" &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indice del dossier:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intro e prima parte:&lt;br /&gt;- Inchiesta sugli affitti in nero e le condizioni abitative degli studenti nella metropoli (pag.2)&lt;br /&gt;-Conflitto sociale all'interno degli Studentati romani (pag.3)&lt;br /&gt;-Un nuovo welfare oltre il diritto allo studio (pag 5)&lt;br /&gt;- Speculazione e rendita, modificazione territorio e affitti in nero (pag.6)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda parte:&lt;br /&gt;- C.Re.W.in Onda per un nuovo welfare contro la crisi:&lt;br /&gt;- Accesso alla cultura (pag.8)&lt;br /&gt;- Casa (pag.9)&lt;br /&gt;- Reddito e nuovo welfare (pag.10)&lt;br /&gt;- Nuovo welfare contro il debito (pag.12)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scarica qui in pdf l'inchiesta sul tema della casa a cura di Crew - &lt;a href="http://www.uniriot.org/uniriotII/downloads/inchieste/inchiesta-crew.pdf"&gt;Questionario - Surf the crisis,belong to Crew!&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-7834354520003513132?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/7834354520003513132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/per-un-nuovo-welfare-contro-la-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/7834354520003513132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/7834354520003513132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/07/per-un-nuovo-welfare-contro-la-crisi.html' title='Per un nuovo welfare contro la crisi - dossier e inchiesta sulla casa'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sk3aqs-gW6I/AAAAAAAAAG0/GpBwtBve6J8/s72-c/crewinonda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-5847317175911787653</id><published>2009-06-28T11:45:00.000-07:00</published><updated>2009-06-29T11:49:35.363-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito di cittadinanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>30/06 C.Re.W. in Onda PARTY - Facoltà di Scienze Politiche (La Sapienza)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Ske87Uv1_8I/AAAAAAAAAGk/JfL2srqeNCA/s1600-h/crew.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5352454409520807874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 310px; CURSOR: hand; HEIGHT: 567px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Ske87Uv1_8I/AAAAAAAAAGk/JfL2srqeNCA/s320/crew.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;h11:00 (sala professori)&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;IL RAPPORTO TRA I MOVIMENTI E MEDIA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dibattito con &lt;strong&gt;Lucia Annunziata&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;h 17:30 (sala professori)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;ASSEMBLEA PUBBLICA "PER UN NUOVO WELFARE:PRESENTAZIONE PROGETTO C.RE.W.&lt;/strong&gt; "&lt;br /&gt;sono invitati a partecipare tutti i movimenti di lotta per la casa,comune,regione e istituzioni universitarie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;dalle h 21 DanceHall contro la crisi &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;+Black Son +Manlio +CarmRoots and Melody Roots sound system&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Welfare, Casa e Reddito per Tutt*&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Di seguito l'appello a tutte le Facoltà in Onda&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Dopo il G8 di Torino: il rapporto tra media e movimenti”&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Abbiamo deciso di costruire questo incontro, come studenti dell'Onda, a seguito delle straordinarie giornate torinesi, quando migliaia di studenti da tutta Italia hanno raggiunto Torino per contestare il G8 University Summit, organizzato dai rettori italiani. A seguito di quell'evento, il nostro entusiasmo, derivante dall'aver costruito e condiviso una straordinaria esperienza collettiva di lotta, era commistionato ad una forte indignazione prodotta dalla lettura dei giornali: un coro unanime di condanna, dal Corriere a Repubblica fino al Manifesto, ha tentato di distorcere i fatti, di dividere l'Onda, di perimetrare buoni e cattivi, di definire delle etichettature politiche tanto insulse quanto inattuali.Col senno di poi, tutti sappiamo che la strategia della stampa main stream ha girato a vuoto: l'Onda, in tutte gli atenei, ha condiviso e rivendicato pubblicamente ciò che ha praticato, utilizzando gli strumenti di comunicazione indipendenti e i social network per restituire la verità dei fatti. Gli stessi rettori organizzatori del Summit hanno dovuto ammettere le loro responsabilità per aver costruito un vertice privo di qualsiasi legittimità, provando goffamente a giustificarle come un “difetto di comunicazione”. Dopo qualche giorno fu annunciato che il G8 della Scienza, previsto per il 22 giugno a Monza, era stato annullato per timore di ripetere gli stessi errori.Resta però aperto il problema della stampa italiana e del rapporto tra questa ed i movimenti sociali: quella stessa stampa che erge barricate quando il Presidente del Consiglio la definisce eversiva e che comprende, giustifica, a volte addirittura elogia, i fenomeni di insubordinazione quando questi accadono al di là dei confini del nostro paese - vedi Repubblica sulla rivolta in Grecia, sui sequestri dei manager in Francia e di recente sulla rivolta iraniana - e che condanna e criminalizza invece ciò che accade in Italia. Un problema aperto, che si ripropone ogni qual volta gli assetti di potere, in un paese come il nostro, a democrazia bloccata, vengono messi in crisi non da dissidi interni alle stesse istituzioni, ma dall'apertura di nuovi conflitti costituenti. Di questo vogliamo discutere con Lucia Annunziata, giornalista che, dopo i fatti di Torino, ha rappresentato una delle poche voci fuori dal coro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per un nuovo welfare – Presentazione del progetto C.Re.W.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta La Sapienza diviene spazio di confronto pubblico e conflittuale aperto alle istituzione e le realtà cittadine che animano la città di Roma. Un appuntamento, quello di martedì 30 giugno a Sc. Politiche, che vedrà la presentazione del progetto C.Re.W. (Casa Reddito Welfare) nato dall’assemblea d’ateneo e che vive nelle Facoltà in Onda della Sapienza. Un progetto di inchiesta autoformazione e riflessione teorica attorno alle possibilità di costruire, a partire dai movimenti una risposta reale alla crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casa, Reddito e Welfare: tre tematiche che tengono ben presente la stretta interdipendenza tra l’università e metropoli; con la prima che rende viva, ricca e produttiva la seconda.&lt;br /&gt;Interdipendenza che sfrutta lo studente e il giovane in generale come elemento da cui trarre maggior ricchezza, nei termini in cui esso, avendo meno tutele e garanzie, è sottoposto a un serie di spese inevitabili che vanno a inserirsi nei processi di speculazione e di rendita sui cui si basa gran parte dell’introito economico cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci domandiamo perciò quali siano il ruolo e le responsabilità che l’Università ricopre nel finanziare una reale possibilità di accesso ad un abitazione a prezzi giusti, bassi e atti a garantire un diritto sociale ed economico imprescindibile come quello della casa, all’interno di un sistema di welfare, che invece di mettere al centro gli individui è sempre più vincolato e fondato sulla “famiglia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito attorno alla possibilità di nuove forme di welfare welfare diventa per centrale in questa fase di crisi economica: con questo intendiamo la possibilità di accesso alla ricchezza su base individuale e non assistenziale, rispondendo alla necessità di una vita fatta di indipendenza economica e non sottoposta al ricatto continuo di chi sfrutta e specula sugli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le rivendicazioni di Crew in Onda cercano di ripensare un nuovo modo di contrattazione sociale come una possibile via d’uscita dalla crisi economica.&lt;br /&gt;Un nuovo Welfare contro il debito: debito formativo, prestito d’onore, rendita , speculazione e dipendenza economica dalla famiglia infatti, sono gli scenari che si aprono come ipotetiche vie d’uscita dalla fase di recessione e di crisi del welfare state.&lt;br /&gt;E’ interessante notare infatti come le risposte istituzionali sembrino rivolgersi in unica direzione: scaricare la crisi verso il basso attraverso l’istituzione di una nuova centralità del debito individuale. Dal debito in ambito dei corsi di studio e della formazione professionale, al debito per poter accedere a una preparazione universitaria sempre più dequalificata, passando per il debito nei confronti della propria famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nostro avviso la risposta alla crisi economica dovrebbe invece passare per una ridefinizione dell’idea complessiva di welfare nel nostro paese, a partire dalla necessità di autonomia e di indipendenza di un’intera generazione, mettendo a valore quelle che sono le istanze dell’Onda e dei movimenti in generale.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-5847317175911787653?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/5847317175911787653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/3006-crew-in-onda-party-facolta-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5847317175911787653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5847317175911787653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/3006-crew-in-onda-party-facolta-di.html' title='30/06 C.Re.W. in Onda PARTY - Facoltà di Scienze Politiche (La Sapienza)'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Ske87Uv1_8I/AAAAAAAAAGk/JfL2srqeNCA/s72-c/crew.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-484964379129223455</id><published>2009-06-28T11:32:00.000-07:00</published><updated>2009-06-28T11:34:46.984-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito di cittadinanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>C.Re.W. in Onda verso il g8 della crisi</title><content type='html'>Il G8 che si terrà tra poche settimane a l’Aquila si inserisce a nostro avviso in un contesto estremamente particolare. In queste settimane stiamo assistendo infatti ad un progressivo smascheramento delle politiche di gestione della crisi da parte del Governo, dai dati Istat sulla disoccupazione e la produttività, all’allarme di Confindustria – di certo non amica dei movimenti -  sulla necessità di misure vere contro la crisi, ciò che appare evidente è che l’immobilismo di Berlusconi e Tremonti sul piano delle riforme del Welfare e su quello più generale di risposta alla crisi non stia affatto pagando. Né in termini di consenso né in termini di efficacia.Se da un lato questi mesi oltre duecentomila precari hanno perso il lavoro dall’altro assistiamo al ridursi, nel 2009, delle pensioni di anzianità. Vale a dire che la sempre più forte precarietà giovanile ricade oltre che sui giovani sulle loro famiglie, costringendo i padri a lavorare di più per tutelare i figli e in definitiva riducendo a zero le possibilità di indipendenza e autonomia dei giovani nel nostro paese. Non c’è possibilità di autonomia e indipendenza infatti, in un paese in cui l’unico ammortizzatore sociale è la pensione dei nonni o lo stipendio dei genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Welfare non familista, formazione, libertà, cittadinanza per tutti, autonomia per i giovani ci sembrano essere, come studenti dell’Onda romana, le priorità di fronte alla crisi globale, non di certo le nuove politiche securitarie e razziste del governo, non di certo l’illusione di poter risolvere la crisi attraverso la semplice costruzione di un dispositivo mediatico&lt;/strong&gt;. Il re è nudo, questo ci sentiamo di dire! Lo è di fronte alla crisi globale e lo è di fronte alla crisi abruzzese. La decisione di spostare il vertice a l’Aquila, è un’ulteriore tentativo di costruire consenso attraverso la creazione di un palcoscenico, dare risalto all’operato del governo e oscurare quei movimenti che proprio sul territorio aquilano ne stanno mettendo in crisi le politiche. Il governo cerca di risolvere la propria crisi di legittimità e di consenso collocando la riunione del g8 in una città terremotata, credendo ingenuamente di poter normalizzare il territorio aquilano.Gli appuntamenti tematici del g8 sono stati al centro di forti contestazioni proprio a partire da quei soggetti sociali messi al centro dalla crisi economica e dalle politiche governative. Migranti precari studenti lavoratori hanno contestato i g8 dislocati a partire dalle proprie esperienze e specificità territoriali. Proprio per valorizzare questa capacità di mobilitazione diffusa e radicata nei territori, nei luoghi di lavoro e nelle università, abbiamo scelto di partecipare alla contestazione diffusa e dislocata del g8, a partire dai percorsi specifici di conflitto che abbiamo costruito come Onda nel corso dell’anno. Disegnare e definire la mappa della crisi, economica e istituzionale del Paese, porre in risalto i nodi attorno ai quali si definisce l’incapacità di governo della globalizzazione a partire dai territori e dai luoghi produttivi, questa è la sfida che riguarda le giornate del vertice e che tenteremo di raccogliere tanto a Vicenza, che a Roma che a l’Aquila.Lo faremo con la convinzione che sia giunto il momento di tracciare un percorso nuovo, fatto di passioni, di desideri, di costruzione collettiva di un futuro comune attraverso le lotte e i conflitti, piuttosto che attraverso la riproposizione di vecchi schemi inservibili e superati. Essere all’altezza della situazione di fronte a questo g8 significa capire che cos’è un summit dei grandi nel pieno della crisi globale: dislocazione e decisione diretta dei movimenti sociali, questa non è una semplice risposta al g8, ma la possibilità di una costruzione comune di un’alternativa reale.Pratica dell’autonomia e dell’indipendenza per rilanciare la forma movimento, dislocazione e contestazione diffusa di fronte al g8 della crisi, questo crediamo che sia il percorso da tracciare, per questo saremo al fianco dei comitati aquilani che si battono ogni giorno sul territorio abruzzese, sostenendone scelte e pratiche di contestazione al g8.Un percorso che ci porterà al fianco del movimento No dal Molin il 4 luglio e che ci vedrà costruire le date romane del 7 e 8 luglio assieme a tutta la rete no g8. Allo stesso tempo saremo a l’Aquila, in delegazione, nella fiaccolata convocata nella notte tra il 5 e il 6 luglio dai comitati territoriali per chiedere verità e giustizia sul terremoto, e parteciperemo al forum del 7 luglio proposto dalla rete 3&amp;amp;32.&lt;br /&gt;Noi la crisi non la paghiamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sapienza in Onda - C.Re.W&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-484964379129223455?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/484964379129223455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/crew-in-onda-verso-il-g8-della-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/484964379129223455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/484964379129223455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/crew-in-onda-verso-il-g8-della-crisi.html' title='C.Re.W. in Onda verso il g8 della crisi'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-1285896649068548217</id><published>2009-06-25T08:10:00.000-07:00</published><updated>2009-06-25T08:31:09.553-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>Le politiche abitative inesistenti e la Costituzione italiana</title><content type='html'>a cura di Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle spese più impegnative che deve affrontare uno studente universitario fuori sede è solitamente quella dell’alloggio. Se non ha una borsa di studio oppure un posto assegnato da un ente per il diritto allo studio, allora spesso deve sostenere delle spese economiche non indifferenti.Non conosciamo quale sia la realtà nelle varie provincie italiane, per cui ci limiteremo ad accennare la situazione presente nella sede che frequentiamo,anche perchè,nel bene e nel male,è anche la nostra città: Roma,la capitale,la grande metropoli e le numerose università pubbliche e private. Per quanto riguarda gli studenti, oltra ai residenti,troviamo migliaia di fuorisede e pendolari. Giocoforza i fuorisede devono necessariamente prendere un alloggio in affitto,l’ADISU dispone di un ridotto numero di posti letto: solo 1.300.Da qui si può capire la situazione invivibile che devono affrontare molti studenti: sono costretti a pagare affitti assurdamente alti perché la gran parte dei proprietari degli alloggi sfrutta la grande richiesta e la contemporanea scarsa disponibilità. E a tutto questo si aggiunge anche una grossa presenza di immigrati, sia regolari che irregolari; anche queste persone cercano alloggi e spesso sono disposti anche a pagare affitti altissimi, sfruttando il fatto che poi andranno ad abitare nei locali insieme a connazionali ancora più disperati, ai quali subaffitteranno un posto letto. La grande ricerca dei poveri. Moltissimi affittuari approfittano di questa situazione e costringono gli studenti a pagare l’affitto in nero. In base a numerosissime inchieste, risulta che solo due studenti su 10 stipulano un contratto regolare! E gli affitti sono lo stesso molto alti: in media una stanza,altro che appartamento,costa 500 euro al mese, mentre una doppia si arriva a 350 euro!L’evasione fiscale degli affittuari supera abbondantemente i milioni di euro all’anno!E il bello è che per gli affitti agli studenti è obbligatorio un contratto a canone concordato che non può superare i 10,3 euro al metro quadrato.Ma nessuno degli studenti lo sa!Ma è possibile una situazione del genere? E' tollerabile che dei privati ci speculino? E' possibile che il nostro sistema non garantisca un diritto sociale inviolabile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come recita la nostra Costituzione (che per qualche privato un senso non c'è l'ha) lo Stato deve garantire al maggior numero possibile di cittadini un diritto sociale, quale è appunto quello dell’abitazione.Esso rientra tra i diritti inviolabili dell’uomo, riconosciuti e garantiti dall’articolo 2 della Costituzione, e trova un riconoscimento espresso nell’art. 25 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nell’art. 11 del patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali.L’abitazione costituisce indubbiamente, per l’ importanza che riveste nella vita di ogni uomo, un bene primario che deve essere tutelato in modo adeguato e concreto.La casa è il luogo in cui si riunisce la famiglia; in essa l’individuo cresce. I giovani che intendono, formare una nuova famiglia debbono avere a disposizione una casa per realizzare una intimo legame tra loro.Per questo, la Costituzione all’art. 47 prevede che la Repubblica debba favorire il diritto alla proprietà dell’abitazione, con misure che possano aiutare le persone più bisognose ad avere un alloggio in proprietà e, quindi, rendendo concreto questo diritto. In più occasioni la Corte Costituzionale ha affermato che rientra, tra i compiti della Repubblica, quello di favorire l’accesso alla abitazione ai cittadini più deboli. La difficoltà di avere una casa costituisce insomma una delle preoccupazioni alle quali le amministrazioni pubbliche devono offrire risposte efficaci, in particolare attraverso i piani di edilizia economica e popolare. I riferimenti costituzionali del diritto alla casa” sono gli art. 2, 3 e 32. Infatti le politiche legislative in materia abitativa sono basate sulla tutela dei diritti inviolabili della persona, tutela che è strettamente legata ai compiti che lo Stato ha nel rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale. Nella Carta dei valori, della cittadinanza e dell’ integrazione dell’ aprile 2007 viene affermato “L’Italia è impegnata perché tutti possano fruire di una abitazione adeguata ai bisogni della propria famiglia e a costi ragionevoli".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-1285896649068548217?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/1285896649068548217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/le-politiche-abitative-inesistenti-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1285896649068548217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1285896649068548217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/le-politiche-abitative-inesistenti-e-la.html' title='Le politiche abitative inesistenti e la Costituzione italiana'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-5495675324613781425</id><published>2009-06-22T05:50:00.000-07:00</published><updated>2009-06-22T05:55:38.862-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>"Abitavo nella Casa dello Studente,chiedo giustizia"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si chiama Giada,è della provincia di Pesaro,e la notte del 6 aprile 2009, era a L’Aquila. Abitava nella Casa dello Studente (quella che la sera del sisma si è trasformata in un cumulo di macerie), ma quando c’è stata la terribile scossa delle 3.30, Giada non era ancora rientrata perché era a casa di amici per una spaghettata. Si è salvata per caso: “La ragazza che abitava nella camera di fronte alla mia -ricorda Giada- non è stata altrettanto fortunata ed è morta”.&lt;br /&gt;Giada, come tantissimi studenti iscritti all’Università de L’Aquila, si è rivolta all’avvocato Floro Bisello, presidente regionale di una associazione di consumatori, per avere giustizia: per sé e per i ragazzi che non ci sono più.&lt;br /&gt;“Chiedo giustizia: noi studenti più volte avevamo segnalato -ribadisce Giada- la comparsa sui muri di alcune crepe. Ci hanno sempre risposto che non dovevamo preoccuparci perché la struttura era antisismica”.&lt;br /&gt;Finora l’avvocato Bisello sta seguendo una quarantina di studenti che hanno deciso di presentare denuncia- querela con l’obiettivo di individuare le responsabilità di chi “ha sottovalutato le segnalazioni degli studenti sulle tante anomalie presenti nella Casa dello Studente”.&lt;br /&gt;In particolare nelle denunce-querele si fa riferimento alla segnalazione da parte degli studenti della “comparsa di grosse macchie d’umidità su una delle colonne portanti della sala mensa che avevano provocato la caduta dell’intonaco e la fuoriuscita di acqua che si riversava sul pavimento. Invece di prendere provvedimenti -si legge nella denuncia querela- la colonna venne avvolta con del nastro bianco e rosso”.&lt;br /&gt;A questo si aggiunge che gli studenti sopravvissuti hanno perso libri, materiale didattico, effetti personali e che le lezioni sono state sospese.&lt;br /&gt;Giada che è iscritta a Scienze dell’Investigazione, corso di laurea di Scienze della Formazione, ha intenzione di rimanere a L’Aquila anche perché è difficile trovare lo stesso corso in un'altra università.&lt;br /&gt;Non solo: gli studenti devono cercare di recuperare la cauzione di 450 euro che ogni di loro doveva pagare prima di entrare nella Casa dello Studente.&lt;br /&gt;“Purtroppo -commenta l’avvocato Bisello- si è trattato di crolli annunciati. Le crepe esistevano già prima delle 3.32 del 6 aprile, prima della scossa e della strage di ragazzi".&lt;br /&gt;Per gli studenti il pilastro portante di cui si parla nelle denunce depositate era il tallone d'Achille del palazzo, segnalato chissà quante volte ai responsabili della Casa dello studente che però, interrogati dalla polizia, lo hanno negato.&lt;br /&gt;Le prove ci sono perché è stata rinvenuta una piantina salvata da uno studente che diventerà una prova contro chi ha aiutato il terremoto a creare i crolli”..&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-5495675324613781425?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/5495675324613781425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/abitavo-nella-casa-dello-studentechiedo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5495675324613781425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5495675324613781425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/abitavo-nella-casa-dello-studentechiedo.html' title='&quot;Abitavo nella Casa dello Studente,chiedo giustizia&quot;'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-2203908524758823304</id><published>2009-06-21T20:25:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T20:31:43.430-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito di cittadinanza'/><title type='text'>Il reddito minimo in Europa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di &lt;strong&gt;Sandro Gobetti&lt;/strong&gt; (Ricercatore sociale, redattore della rivista Infoxoa, ideatore e curatore di ricerche e saggi sui modelli europei di welfare e le trasformazioni del lavoro. Responsabile dell'area di ricerca e studio per il reddito garantito presso la Regione Lazio, coordinatore BIN Report e comunicazione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un confronto tra diversi modelli di reddito minimo tra Italia ed Europa&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In Belgio è chiamato minimax, è un diritto individuale, garantisce un reddito minimo di circa 650 euro a chi non dispone di risorse sufficienti per vivere. Ne può usufruire chiunque, anche chi ha appena smesso di ricevere il sussidio di disoccupazione. In Lussemburgo, il revenue minimum guaranti, è definito legge universale, un riconoscimento individuale "fino al raggiungimento di una migliore condizione personale". L'importo è di 1.100 euro mensili. In Austria c'è la sozialhilfe, un minimo garantito che viene aggiunto al sostegno per il cibo, il riscaldamento, l'elettricità e l'affitto per la casa. In Norvegia c'è lo Stønad til livsopphold, letteralmente "reddito di esistenza", erogato a titolo individuale senza condizione di età, con un importo mensile di oltre 500 euro e la copertura delle spese d'alloggio ed elettricità. In Olanda si chiama Beinstand, è un diritto individuale e si accompagna al sostegno all'affitto, ai trasporti per gli studenti, all'accesso alla cultura. Sempre in Olanda c'è il Wik, un reddito di 500 euro destinato agli artisti per "permettergli di avere tempo di fare arte".&lt;br /&gt;Insomma, senza fare il giro di tutti i paesi europei, è evidente la lontananza italiana da quell'Europa, che ha affrontato il tema della protezione sociale e del reddito garantito.&lt;br /&gt;Sono forme di intervento diversificate tanto che oggi possiamo parlare di 4 diversi modelli: quello centro europeo, che vede paesi come Belgio e Olanda attuare queste forme già dagli anni settanta del novecento; il modello anglosassone, che ha nella sua specificità le ristrettezze dettate dal means test, che alcuni definiscono forma di controllo vero e proprio sugli individui percettori; quello scandinavo che prevede un ampio ventaglio di interventi sociali tra i quali il sostegno al reddito è uno dei capisaldi.&lt;br /&gt;Ed infine il modello mediterraneo, che vede l'Italia e la Grecia essere gli unici due paesi in Europa a non avere alcuna forma di reddito minimo. Anche la Spagna ha avviato un dibattito nazionale che và nella direzione di proporre forme di reddito sociale.&lt;br /&gt;Per non fare la figura degli esterofili, và detto che queste forme di protezione sociale hanno ciascuna alcune contraddizioni. Il fatto che molti di questi modelli di welfare si siano trasformati in workfare, in cui esiste l'obbligo per i beneficiari ad accettare qualsiasi lavoro pena la sospensione del benefit, porta con se alcune conseguenze come quella di nutrire una grossa fascia di lavori a bassa qualificazione. In questo senso, ad esempio in Belgio, si sono definite delle forme di congruità, in cui un beneficiario del reddito minimo può rifiutare il lavoro offerto se non è congruo al suo inquadramento professionale precedente o alla sua formazione; una sorta di riconoscimento delle competenze acquisite che frena il ribasso professionale e salariale. Così come il means test di fattura inglese, rischia di essere più una forma di controllo che di assistenza sociale. Bisogna però dire che il sostegno al reddito, le forme di protezione sociale, permettono tempi di vita sicuramente diversi e permettono ai cittadini di affrontare la propria quotidianità in modo sicuramente meno pressante e vessatorio.&lt;br /&gt;Il tema del reddito garantito, minimo, di base, di cittadinanza è una delle centralità del dibattito internazionale. Non ultimo, il presidente boliviano Evo Morales, lo pone come una delle riforme cardine, tanto che stà istituendo una legge che garantisce un minimo vitale a tutte le persone sopra i 60 anni e per un paese come la Bolivia questa è più di una buona notizia.&lt;br /&gt;Il tema quindi è di quelli centrali. Le nuove garanzie sociali a fronte delle trasformazioni produttive e del mercato del lavoro, la questione della precarietà e dei diritti sul lavoro e oltre il lavoro, la questione della redistribuzione della ricchezza, la lotta alle nuove povertà ritornano con vigore nel dibattito generale. Anche Prodi, sui giornali, rilancia l'idea di un reddito minimo di cittadinanza e, dopo l'esperienza campana, anche il Lazio stà approntando una legge che và nella direzione di formalizzare un reddito sociale garantito.&lt;br /&gt;Il dibattito intorno a questo tema attraversa diversi ambienti, l'economista Tito Boeri propone un reddito minimo a fronte di una maggiore flessibilità, altri come Van Parijs o Guy Standing rilanciano da anni un basic income per tutti come riconoscimento della produzione oltre il lavoro formale e per la creazione di un modello di welfare attivo a partire da una nuova idea di tempo liberato.&lt;br /&gt;Non ultimi i movimenti sociali che in questi anni, con le mayday, le manifestazioni nazionali per il reddito per tutti e con lo sciopero generale e generalizzato dello scorso novembre, pongono la questione dei diritti sul lavoro e oltre il lavoro: verso la rivendicazione di un reddito garantito.&lt;br /&gt;Nessuno sotto questo punto di vista è stato fermo e questo tema attraverso l'Europa intera. Eppure il rischio è che proprio la politica stenti a dare risposte immediate. Il rischio è di diluire il tema in rivoli infinitesimali, mentre il mercato risponde con i 4x2 per il rilancio dei consumi, con i finanziamenti fino a trentamila euro anche per chi è pignorato, suggerisce di accedere a forme di credito per acquistare il telefonino o pagare la vacanza, la lavatrice o il mutuo di casa. Il rischio di una risposta del mercato alle nuove esigenze emergenti produce un' economia drogata ed una popolazione sotto continuo ricatto: oltre a quello del lavoro precario, quello del basso salario, anche quello dei soldi, o meglio, degli interessi, da restituire. In Italia c'è una buona percentuale di cittadini indebitati proprio perché ricorrono spesso a finanziamenti per affrontare il loro quotidiano.&lt;br /&gt;Anche Eurostat lancia l'allarme e avverte "che senza massicci interventi di protezione sociale, l'Italia, con i suoi 11 milioni di poveri, rischia nei prossimi anni di vedere il 42% della popolazione rimanere sotto la soglia di povertà".&lt;br /&gt;Sempre secondo Eurostat (dati 2005) l'Italia spende per il contrasto alla disoccupazione lo 0,4% del Pil contro una media UE del 2,2% e del 3% della sola Germania; per i giovani disoccupati con meno di 25 anni il tasso di copertura, di sostegno al reddito, è dello 0,65% italiano contro il 57% del regno Unito, il 53% della Danimarca ed il 51% del Belgio (dati ItaliaLavoro) e questo malgrado sia aumentata in Italia la zona grigia di chi, tra gli under 25, non cerca più lavoro, non fà formazione, non và più a scuola: oltre 800.000 giovani. Questo dato è aggravato dal fatto che se tra il 1991 e il 1997 la probabilità per un giovane di trovare lavoro a tempo indeterminato era del 40%, oggi si è ridotta al 25%. Secondo una ricerca della Provincia di Roma (2006), la nostra capitale, a confronto con le altre grandi città europee, è l'unica ad avere in attivo il tasso di disoccupazione giovanile in confronto alle opportunità di occupazione. Per concludere con i dati, (Università La Sapienza su dati Inps 2006), il 15% dei precari a carattere nazionale lavorano nella capitale, il 48% sono donne e di queste il 70% denuncia di non arrivare a guadagnare più di 10.000 euro l'anno.&lt;br /&gt;Il tema del reddito garantito dunque è un tema centrale e a partire dalle esperienze europee può essere rilanciato e riformulato come azione di contrasto al ricatto della precarietà, un modo per rifiutare quel contratto sottopagato appena offerto, un freno all'emergenza economica e al disagio di milioni di persone; un aiuto concreto alle famiglie dei working poor che testimoniano l'impossibilità di arrivare a fine mese, un modo per conquistare spicchi di tempo a favore di una maggiore autonomia in grado di aprire nuove opportunità, per fare nuova formazione, per acquisire nuove competenze, per inserirsi nel mercato del lavoro attraverso scelte e non solo obblighi. Sotto questo punto di vista le forme di reddito di base vigenti in molti paesi europei, che pure non vanno lette come la panacea per tutti i nostri mali, visti da quaggiù sembrano una favola.&lt;br /&gt;C'è dunque bisogno di concretezza, non solo per rispondere alla trasformazioni della nostra contemporaneità, ma perchè la questione del reddito garantito in Italia, potrebbe farci sentire un pò meno cittadini europei di serie B.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-2203908524758823304?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/2203908524758823304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/il-reddito-minimo-in-europa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/2203908524758823304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/2203908524758823304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/il-reddito-minimo-in-europa.html' title='Il reddito minimo in Europa'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3970880165552813200</id><published>2009-06-20T07:54:00.000-07:00</published><updated>2009-06-20T08:45:07.849-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>Studenti dell' AFAM chiedono rappresentanza sociale e reddito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo le riforme ammazza Conservatori e Accademie,l'aumento delle tasse per gli studenti, i tagli al salario accessorio dei dipendenti, il Governo, in un silenzio assordante, dimentica di finanziare finanche il necessario per sopravvivere. Niente soldi sul contratto, niente finanziamenti sulla riforma, ulteriori tagli sul finanziamento riportando il Comparto a livelli di sofferenza maggiore rispetto al passato. Un comparto che dovrebbe in teoria rappresentare un vanto per questo Paese,si trova in nette difficoltà economico-finanziarie e in rischio chiusura.In più la beffa di non poter usufruire di nessun rappresentante agli organi istituzionali, GLI STUDENTI CHIEDONO INTERVENTI CONCRETI-REDDITO-E CONSIDERAZIONE ad un sistema che vede la conoscenza come speculazione e azienda profit. Di seguito&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il comunicato degli Student* AFAM&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sulle elezioni/farsa del cda Laziodisu&lt;/span&gt; e piena solidarietà da parte degli studenti degli Studentati che condividono con i fratelli dell'alta formazione artistica e musicale la ricerca di un nuovo modello di sviluppo,auoriforma del diritto allo studio,un sapere libero e la richiesta incessante di Reddito.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sj0D018aPuI/AAAAAAAAAGM/NM20iOWQYN8/s1600-h/euro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sj0D018aPuI/AAAAAAAAAGM/NM20iOWQYN8/s320/euro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349436138754555618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 17 Giugno 2009 si sono svolte le elezioni per la rappresentanza studentesca nel C.D.A. del Laziodisu regionale e la lista dell'AFAM Lazio, *STUDENT* AFAM ha ricevuto 111 voti dei 147 voti espressi dalle istituzioni dell'alta formazione, registrando così una grande vittoria politica.&lt;br /&gt;Un grande risultato di unità e compattezza che sottolinea ancora una volta, ciò che rivendichiamo da tempo, la pari dignità e diritti con gli studenti universitari anche se minoranza numerica ma in quanto apice della cultura artistica, musicale e coreutica del paese.&lt;br /&gt;La discrepanza è palese un sistema di alta qualità come quello dell'AFAM non potrà mai avere gli stessi numeri dell'università proprio per la sua peculiarità e sarebbe una sciocchezza pensarlo. Questo regolamento elettorale penalizzando i voti dell'afam rispetto all'univerità nega con 111 voti un membro nel CDA, destinando gli studenti dell'AFAM ad essere studenti di serie B e a non poter mai essere rappresentati.&lt;br /&gt;Nel nostro comparto non ci sono mai state liste partitiche ma solo liste di intenti, non vogliamo dover scegliere tra emanazioni dei partiti nazionali.&lt;br /&gt;Anche se strutturalmente minoranza crediamo che la democrazia non possa essere dittatura della maggioranza ma osmosi e contaminazione del pensiero e incontro fra le diversità. Continueremo a rivendicare mense accessibili, un ediliza pubblica speciale per gli artisti e i musicisti, un reddito di formazione che garantisca anche un sistema integrato di servizi e borse di studio in denaro ma sopratutto accesso alla cultura, a cui contribuiamo sensibilmente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3970880165552813200?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3970880165552813200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/comunicato-lista-student-afam-sulle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3970880165552813200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3970880165552813200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/comunicato-lista-student-afam-sulle.html' title='Studenti dell&apos; AFAM chiedono rappresentanza sociale e reddito'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sj0D018aPuI/AAAAAAAAAGM/NM20iOWQYN8/s72-c/euro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3227541120924334245</id><published>2009-06-18T04:50:00.000-07:00</published><updated>2009-06-18T04:52:48.497-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='repubblica'/><title type='text'>Roma,le case più costose d'Italia trovarle in affitto è un miraggio</title><content type='html'>di Daniele Auteri &lt;a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/roma-le-case-piu-costose-d%c2%b4italia-e-trovarle-in-affitto-e-un-miraggio/1654140"&gt;http://roma.repubblica.it/dettaglio/roma-le-case-piu-costose-d%c2%b4italia-e-trovarle-in-affitto-e-un-miraggio/1654140&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348634070566832210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 128px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjoqWVGwCFI/AAAAAAAAAGE/hT0NGe5Kz3E/s320/jpg_1654142.jpg" border="0" /&gt;Mattoni come lingotti d´oro. Sono quelli usati per costruire le case di Roma, le più costose d´Italia secondo l´ultimo Rapporto Uil "Famiglia, reddito, casa". Comprare un´abitazione di 70 metri quadrati nella Capitale costa in media 424mila euro (6.057 al metro quadrato): 100mila in più di Venezia, 130mila in più rispetto a Milano, quasi il doppio di Firenze. E se chi si accontenta della periferia può riuscire a spendere 318mila euro, chi ama il centro deve metterne insieme 584mila, 8.350 al metro quadrato.Insomma, il paventato crollo del mercato immobiliare ha solo lambito i confini della Città Eterna perché se nel secondo semestre 2008 i prezzi delle case sono diminuiti dello 0,3 per cento rispetto ai mesi precedenti, è anche vero che appena un anno prima - cioè all´inizio del 2007 - sarebbero serviti 20mila euro in meno per vedersi intestata la stessa abitazione di 70 metri quadrati.I vertiginosi crolli del mercato statunitense o di quello spagnolo arrivano quindi come echi lontani, perché per vedere scendere i valori delle case è necessario spostarsi dal capoluogo agli altri capoluoghi del Lazio come Latina (prezzo medio 130mila euro), Frosinone (100mila), Rieti (105mila) e Viterbo (94mila).Vivere nella Capitale diventa così sempre più un sogno per pochi, spesso inseguito puntando sull´abitazione in affitto piuttosto che sull´acquisto della casa. Secondo un´analisi firmata Tecnocasa i canoni di locazione più elevati a livello nazionale sono proprio quelli romani, che nella seconda parte del 2008 hanno reagito all´aumento della domanda di affitto di appartamenti, legata principalmente alla maggiore difficoltà di accesso al credito per acquistare una casa. Affittare un appartamento a Roma costa in media 1.656 euro al mese, rispetto ai 1.400 di Venezia e ai 1.020 di Firenze, le due città che la seguono in classifica. Il dato esprime comunque una media, che passa dai 1.260 della periferia ai 2.257 del centro.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://oas.repubblica.it/5c/local.repubblica.it/rg/roma/interna/2102870566/Middle/default/empty.gif/39373634363534363439663162376230" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;Ma la rilevazione più significativa riguarda l´incidenza delle spese per la casa sul reddito delle famiglie. Mentre in Italia un nucleo di 4 persone spende mensilmente il 26,4 per cento del reddito, questa percentuale arriva al 63,9 per gli abitanti della Capitale.Si tratta di una fetta importante della ricchezza cittadina interamente investita all´interno delle quattro mura domestiche, così elevata da rendere spesso difficile la gestione del menage familiare. Non è infatti un caso se proprio nel Lazio si registra il numero più alto di sfratti (4.452, la maggior parte dei quali segnalati a Roma) contro i 3.168 della Lombardia o i 2.756 dell´Emilia Romagna. Sull´altro piatto della bilancia, a rendere ancora più gravoso questo bilancio, il dato dei contributi regionali a sostegno dell´affitto. Rispetto ai 15 milioni di euro stanziati nel Lazio - rivela il Rapporto Uil - sono 30 quelli previsti dalla provincia autonoma di Bolzano, 18 dalla Puglia, 8 da Trento e 11 dal Friuli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3227541120924334245?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3227541120924334245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/romale-case-piu-costose-ditalia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3227541120924334245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3227541120924334245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/romale-case-piu-costose-ditalia.html' title='Roma,le case più costose d&apos;Italia trovarle in affitto è un miraggio'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjoqWVGwCFI/AAAAAAAAAGE/hT0NGe5Kz3E/s72-c/jpg_1654142.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-4537345119603924677</id><published>2009-06-17T03:48:00.000-07:00</published><updated>2009-06-17T03:51:18.686-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><title type='text'>Comunicato 17 giugno 2009 - Lab Autoriforma Adisu</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per l'ennesima volta assistiamo increduli alle elezioni di rappresentanti che siederanno al Cda di Laziodisu e dell'insopportabile atteggiamento della Regione e in particolare del titolare dell'Istruzione, del Diritto allo Studio e della Formazione che ha predisposto elezioni non rappresentative degli Studenti.&lt;br /&gt;Come sappiamo bene,tutti gli studenti degli Studentati e chi beneficia delle borse di studio, non sarà rappresentata agli organi centrali, e quindi ci sarà l'ennesimo scempio antidemocratico. Assisteremo sicuramente all'elezione di un rappresentante del solito partitino, l'ennesimo personaggio che per lottizzazione politica e per scelta dall'alto sarà chiamato a rappresentare gli studenti,che percepirà uno stipendio mensile ben remunerato, che non conosce nemmeno i luoghi dove sono ubicati gli Studentati,le modalità per accedere ad una borsa di studio ridicola ed assistenziale,quali sono i termini burocratici e quante borse di studio sono messe a disposizione.&lt;br /&gt;Personaggi che verranno eletti dai rappresentanti agli organi centrali di ciascun ateneo(nel caso della Sapienza, ricordiamo che sono stati eletti col voto misero del 10% degli studenti) di cui non si capisce bene la provenienza.&lt;br /&gt;Tale anomalia è stata più volte sollevata negli incontri avuti lo scorso autunno con l'assessore Costa, abbiamo chiesto che i rappresentati con diritto di sedere al Cda di Laziodisu fossero realmente rappresentativi degli Studentati e dei beneficiari di un servizio Laziodisu.&lt;br /&gt;Dopo tutto quello che è successo nell'ultimo anno, con un bando di concorso che ha creato non pochi problemi agli studenti, dove abbiamo più volte chiesto di incontrare dei rappresentanti invisibili, non siamo più disposti ad essere rappresentati da personaggi ignoti,che per un puro tornaconto personale sfruttino la gravità della situazione in cui noi, studenti meno abbienti,ci ritroviamo,sicuramente non per voler nostro,ma per colpa della malagestione dell'Ente per il diritto allo studio.&lt;br /&gt;Chiediamo pertanto l'immediata abrogazione dell'articolo 14 della legge regionale del 18 Giugno 2008 n.7, che predispone l'elezione di un rappresentante delle università non statali legalmente riconosciute designato dai rispettivi rettori, di quattro rappresentanti degli studenti delle università e delle altre istituzioni del Lazio designati previa elezione dagli studenti dei senati accademici o dei consigli di amministrazione o di altri organismi elettivi degli studenti delle rispettive università o delle altre istituzioni,ribadendo il fatto che non sono assolutamente rappresentativi degli studenti,e che saranno riuniti in un apposita assemblea convocata dall’assessore regionale competente in materia di diritto agli studi universitari, con voto ponderato in relazione al numero degli iscritti. Il diritto allo studio già menomato non può esser rappresentato da fantocci incompetenti. Chiediamo autonomia dei soggetti in formazione, chiediamo autorganizzazione, trasparenza e autodeterminazione per la gestione dell'Ente inutile ed assistenziale che ha nelle mani il futuro di migliaia di studenti.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-4537345119603924677?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/4537345119603924677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/comunicato-17-giugno-2009-lab.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/4537345119603924677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/4537345119603924677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/comunicato-17-giugno-2009-lab.html' title='Comunicato 17 giugno 2009 - Lab Autoriforma Adisu'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-123272778377691298</id><published>2009-06-15T03:22:00.000-07:00</published><updated>2009-06-15T03:58:17.640-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito di cittadinanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inchiesta'/><title type='text'>Reddito in Italia,incessante richiesta per superare la crisi</title><content type='html'>a cura di Simona Fioretto (Lab Autoriforma Adisu della residenza di Via Laurentina)&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347506686000807602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 266px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjYo_6UavrI/AAAAAAAAAF8/Yy4lC4XoxfM/s320/welfare-thumb.jpg" border="0" /&gt; &lt;div align="left"&gt;Un sogno che può diventare realtà,che con gran fiducia e lotta insieme si deve portare avanti.Bisogna parlare di cosa succede nei territori grandi e piccoli in cui ci troviamo per poter attraversare insieme un territorio vasto almeno come l'Europa. Anche confrontare diritti e garanzie diverse che le lotte hanno conquistato negli anni in paesi diversi. Conoscere le leggi e i welfare europei per capire come questa crisi può essere sconfitta, non tanto per presentare qualche nuova proposta di legge, ma unire gli individui con gli stessi bisogni per arrivare ad una utilità generalizzata.Discussione che non si chiude con qualche mozione da votare, con maggioranze o minoranze democratiche, con battaglie politiche per far passare la propria posizione, ma un unica voce,dirompente,forte e dinamica,che va verso un unico bisogno,rappresentativo di una speranza che va concretizzata. Non discutere se il reddito di cittadinanza è giusto o sbagliato,ma discutere di come si deve ottenere. Una tematica da affrontare a prescindere da quelli che sono i dubbi, le barriere e i problemi del sistema che ci ha ingabbiato all'interno della quale il singolo individuo inserito mostra caratteristiche particolari che orientano, determinano e vincolano non solo le azioni individuali ma anche l'agire collettivo: è la società anomica, del rischio, la modernità liquida a influenzare la stessa azione dei politici. La comunità locale oggi più che mai deve confrontarsi con la realtà globale: l'implementazione delle politiche sociali deve realizzarsi per salvaguardare le specificità locali e considerare allo stesso tempo le caratteristiche globali.La cittadinanza che ne deriva, pertanto, non può essere solo quella nazionale ma anche europea e cosmopolita: essa non può essere fondata solo sull'identità nazionale di un popolo ma deve essere incentrata sulla partecipazione oltre che sull'appartenenza. Per poter realizzare ciò occorre pianificare seguendo queste logiche d'oltre confine: il punto di partenza è rappresentato proprio dagli stessi documenti e strumenti operativi di cui dispone l'Unione Europea. La comparazione tra i molteplici modelli di welfare esistenti nei diversi stati, soprattutto dopo l'allargamento ad est, ha creato una "unità nella diversità". La questione del reddito che va affrontata insieme alla questione dell'art.18 dello statuto dei lavoratori che anche esponenti italiani del centrosinistra chiedono che venga superato.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Reddito e Liberazione vs la crisi&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-123272778377691298?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/123272778377691298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/reddito-in-italiaincessante-richiesta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/123272778377691298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/123272778377691298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/reddito-in-italiaincessante-richiesta.html' title='Reddito in Italia,incessante richiesta per superare la crisi'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjYo_6UavrI/AAAAAAAAAF8/Yy4lC4XoxfM/s72-c/welfare-thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-949598855135650305</id><published>2009-06-13T01:20:00.000-07:00</published><updated>2009-06-14T23:00:46.905-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><title type='text'>Casa e reddito - puntata a cura di Aut of Radio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjNikmPEZcI/AAAAAAAAAF0/lTbRPjdQNxE/s1600-h/casa-reddito.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346725563497473474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjNikmPEZcI/AAAAAAAAAF0/lTbRPjdQNxE/s320/casa-reddito.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="COLOR: rgb(51,51,51);font-size:14;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;A partire dal percorso di CREW in Onda, Aut of radio ragiona e indaga sulla questione della casa per gli studenti, sugli affitti in nero e sulla rendita nella metropoli romana. Perchè se vogliamo tutto è ancora il nostro slogan, smetteremo di subire e ci prenderemo tutto!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=604:aut-of-radio-casa-e-reddito&amp;amp;catid=91:radio&amp;amp;Itemid=283"&gt;http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=604:aut-of-radio-casa-e-reddito&amp;amp;catid=91:radio&amp;amp;Itemid=283&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;DATECI IN FRETTA QUELLO CHE CI SPETTA&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;CASA REDDITO WELFARE E LIBERTA'&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-949598855135650305?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/949598855135650305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/crew-puntata-cura-di-aut-of-radio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/949598855135650305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/949598855135650305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/crew-puntata-cura-di-aut-of-radio.html' title='Casa e reddito - puntata a cura di Aut of Radio'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjNikmPEZcI/AAAAAAAAAF0/lTbRPjdQNxE/s72-c/casa-reddito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3759828452044115443</id><published>2009-06-11T03:44:00.000-07:00</published><updated>2009-06-11T05:47:53.778-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stranieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stereotipi'/><title type='text'>La chiamano svolta politica dell'immigrazione italiana</title><content type='html'>&lt;strong&gt;a cura di &lt;a href="http://www.uni.net/sos.razzismo/"&gt;http://www.uni.net/sos.razzismo/&lt;/a&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346050382086070114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjD8f3eU32I/AAAAAAAAAFs/2DTxVQ26llw/s320/clandestini-2501.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;"Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi". Russel Bertrand&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Donne, Bambini, Uomini, rispediti in Libia direttamente dal mare, senza toccare terra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Secondo Roberto Maroni, quello che sta succedendo attualmente con la Libia "può rappresentare una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina. Un risultato storico... "Se l'operazione fatta oggi continuerà, il problema del contrasto tra Italia e Malta, sull'accoglimento dei clandestini, sarà risolto perché in qualunque acqua si trovino i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti". Sarebbe, secondo il ministro, "un nuovo modello di contrasto in mare di chi cerca di arrivare illegalmente" che "non ha a che fare con chi chiede asilo: i clandestini non arrivano sul territorio nazionale ma vengono respinti alla frontiera, valutare le richieste di asilo non è quindi compito del governo italiano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo davvero esserne orgogliosi, aggiungerei io, di aver riaccompagnato in Libia, nel porto di Tripoli, senza aver toccato terra, bambini, donne e uomini, ce ne vergogniamo noi italiani, se ne vergognano i nostri militari che hanno dovuto eseguire gli ordini impartiti dal governo italiano.&lt;br /&gt;In realtà ogni trasporto arbitrario rappresenta una violazione gravissima che in alcuni casi mette a rischio anche la vita delle persone, perché di frequente, invece, hanno diritto all'asilo. «Allontanare persone dall'Italia senza averle identificate e senza permettere l'accesso, per chi ne ha diritto, alle procedure sul diritto d'asilo - ha precisato De Filippi responsabile di Medici Senza Frontiere - è un comportamento illegale al di fuori di ogni legislazione nazionale ed internazionale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una scelta da riconsiderare affermano le Nazioni Unite affinché "il principio internazionale di non-respingimento continui ad essere integralmente rispettato". Anche perché la Libia non ha aderito alla Convenzione sui rifugiati del 1951 e non dispone di un sistema nazionale d'asilo efficiente”. Inefficace, pertanto, affermare di proporre in loco un ufficio per i richiedenti asilo.&lt;br /&gt;Un risultato storico, afferma il ministro, ma se nel maggio 2005 la Corte europea dei diritti umani ha condannato le procedure del rimpatrio forzato disposto dal governo italiano perchè lesive del diritto d'asilo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mah, resta il fatto che, queste barbarie sono ormai diventate quotidianità ed insieme con queste anche la nostra assuefazione a episodi di razzismo istituzionale e sociale.&lt;br /&gt;Un comportamento disumano che non ha risparmiato neanche i militari delle nostre tre motovedette ai quali è stato ordinato di riaccompagnare nel porto di Tripoli gli immigrati. Ma chi erano questi famigerati clandestini? …uomini, donne, alcune delle quali incinte, e bambini che chiedevano aiuto …” E’ l’ordine più infame che abbia mai eseguito”, racconta ad un giornalista di Repubblica uno dei militari! “Ho eseguito gli ordini ma mi vergogno”…ci chiedevano aiuto, ci chiamavano fratelli…non racconterò mai ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole che riecheggiano nel vuoto lasciato da quelle donne stanche e doloranti, da quei bambini con gli occhi grandi e disperati ritrovatisi in quell’inferno dal quale erano riusciti a partire …ed oggi altri “respingimenti” e domani altri ancora, fino a quando?&lt;br /&gt;A nulla è valso il ringraziamento a loro Dio, a nulla sono valse le suppliche ai militari delle motovedette: le donne incinte, le mamme, i bambini, gli uomini, nessuno aveva più la forza di ribellarsi e poi gli ordini erano quelli e bisognava eseguirli…infine, le donne separate dagli uomini, forse in un centro di accoglienza e, chissà se l’eco di quelle parole disperate, pronunciate dai respinti, sulla banchina del porto, riusciranno a giungere al cuore ed alla mente della maggioranza degli italiani: “Fratelli italiani aiutateci, non ci abbandonate". Già questo, oggi, sarebbe un miracolo! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;GHEDDAFI E BERLUSCONI,VERGOGNA!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3759828452044115443?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3759828452044115443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/la-chiamano-svolta-politica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3759828452044115443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3759828452044115443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/la-chiamano-svolta-politica.html' title='La chiamano svolta politica dell&apos;immigrazione italiana'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SjD8f3eU32I/AAAAAAAAAFs/2DTxVQ26llw/s72-c/clandestini-2501.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-1718439427537206777</id><published>2009-06-04T06:30:00.000-07:00</published><updated>2009-06-04T07:30:10.844-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reddito di cittadinanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><title type='text'>Superamento di Enti assistenziali inutili e proposte concrete di reddito</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Contro la Crisi, REDDITO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343469323531453762" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 248px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SifRCfFKBUI/AAAAAAAAAFk/v2CGzRUOQew/s320/laverasicurezza_preview.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le 10 tesi del prof. Andrea Fumagalli,attualmente docente universitario di Economia Politica presso l'Università di Padova,datata settembre 1998, che invitano ad una dettagliata analisi e discussione sull'importanza del reddito di cittadinanza&lt;/em&gt;. Da queste tesi partiamo per capire meglio contraddizioni e superamento del sistema capitalistico,neoliberista,assistenzialista,clientelare e familistico amorale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per gli scettici sul Reddito,che non ne conoscono l'essenza e non sanno di cosa si stia parlando,riportiamo una citazione:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza." (Antonio Gramsci)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 1 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il reddito di cittadinanza é una proposta di intervento economico generalizzato e egualitario, ovvero non discriminante nei confronti di alcuno, che concorre a definire, al pari della cittadinanza giuridica, la piena cittadinanza economica e sociale. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per reddito di cittadinanza si intende un'erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare (ad esempio un mese), distribuita a tutti coloro dotati di cittadinanza e di residenza da almeno un certo periodo di tempo (ad esempio, un anno), in grado di consentire una vita minima dignitosa, cumulabile con altri redditi (da lavoro, da impresa, da rendita), indipendentemente dall'attività lavorativa effettuata, dalla nazionalità, dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale, in età lavorativa, per il periodo che va dalla fine delle scuole dell'obbligo all'età pensionabile o alla morte.&lt;a name="5"&gt;&lt;/a&gt; Trattandosi di un intervento omogeneo, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere distribuito da un'entità statuale riconosciuta costituzionalmente con eventuale delega alle autorità locali per le pratiche materiali di redistribuzione. Trattandosi di un reddito indipendente dal salario (vedi Tesi n. 7), esso sostituisce tutte le forme di indennizzo derivanti dalla perdita del posto di lavoro (cassa integrazione, sussidi di disoccupazione, prepensionamenti, ecc.) ma non le altre forme di reddito già esistenti (pensioni, crediti alle famiglie, ecc.). Lo scopo del reddito di cittadinanza è quello di fornire una liquidità monetaria spendibile sul mercato finale delle merci così da consentire il pieno godimento dei diritti di cittadinanza e di socialità senza necessariamente essere inserite in un contesto gerarchizzato di produzione materiale e immateriale: da questo punto di vista il reddito di cittadinanza concorre a garantire la cittadinanza economica e sociale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 2 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il reddito di cittadinanza, lungi dall'essere una proposta utopistica, é una misura di intervento economico adeguata alla realtà sociale dell'accumulazione flessibile e quindi più realistica oggi di quanto non lo fosse nel periodo fordista&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Con il passaggio dal modello fordista a quello che rozzamente possiamo definire "post-fordista" o, meglio, dell'"accumulazione flessibile", il contesto economico e sociale muta radicalmente. Ciò che 20 anni fa poteva sembrare irrealistico, oggi non lo è più: è il caso del reddito di cittadinanza. Per spiegare questa affermazione, vale la pena ricordare alcune rotture economiche e sociali (in particolare tre), che hanno caratterizzato la recente fase economica nei paesi a capitalismo avanzato, con particolare riferimento all'Europa:&lt;br /&gt;1. invalidità del nesso produzione - occupazione, vale a dire il fatto che se ad una diminuzione della produzione corrisponde ancora una diminuzione dell'occupazione, non è più vero il contrario. La capacità tecnologica informatica e flessibile consente di aumentare la produzione senza che aumenti l'occupazione per gli alti livelli di produttività incorporati nelle nuove tecnologie. Le tecnologie informatiche oggi dominanti sono costituite per la quasi totalità da innovazioni di processo, vale a dire da innovazioni che tendono a modificare il ciclo di produzione, il "come produrre" e non il prodotto finale.&lt;/a&gt; Le nuove tecnologie non consentono quindi la creazione di nuovi sbocchi di mercato. Al riguardo occorre considerare il fatto, più che banale, che nella storia del capitalismo, il progresso tecnologico ha sempre "liberato" lavoro e quindi, come processo intrinseco, ha sempre causato disoccupazione tecnologica. La capacità del sistema capitalistico di compensare questa disoccupazione dipende dalla capacità di creare nuovi prodotti e, quindi, nuovi mercati, nuova domanda e nuova produzione. Tutto ciò oggi sembra non accadere in seguito alle caratteristiche strutturali dell'odierno progresso tecnologico, costituito, non dalla scoperta di un nuovo prodotto (ad esempio, le fibre e la plastica negli anni '20 e '30 o un nuovo procedimento meccanico, quale il motore a scoppio) ma dall'introduzione di qualcosa di immateriale come il linguaggio informatico in grado di collegare e programmare l'uso di due macchinari. Il progresso tecnologico informatico non amplia la produzione ma la ristruttura e la modifica tramite un costante incremento di flessibilità e tutto ciò non crea occupazione, bensì la distrugge.&lt;br /&gt;La disoccupazione non è più quindi un fenomeno puramente congiunturale, bensì strutturale. E come tale, necessita di interventi strutturali. La riduzione dell'orario di lavoro rientra nel novero dei rimedi strutturali e proprio per questo può essere utile.&lt;br /&gt;2. invalidità del nesso salario - produttività. Il salario del lavoro dipendente è oggi, alle soglie del 2000, sempre più sganciato dalla produttività, per il semplice fatto che la produttività dipende in massima parte non più dall'apporto lavorativo ma dal tipo di macchinario esistente. Se per aumentare la produzione a parità di lavoro e di tempo è sufficiente schiacciare un tasto o inviare un comando via computer, è evidente come sia il lavoro che la sua retribuzione siano elementi esterni al meccanismo di accumulazione. Il fatto che salario e produttività siano sganciati è la diretta conseguenza (l'altra faccia della medaglia) della separazione post-fordista tra crescita della produzione e crescita dell'occupazione.&lt;br /&gt;3. ininfluenza della struttura dei consumi nazionali (fine dello stato nazione). Il fatto che salario e produttività non siano più collegati fra loro implica che la distribuzione del reddito a livello nazionale e di conseguenza la domanda nazionale di consumo non abbiano più rilevanza nel determinare il processo di accumulazione. La crescente internazionalizzazione prima dei flussi finanziari (con la totale e completa liberalizzazione dei capitali) e poi con l'ampliarsi del processo di deindustrializzazione dei paesi occidentali ha fatto sì che le condizioni economiche e le politiche economiche a livello di singolo stato (a meno che non si tratti della triade - Usa, Germania, Giappone) abbiano oggi scarsa influenza nell'incidere su meccanismi di accumulazione sempre più globali. Da questo punto di vista, infatti, il processo di internazionalizzazione dell'economia mondiale si fonda su una divisione del lavoro che vede i paesi occidentali detenere in modo sempre più concentrato il potere finanziario e tecnologico ed il controllo dei flussi commerciali e i paesi emergenti del terzo mondo oggetto della semplice trasformazione delle merci.&lt;br /&gt;L'irrilevanza della struttura redistributiva del reddito implica anche il venir meno del ruolo dello Stato sia come agente economico che interviene direttamente nel sistema economico a sostegno dell'accumulazione (politica keynesiana) che come elemento "super partes" che indirizza e controlla, tramite la politica fiscale, la stessa redistribuzione del reddito. In un modello di accumulazione flessibile "il welfare State" non ha più alcuna funzione specifica ma rappresenta solo una rigidità e, come tale, deve essere abolito.&lt;br /&gt;Questi tre aspetti sono fra loro estremamente correlati ed evidenziano un unica fenomeno: la separazione tra distribuzione del reddito da un lato e meccanismo di accumulazione dall'altro.&lt;br /&gt;A livello sociale, al di là della sola sfera economica, tale separazione implica anche una modificazione del rapporto inclusione/esclusione. In modo alquanto sommario, possiamo dire che nel modello fordista-keynesiano l'esclusione e l'emarginazione sociale dipendevano dal grado di insubordinazione nei confronti delle condizioni e della disciplina del lavoro. In questo ambito, la presenza di una forte etica del lavoro rappresentava la via maestra per l'integrazione e l'inclusione sociale, che consentiva la partecipazione, pur se in posizione subalterna, alla distribuzione della ricchezza, che si contribuiva a produrre. L'obiettivo della piena occupazione aveva quindi una valenza non solo etica ma anche strategica, pur nell'ambito dei vincoli posti dalla necessità di mantenere comunque un certo livello di disoccupazione.&lt;a name="7"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota7"&gt;(7)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; Oggi, nel modello flessibile post-fordista, l'esclusione e l'emarginazione sociale si caratterizzano come elemento esterno di "flessibilizzazione e pressione indiretta" sul sempre più ristretto nucleo di lavoratori garantiti (vedi Tesi n. 6 per ulteriori approfondimenti su questa tematica).&lt;br /&gt;Ciò dipende proprio dallo sganciamento della retribuzione salariale dal meccanismo di accumulazione, che è la grande novità del modello di accumulazione flessibile post-fordista.&lt;br /&gt;Sorge allora una domanda: se il salario non viene regolato all'interno della produzione, da chi o da che cosa viene regolato?&lt;br /&gt;Vi sono due possibili risposte: la prima fotografa ciò che sta avvenendo, la seconda postula un'opzione futura.&lt;br /&gt;Se è vero che il salario non viene regolato all'interno dei meccanismi dell'accumulazione e della produzione come ai tempi del modello fordista, allora una possibile risposta sta nel postulare una situazione pre-fordista, vale a dire una situazione ottocentesca in cui la dinamica salariale dipende dall'andamento demografico, cioè dai livelli di offerta di lavoro, della popolazione attiva e di quanti si affacciano sul mercato del lavoro, anche se non trovano un'occupazione. Non si tratta né di una provocazione, né di un paradosso, bensì di una dolorosa realtà. Oggi il salario varia al variare dei livelli di disoccupazione e per questo si può parlare di salario di sussistenza dal momento che siano in presenza di una disoccupazione strutturale. Sono queste semplici considerazioni che spiegano la presenza di una situazione anomala per la prima volta nel dopoguerra: cresce la produzione, cresce la produttività, diminuisce il salario reale a vantaggio dei profitti e delle rendite finanziarie.&lt;br /&gt;Se questa è la tendenza che si è ormai instaurata - e si tratta di una tendenza pericolosa in quanto altamente regressiva e antistorica -, occorre tuttavia tenere conto che le condizioni di accumulazione, le caratteristiche di flessibilità degli odierni sistemi produttivi sono elementi difficilmente modificabili nel breve e medio termine, a meno che non si riesca ad raggiungere un potere contrattuale in grado di modificare strutturalmente tali modalità produttive, ipotesi, oggi, assai poco realistica.&lt;br /&gt;La flessibilità tecnologica e la flessibilità salariale così come oggi sono gestite dalle imprese sono quindi fattori che possono essere considerati esogeni ad una politica economica alternativa, fuori dal controllo delle realtà sociali antagoniste. Da questo punto di vista, lo spazio per una politica riformista è totalmente nullo&lt;a name="8"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/nota8"&gt;(8)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;, tanto è vero che oggi noi vediamo.&lt;br /&gt;Diventa allora necessario aprire una diversa opzione alternativa, più realistica e praticabile. Questa seconda opzione è quella che lancia la parola d'ordine del reddito di cittadinanza, come esito di un processo di redistribuzione sociale del reddito. La garanzia di un reddito di base indipendente dall'impiego lavorativo è un'ipotesi che fuoriesce dalla logica dell'accumulazione produttiva per operare sul più vasto piano sociale. Per evitare che il salario si riduca a puro e semplice elemento di sussistenza e non di affrancamento e strumento di libertà individuale, occorre che la dinamica salariale (sia diretta che eterodiretta) diventi una questione sociale e che venga regolato sul piano della distribuzione sociale del reddito. E oggi più che mai diventa un'opzione realistica e irrinunciabile&lt;br /&gt;* * * * *&lt;br /&gt;Sempre in merito al carattere utopistico del reddito di cittadinanza e dei possibili effetti negativi, spesso si sottolinea l'argomentazione che se fosse effettivamente disponibile un reddito indipendente dalla necessità di lavorare, ciò indurrebbe una diminuzione dell'offerta di lavoro, soprattutto per le mansioni più pesanti e dequalificanti, a scapito dei livelli di produzione e quindi della possibilità nel futuro di poter godere un uguale disponibilità di beni e servizi.&lt;a name="9"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota9"&gt;(9)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; In altre parole, chi farebbe i lavori più umili ma altrettanto necessari per mantenere il livello di benessere oggi esistente? A tale obiezione, che a prima vista non appare priva di buon senso e che spesso sottintende una etica del lavoro molto forte, si può rispondere con tre ordini di considerazioni:&lt;br /&gt;a. uno degli stimoli principali alla dinamica economica e tecnologica deriva dal porre continuamente vincoli e ostacoli al processo di accumulazione in corso. Tutte le volte che si sviluppa un conflitto tra le diverse componenti sociali ed in particolare tra capitale e lavoro (ma, in misura minore, anche tra le diverse forme di capitale), la risoluzione di tale conflitto passa attraverso una spinta innovativa del progresso tecnologico e sociale. Così é stato per l'introduzione agli inizi del secolo della giornata di 8 ore per sei giorni alla settimana. Se andiamo a rileggere i documenti dell'epoca, si possono scoprire argomentazioni molto simili a quelle che oggi, quasi un secolo dopo, vengono addotte riguardo la riduzione di orario o il reddito di cittadinanza a proposito del rischio di paralisi dell'attività produttiva. Troppo spesso, però, ci si dimentica che le conquiste sociali sono state il miglior antidoto alle crisi economiche, costringendo gli imprenditori a fuoriuscire da comportamenti routinari e a introdurre innovazioni tecnologiche in grado di contrastare e superare l'eventuale compressione dei profitti o il rischio di fallimento economico (si potrebbe, a tal fine, studiare il nesso tra la richiesta di normazione oraria del lavoro dei primi anni del secolo con lo sviluppo delle nuove tecnologie fordiste, così come negli anni '70 é possibile ravvedere un rapporto tra lo sviluppo dell'informatica e la precedente fase conflittuale dei tardi anni '60) . Al riguardo, potrebbe essere interessante ricordare che la competitività internazionale dell'industria italiana alla fine del decennio degli anni '70, "obbrobriosamente conflittuale" per molti, era maggiore, in termini reali, di quella esistente alla fine degli anni '80, decennio osannato come esempio di pace e repressione sociale. In altre parole, qualunque misura atta a migliorare la distribuzione del reddito in modo non compatibile con le esigenze di profittabilità delle imprese, impone allo stesso sistema produttivo la necessità di incentivare la produttività e accelerare il progresso tecnologico al fine di risolvere ed eliminare i vincoli all'accumulazione di volta in volta sorti. Da questo punto di vista, ben venga una misura come il reddito di cittadinanza, affinché costringa il sistema produttivo (imprese, banche, ecc.) a porre rimedi agli ostacoli che tale misura inevitabilmente é portata a introdurre. Altro che paralisi produttiva!&lt;br /&gt;b. In secondo luogo, é necessario ricordare che la storia del progresso tecnologico mostra una tendenza secolare alla riduzione della fatica fisica e alla diminuzione dei cd. "lavori pesanti" (ovviamente facciamo riferimento alle aree dove il progresso tecnologico é maggiormente diffuso). Lo sviluppo tecnologico nel campo della meccanizzazione - come é noto - ha fatto passi da gigante. Una maggior difficoltà nel reperire forza-lavoro per lavori disagiati e pesanti, favorita dal disporre comunque un reddito base - lungi dal bloccare la produzione - indurrebbe uno stimolo innovativo per meccanizzare e robotizzare queste stesse mansioni pesanti, favorendo in tal senso un incremento di produttività. Inoltre, aspetto non secondario, che qui ci limitiamo semplicemente ad accennare, ciò potrebbe favorire una dinamica tecnologica più consona alle effettive esigenze di liberazione dell'uomo, elemento che non sempre é connaturato con lo sviluppo del progresso scientifico e tecnologico (basti pensare ad esempio allo sviluppo dell'industria delle armi).&lt;br /&gt;c. Occorre, infine, ricordare che la natura dell'uomo é orientata più all'attività che alla "pigrizia", "vizio" che è assunto agli onori delle cronache in concomitanza con lo sviluppo dell'etica protestante del lavoro. Se l'uomo viene "liberato" dal lavoro più pesante e alienante, ciò non significa che si dedicherà esclusivamente al "dolce far niente". Il significato della parola lavoro - così come viene normalmente accettato nel mondo occidentale - é spesso sinonimo di fatica. Senza dilungarsi eccessivamente su queste tematiche&lt;a name="10"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota10"&gt;(10)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;, in quasi tutte le lingue occidentali la parola "lavoro" è semanticamente sinonimo di "dolore" o "fatica" (nelle lingue neolatine, deriva dal sostantivo "travaglio", che indica o il dolore del parto o uno strumento di tortura) e l'attività lavorativa può essere indicata anche da una seconda parola, "opera" o "messa in opera", che definisce la prestazione liberamente svolta dalla mente umana (uomo o donna che sia) utilizzando l'ingegno e la volontà: locuzione che oggi, nel linguaggio corrente, viene utilizzata per indicare l'attività artistica (non a caso un'attività slegata dalla necessità di produrre valore di scambio e quindi non immediatamente produttiva, nel senso capitalistico del termine). Ciò che il reddito di cittadinanza può favorire é la riduzione del concetto di lavoro come fatica, non in generale della capacità lavorativa, di "prestatore d'opera", dell'uomo, aumentando in tal modo il grado di autonomia e la libertà di scelta degli individui. Anzi, con la diminuzione del lavoro pesante e alienato, l'uomo avrebbe più risorse e più tempo per dedicarsi alla costruzione di "opere" e magari di organizzare in modo più liberatorio la produzione di ciò che gli é utile. Il "diritto all'otium"&lt;a name="11"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota11"&gt;(11)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; non significa infatti assenza di attività, ma piuttosto la scomparsa della costrizione al lavoro e al sudore a vantaggio della liberazione della mente e della creatività umana. Da questo punto di vista, la parola d'ordine del reddito di cittadinanza rappresenta una sorta di contropotere alla disciplina del lavoro e alla gerarchia sociale che ne viene generata e per questo é ritenuto assai pericoloso. Infatti, se ci si muove lungo un processo di liberazione non del lavoro ma dal lavoro (nel senso capitalistico del termine), viene meno uno degli strumenti disciplinari di controllo sociale in mano agli attuali assetti di potere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 3 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il reddito di cittadinanza é una misura di politica economica riformista e radicale e non di modificazione strutturale dell'organizzazione capitalistica, intervenendo sul lato della distribuzione e non sul lato del conflitto capitale-lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L'evoluzione dell'organizzazione economica capitalistica si basa sulla continua metamorfosi del rapporto di sfruttamento tra capitale e lavoro. La natura conflittuale di tale rapporto spinge continuamente verso una sua modificazione. Agli albori dello sviluppo del capitalismo, ancora prima e poi in contemporanea alla rivoluzione industriale di fine '700, la creazione di una forza-lavoro metropolitana, slegata dalle condizioni di sussistenza agricola esistenti nella campagna, rappresentò la premessa della formazione di un ceto proletario, necessario per lo sviluppo di un processo di accumulazione proto-capitalistico. La regolazione del rapporto capitale-lavoro, allora in fase di costituzione, si basò anche su forme di distribuzione del reddito come puro sussidio contro la fame e la miseria&lt;a name="12"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota12"&gt;(12)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;. Nel secolo successivo, il pieno dispiegarsi del processo di accumulazione capitalistico portò all'abolizione di qualsiasi sussidio contro la povertà e al prevalere di una regolazione salariale unicamente fondata sulla spietata legge delle gerarchie di mercato. Il salario si consolidò come variabile dipendente, senza nessun limite inferiore se non quello di garantire la semplice riproduzione della forza-lavoro. I livelli di disoccupazione, la dinamica demografica e le esigenze di accumulazione delle imprese determinavano il valore del salario di sussistenza. Il risparmio era un'attività esclusivamente "borghese" e il finanziamento della stessa attività di accumulazione avveniva attraverso il reimpiego dei profitti maturati (per l'appunto, il risparmio)&lt;a name="13"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota13"&gt;(13)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;. Con l'esplodere dell'organizzazione taylorista e fordista del XX secolo, diventa neessario per lo sviluppo stesso delle forze capitalistiche aumentare i livelli di consumo e della domanda aggregata. Il salario non può più essere considerato a livello macroeconomico nazionale una semplice variabile di costo ma diventa una delle principali componenti della domanda e quindi della realizzazione monetaria del sovrappiù prodotto in quantità sempre più elevate; il salario diventa così dipendente dalle stesse modalità di funzionamento del processo di accumulazione&lt;a name="14"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota14"&gt;(14)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;. Oggi, il superamento dei vincoli spaziali che limitavano lo sviluppo del processo di accumulazione all'interno di confini nazionali o di aree sempre più strette grazie all'introduzione delle innovazioni informatiche e nel campo dei trasporti porta a riproporre una regolazione salariale sempre più individualistica (come effetto della frammentazione del mercato del lavoro) e sempre più dipendente dalle condizioni non più dell'accumulazione (come nella fase fordista) ma piuttosto dello stesso mercato del lavoro (con analogie preoccupanti con la fase prefordista). Nel corso del capitalismo, quindi la relazione salariale ha dipeso sempre dalle condizioni di produzione, cioè dal momento in cui il conflitto capitale-lavoro si manifesta, ma nel corso del tempo ha influenzato in maniera crescente la fase della realizzazione monetaria dei profitti e quindi il livello della domanda aggregata. Il reddito di cittadinanza si inserisce in questa tendenza: in quanto reddito (e non salario) diventa strumento di ricomposizione della domanda, modificandone la distribuzione tra i soggetti economici che vi partecipano. E' quindi strumento salvifico per la dinamica del processo di accumulazione capitalistico. E non potrebbe essere altrimenti, se pensiamo che tutti gli interventi correttivi del processo economico capitalistico, nati da conflitti anche violenti si sono poi rilevati forieri di nuove spinte allo sviluppo dello stesso capitalistico. Per questi motivi, il reddito di cittadinanza é una misura riformatrice e non rivoluzionaria (nel senso che non va a modificare la struttura stessa su cui si fonda l'organizzazione capitalistica).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 4 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il reddito di cittadinanza é una proposta di politica economica parziale, non esaustiva e non in contraddizione con altre proposte di riformismo radicale (quali riduzione di orario di lavoro, sviluppo dell'autorganizzazione sociale, attivazione di lavori concreti, ecc. )&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Proprio per la sua natura di misura di politica economica di sostegno sul lato della distribuzione del reddito, il reddito di cittadinanza é strumento di intervento parziale. Esso tuttavia non può essere in contraddizione con altre misure alternative che riguardano o l'organizzazione del lavoro in un sistema di accumulazione flessibile (riduzione d'orario) o lo sviluppo di forme produttive alternative, non basate sulla maturazione di un profitto (terzo settore e autogestione/organizzazione &lt;a name="15"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota15"&gt;(15)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;, lavori concreti&lt;a name="16"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota16"&gt;(16)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;). Anzi, esiste un rapporto di stretta complementarietà tra le diverse misure alternative, che dovrebbe essere valorizzato piuttosto che eluso o mistificato per pure ragioni di strumentalizzazione. A titolo di esempio, proviamo ad analizzare il rapporto che potrebbe proficuamente intercorrere tra due proposte che troppo spesso sono state viste come contrapposte: riduzione d'orario e reddito di cittadinanza. Entrambe le proposte fanno riferimento alle due facce di una sola medaglia: la rottura del nesso produzione e occupazione da un lato, e tra produttività e salario reale dall'altro (vedi la Tesi n. 2 per approfondimenti).&lt;br /&gt;Su questo aspetto, credo sia necessaria una breve riflessione. Perché la riduzione d'orario di lavoro abbia un effetto positivo sull'occupazione, è necessario, a mio avviso, che siano verificate almeno tre condizioni:&lt;br /&gt;1. La riduzione dell'orario di lavoro deve essere repentina e drastica: già oggi 35 ore sono una richiesta insufficiente, perché con una crescita della produttività intorno al 4% (nel metalmeccanico, anche del 5-6%), nel giro di due anni, la riduzione a 35 ore di lavoro non produce nuova occupazione. E' necessario quindi scendere almeno a 30-32 ore settimanali, quindi un obiettivo molto diverso da quello implicito nei contratti di solidarietà o nel contratto Wolkswagen in Germania, che trattano di riduzioni di orario e riorganizzazioni dei turni esclusivamente finalizzati al mantenimento dell'occupazione attuale, non ad un suo incremento: una logica di intervento molto diversa.&lt;br /&gt;2. Se la riduzione dell'orario deve essere drastica e repentina, ne consegue che comporta dei costi. Questi costi non possono essere sopportati dal lavoratori (nel senso, minor orario, minor salario), altrimenti invece di aumentare l'occupazione si tende ad un aumento della precarizzazione del lavoro esistente a vantaggio dei profitti e della flessibilità produttiva. In secondo luogo, un'eccessiva perdita del potere d'acquisto del monte salari potrebbe ritorcersi contro lo stesso meccanismo di accumulazione. Perché se è vero che la struttura dei consumi interni non è più così vincolante come nell'epoca fordista, tuttavia è possibile ipotizzare un vincolo minimo sotto il quale la domanda interna è preferibile non cada per non compromettere i meccanismi di sviluppo dell'economia. Il potere d'acquisto dei lavoratori non può quindi diminuire infinitamente.&lt;br /&gt;3. E' chiaro altrettanto, per motivi di realismo politico ed economico, che tutto il costo associabile ad una drastica riduzione dell'orario di lavoro non possa essere imputato inizialmente al sistema delle imprese; inizialmente, perché solo progressivamente, i guadagni di produttività e gli incrementi che scaturiscono da una più razionale organizzazione dei turni di lavoro che la riduzione di orario necessariamente comporta possono ragionevolmente finanziare il costo iniziale della riduzione d'orario.&lt;br /&gt;Ne consegue che se la riduzione d'orario deve essere immediata, drastica e repentina, occorre che ci sua un costo iniziale. Tale costo dovrebbe essere sobbarcato dalla fiscalità sociale, cioè sul piano dei rapporti sociali e della distribuzione sociale del reddito. Al riguardo, diventa imprescindibile l'avvio di un processo di riforma fiscale, che, sulla base dell'assunto della pari trattamento dei cespiti di reddito (sia esso di lavoro, di impresa o di capitale finanziario), consenta a ciascun individuo di disporre di un assegno sociale di cittadinanza che, sommandosi, a quello percepito all'interno del meccanismo produttivo, gli permetta di godere di un reddito decente e dignitoso (vedi Tesi n. 9 per approfondimenti). In quest'ottica il reddito di cittadinanza è l'ovvio complemento, necessario per rendere praticabile la riduzione dell'orario di lavoro.&lt;br /&gt;La necessità dell'introduzione di un reddito di cittadinanza non è limitata solo alla questione della riduzione dell'orario di lavoro, ma va oltre a questa problematica. Infatti, se la riduzione dell'orario di lavoro è un aspetto tutto all'interno della categoria degli occupati, il reddito di cittadinanza riveste una funzione sociale, più allargata, riferita a tutta la popolazione.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista, la prospettiva del reddito di cittadinanza risulta sicuramente la più idonea per far fronte alle modificazioni strutturali dell'accumulazione capitalistica.&lt;br /&gt;Sempre in relazione all'aspetto della riduzione d'orario, troppo spesso ci si dimentica che da ormai una decina d'anni è ben presente all'interno del mercato del lavoro post-fordista la tendenza all'allungamento della giornata lavorativa, non solo all'interno del segmento degli occupati (in seguito al massiccio ricorso degli straordinari), ma soprattutto all'interno di quella nuova categoria di lavoratori autonomi o eterodiretti, figlia delle trasformazioni del mercato del lavoro negli ultimi anni. Tali lavoratori, essendo all'interno dei complessi rapporti di subfornitura degli attuali cicli produttivi, sono anch'essi soggetti a forme di subordinazione e gerarchie di varia intensità a seconda del grado di libertà che la propria attività professionale e/o il grado di specializzazione consente. Tuttavia, per definizione, in quanto autonomi e imprenditori di se stesso, non sono soggetti ad una regolazione dei tempi di lavoro. Di conseguenza. la sola riduzione dell'orario di lavoro rischia di diventare elemento di dualismo tra lavoratori formalmente con diverso statuto giuridico, ma sostanzialmente all'interno del medesimo modello di produzione. La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro passa proprio tramite la segmentazione e la scomposizione del mercato del lavoro.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista, la tematica del reddito di cittadinanza svolge un importante funzione strategica di elemento unificatore e di fattore di ricomposizione delle diverse forme di erogazione di lavoro, proprio perché tematica non interna alla logica dell'accumulazione (vedi Tesi n. 10). Più in particolare, il reddito di cittadinanza può diventare l'obiettivo politico ed economico che non solo consente la riduzione dell'orario di lavoro ma diventa strumento di omogeneizzazione delle seguenti tre categorie di lavoro: la categoria dei disoccupati, perché con il reddito di cittadinanza, oltre a garantire loro un potere d'acquisto immediato senza necessariamente ricorrere a redditività illegali, sanno che può essere praticabile una riduzione d'orario che offra loro uno sbocco professionale; la categoria dei lavoratori autonomi e precari, in parte espulsi dai processi produttivi fordisti, che tramite un salario di cittadinanza, possono attuare una riduzione della loro attività lavorativa senza che ciò comporti necessariamente una riduzione del proprio reddito, oltre ad offrire loro una maggiore capacità contrattuale non soggetta al ricatto della necessità di lavoro; quelli degli occupati dipendenti, che grazie al reddito di cittadinanza, possono ottenere una riduzione dell'orario di lavoro che comporti un miglioramento della qualità della propria vita.&lt;br /&gt;Considerazioni analoghe a quelle svolte a proposito della riduzione dell'orario di lavoro, possono essere anche svolte per quanto riguarda l'attivazione di lavori concreti oppure lo sviluppo di pratiche di autorganizzazione o del terzo settore. In questo caso, infatti, la maggior libertà individuale derivante dalla disponibilità di reddito consentirebbe a più persone di poter svolgere attività non strettamente mercantile, senza essere sottoposte al vincolo selettivo imposto dalle gerarchie di mercato.&lt;br /&gt;Come si vede, la tematica del reddito di cittadinanza rappresenta un grimaldello rilevante per scardinare alcuni luoghi comuni, presenti anche all'interno della sinistra, che hanno portato e tuttora portano ad una supina accettazione del pensiero unico oggi dominante. Non è poco.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 5 &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il reddito di cittadinanza é una misura di contropotere al potere della moneta di discriminare tra proprietà dei mezzi di produzione e semplice erogazione di forza lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La trasformazione materiale delle merci ovvero la produzione manifatturiera come momento unico dell'origine del sovrappiù (a differenza della società feudale - basata sull'espropriazione agricola - e mercantile - basata sulla gerarchia degli scambi), presuppone la separazione tra capitale (mezzi di produzione) e lavoro (erogazione di lavoro) e quindi implica per sua natura uno scambio monetario di ricomposizione tra le due parti, differentemente definite (e pure su piani diversi); in altre parole, la produzione capitalistica é produzione di denaro a mezzo di merci (D-M-D') e necessita pertanto di un'anticipazione monetaria per poter avviare l'attività di trasformazione materiale delle merci (D-M) che sia in grado, successivamente nella fase di circolazione e realizzazione, di trasformarsi in un profitto monetario (M-D'). Alla funzioni di unità di conto, di scambio e di misura della ricchezza (equivalente generale), la moneta assume, per la prima volta nella storia umana, anche la funzione di moneta-credito. La disponibilità di moneta-credito, vale a dire di un finanziamento iniziale, è condizione propedeutica non per produrre sulla base di un comportamento routinario, ma per ampliare ed estendere il livello di produzione e di generazione di sovrappiù. In altre parole è moneta di nuova creazione che entra nel processo economico dinamicizzandolo e procedendo alla sua metamorfosi continua (unitamente al progresso tecnologico: da questo punto di vista, il "denaro" e le" macchine" sono i motori dello sviluppo capitalistico e della continua ridefinizione della gerarchia capitale - lavoro). La disponibilità di moneta-credito é dunque riservata a chi, detenendo privatamente i mezzi di produzione, può in modo autonomo e unilaterale (nel prezzo, nelle quantità e nelle tecniche) organizzare la produzione. La possibilità di disporre di moneta-credito segna, così, il discrimine economico (ma con tutte le implicazioni sociali che ne derivano) tra chi detiene i mezzi di produzione (gli imprenditori) e chi solo la propria forza-lavoro (i salariati).&lt;br /&gt;Da un altro punto di vista - complementare - si potrebbe osservare che la moneta-credito é moneta-segno e virtuale perché il rapporto di debito e credito che comanda é scambio non solvibile (immateriale), non mediato da una merce e quindi non assimilabile allo scambio mercantile (da qui l'equivoco e la mistificazione dell'economia politica neoclassica); il rapporto di debito-credito ha come oggetto il tempo (il ponte tra presente e futuro, nelle parole di Keynes) ed una promessa di restituzione (da cui ha origine il tasso d'interesse, che, infatti, varia in funzione della rischiosità e della durata del prestito). Da qui deriva il ruolo discriminante della moneta-credito, il cui accesso é selezionato sulla base, capitalisticamente determinata, della funzione economica svolta, riducibile, direttamente o indirettamente, al fatto se si ha la proprietà dei mezzi di produzione (garanzia) oppure no.&lt;br /&gt;Ne consegue che la sostanza del potere capitalistico della moneta sta nella suo essere fonte di discrimine tra capitale e lavoro, quindi nella sua funzione sociale di divisione in classi. Tale funzione tocca il suo apogeo nel compromesso fordista: la disponibilità di moneta-credito di nuova creazione definisce la proprietà dei mezzi di produzione, la disponibilità al lavoro garantisce la cittadinanza e il godimento dei diritti civili dei salariati. Per i salariati (dipendenti) e per i prestatori di lavoro (indipendenti), la disponibilità di moneta é comunque residuo, esito del processo lavorativo, é reddito (l'ultimo anello di trasformazione della moneta). Alla luce di queste considerazioni, diventa necessario slegare la disponibilità di moneta, cioè reddito, dalla disponibilità di lavoro. Separare reddito da lavoro significa, da questo punto di vista, disinnescare uno degli elementi portanti del potere della moneta: essere aprioristicamente disponibile solo per chi detiene la proprietà dei mezzi di produzioni, cioè per gli imprenditori. Ciò ovviamente non modifica le modalità del rapporto capitale-lavoro, in quanto non viene intaccata il potere degli imprenditore di gestire in modo unilaterale l'attività produttiva e la tecnologia, ma favorisce quel processo di liberazione degli individui dalla schiavitù del lavoro e dal ricatto del bisogno.&lt;br /&gt;Il reddito di cittadinanza è, pertanto, strumento di contropotere monetario.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 6: Il reddito di cittadinanza é una misura di contropotere alle odierne forme di esclusione sociale, che mira all'autonomia soggettiva fondata sulla liberazione dalla coercizione al lavoro precario, coatto e predeterminato.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Negli anni '50 e '60, il lavoro rappresentava il passaporto principale per essere riconosciuti a tutti gli effetti cittadini e degni di godere dei diritti civili, era cioè la forma di inclusione sociale per eccellenza. Lo status sociale del fordismo era mediato dal tipo di lavoro svolto e dalla mansione attribuita. Se si accettavano le regole del potere disciplinare a livello economico, sociale e politico, allora veniva garantita la partecipazione al benessere economico, sulla cui base ne derivava il posizionamento sociale. Solo coloro che non si sottoponevano al regime disciplinare della famiglia, della scuola, della caserma e della fabbrica, rischiavano l'esclusione sociale. Il compromesso fordista tra capitale e lavoro, tramite il ruolo e lo sviluppo del "welfare state", garantiva così il soddisfacimento dei bisogni materiali primari in modo collettivo. Se l'inclusione sociale era un fenomeno collettivo, l'esclusione era invece una scelta individuale. La crisi dell'organizzazione fordista ed il venire meno del compromesso sociale che ne era sotteso porta allo svuotamento del "welfare state", al suo ridimensionamento e alla scomparsa dei meccanismi sociali (quindi collettivi e generali) di ammortizzamento delle disparità economiche. Il sopravvento dell'ideologia liberista implica la sovranità dell'individuo come unico agente in grado di provvedere alla propria inclusione e riconoscimento sociale, indipendentemente dalle condizioni date e di partenza. Se nel fordismo l'inclusione sociale era l'esito compromissorio di un conflitto collettivo economico di tipo redistributivo, nell'era dell'accumulazione flessibile essa è il frutto di una spietata competizione individuale. La differenza sostanziale è che oggi anche chi anela all'inclusione sociale, pur predisponendosi a sopportare ogni livello di subordinazione gerarchica, non sempre é in grado di raggiungere tale obiettivo. La stessa disponibilità al lavoro non garantisce più l'inclusione sociale: il fenomeno dei "working poor", ovvero di coloro, che pur lavorando, rimangono al di sotto della soglia di povertà, é un fenomeno dei nostri giorni che sarebbe stato inconcepibile e incompatibile con le forme della regolazione sociale dei tempi del fordismo&lt;/a&gt;. In questo contesto, il reddito di cittadinanza rappresenta una decisa inversione di rotta rispetto alle tendenze oggi dominanti. Si discuterà più oltre il grado di complementarietà e/o di sostituibilità con i servizi sociali del "welfare state" (cfr. tesi n. 8). Qui ci preme rammentare che il reddito di cittadinanza é strumento di inclusione sociale (e quindi di progresso civile) per due ragioni principali: da un lato garantisce nell'immediato le risorse materiale per consentire una vita dignitosa a tutti e quindi risolvere, pur limitatamente, l'aspetto della sopravvivenza primaria - non più oggetto di un intervento esterno -, dall'altro, risolvendo, per lo meno in parte, l'aspetto della sopravvivenza materiale (non della dipendenza culturale, economica, religiosa, ecc.), aumenta i gradi di autonomia dal ricatto del bisogno e quindi dalla necessità di sottostare a condizioni lavorative e/o di procacciamento di reddito al limite della schiavitù o illegali. Da questo punto di vista, il reddito di cittadinanza rappresenta un'arma potenziale (non effettiva) per lo sviluppo di conflittualità sociale e rivendicazioni economiche (vedi Tesi n. 10).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 7&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Il reddito di cittadinanza non ha nulla a che vedere con il salario e con le caratteristiche del processo di accumulazione (da cui il salario dipende).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questa tesi ripropone in parte alcune considerazioni già svolte nella presentazione della tesi n. 3. Tali osservazioni si basano sulle modalità con le quali avviene la distribuzione del reddito in un'economia capitalistica. Una breve premessa é al riguardo necessaria. Già si é avuto modo di ricordare che il processo economico capitalistico può essere efficacemente descritto da una sequenza di fasi economiche che definiscono un'economia monetaria di produzione: la separazione sul mercato del lavoro tra capitale, ovvero mezzi di produzione, e lavoro, ovvero forza-lavoro, necessita di uno scambio&lt;br /&gt;propedeutico tra imprese e sistema bancario che anticipi la liquidità monetaria necessaria per acquistare forza-lavoro e avviare l'attività di produzione secondo le strategie di investimento unilateralmente decise dagli imprenditori. Il prezzo della forza-lavoro, cioè il salario, viene così determinato in termini nominali prima ancora che l'attività di produzione venga svolta e prima ancora che la stessa produzione venga valorizzata nella fase finale di circolazione e realizzazione del sovrappiù. Il profitto monetario è l'esito (residuale) del processo di valorizzazione della produzione, a cui viene sottratto una quota, destinata al pagamento degli interessi maturati dal sistema creditizio sull'anticipazione monetaria che ha dato avvio a tutto il processo. Ne consegue che il salario nominale viene fissato nella fase di apertura del processo economico mentre profitto e rendita si determinano nella fase di chiusura. La logica sequenziale, intrinsecamente dinamica, della produzione capitalistica non consente quindi una remunerazione simultanea dei fattori produttivi (come invece postulano le teorie neoliberiste) . In secondo luogo, occorre considerare che tale struttura sequenziale genera asimmetrie e gerarchie tra gli stessi fattori produttivi. Chi decide le modalità della produzione (quanto, come e il prezzo a cui produrre), ovvero gli imprenditori, determina anche il valore reale della distribuzione: in altre parole, il potere d'acquisto effettivo dei fattori produttivi che concorrono alla produzione. Tale esito è frutto dei rapporti conflittuali che si generano nel mercato creditizio e del lavoro, allorché si determina il prezzo della moneta-credito (interesse monetario) e il prezzo della forza-lavoro (salario monetario), con l'aggiunta che gli imprenditori, decidendo le tecniche di produzione, determinano anche i livelli di produttività e il valore della produzione. Il prezzo finale delle merci, infatti, non é altro che il risultato composito del livello di scambio sul mercato del lavoro e della moneta e del livello di produttività esistente, sulla base del grado di concorrenza esistente nel settore in cui si opera. Il compromesso fordista tra capitale industriale e lavoro si basava essenzialmente da un lato sulla determinazione di un salario monetario che tenesse conto anche dei guadagni di produttività in cambio di quella disciplina del lavoro che consentiva per l'appunto alla produttività di crescere a saggi costanti o crescenti e dall'altro da una garanzia di un livello di domanda aggregata, tramite il sostegno del settore pubblico, tale da garantire una ripartizione del surplus monetario tra profitti e interessi da soddisfare sia gli imprenditori che i banchieri &lt;a name="19"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;. Con la crisi del fordismo, tale compromesso viene meno, non solo perché viene meno il ruolo del welfare state (che del patto fordista rappresentava il garante, attutendo gli eventuali "attriti") ma soprattutto perché i guadagni di produttività non vengono più ripartiti tra i fattori della produzione. Ciò dipende in buona parte dalle trasformazioni tecnologiche (resesi necessarie per recuperare la profittabilità del sistema produttivo e terziario alla fine degli anni '70) e dal peso crescente della cd. produzione immateriale: con la messa in opera dell'"intellettualità di massa" e il diffondersi delle tecnologie di linguaggio che ridefiniscono i rapporti tra progettazione, esecuzione e commercializzazione della produzione (potremmo dire tra lavoro manuale e lavoro intellettuale), la produttività del lavoro, sganciata dalla materialità della produzione, diventa sempre più difficile da misurare, diventa cioè "produttività sociale"&lt;/a&gt;. In tale contesto, la separazione tra salario e produttività é un dato di fatto. Se non é possibile determinare il salario sulla base della crescita di una produttività misurabile in termini individuali, si fa sempre più pressante l'esigenza che la distribuzione dei guadagni della produttività sociale avvenga per l'appunto a livello sociale. Parlare di distribuzione sociale del reddito significa allora ridistribuire il prodotto sociale simultaneamente tra i fattori produttivi, nella fase logica di chiusura del processo economico, indipendentemente dal livello del salario monetario. Reddito socialmente distribuito, ovvero reddito di cittadinanza, é quindi logicamente incompatibile con la nozione di salario.&lt;br /&gt;Proprio sulla base della rettifica o meno di questa differenza, sono oggi sul tappeto tre idee di distribuzione sociale del reddito.&lt;br /&gt;In primo luogo, occorre considerare le idee di reddito di cittadinanza che si presentano funzionali alla flessibilità del neo-modello di accumulazione. Esse nascono dalla necessità di dare una sorta di indennizzo - limitato e temporaneo - perché la struttura economica non garantisce un lavoro a tutti. Tale esigenza - a partire dagli anni '50 - ha trovato due modalità di esplicazione fra loro molto diverse seppur omogenee nel comprendere le esigenze di accumulazione a seconda della fase economica di riferimento: fordista o post-fordista.&lt;br /&gt;La prima fa riferimento all'introduzione di un salario minimo garantito tramite la proposta di un'"imposizione negativa sul reddito": essa è funzionale al contenimento dello sviluppo del Welfare State ma nello stesso tempo contempla il perseguimento di un consumo di massa compatibile con la produzione in serie all'interno del modello fordista di accumulazione. Il salario minimo (che possiamo assimilare ad una sorta di indennità di disoccupazione), essendo in questo caso complementare all'attività lavorativa e di consumo, non può essere universale né illimitato nel tempo, ma esclusivamente rivolto a chi non ha un reddito minimo da lavoro, ovvero ai disoccupati. E' sulla discordanza relativa a questo aspetto che la versione neo-keynesiana del reddito di cittadinanza degli anni Novanta si differenzia dai precedenti storici (si veda la proposta della Commissione Onofri sulla riforma dello Stato Sociale e, in parte fatta propria, dal governo Prodi). Sulla base del riconoscimento della fine del modello fordista e del fatto che la flessibilità e la precarizzazione dell'attività lavorativa non sempre consentono un reddito stabile e continuo per tutti, si propone un sostegno monetario, indipendentemente dalla condizione professionale vigente, come palliativo alla carenze strutturali del nuovo modello di accumulazione flessibile. In questo caso è più pertinente parlare di reddito minimo garantito piuttosto che di salario minimo garantito, perché le nuove e future condizioni del mercato del lavoro sanciscono maggiormente la differenza tra reddito da un lato e lavoro dall'altro. Tale reddito minimo verrebbe, non a caso, devoluto solo a chi è in età lavorativa e con un ammontare che varia in funzione dell'età stessa, con la clausola che il reddito di cui si disponga sia inferiore ad una determinata soglia ritenuta di povertà. In questo caso, la condizione professionale (in particolare se si è disoccupati o no) non è rilevante.&lt;br /&gt;Con la nozione di reddito di cittadinanza, invece, si intende un intervento universale e illimitato nel tempo. Si tratta quindi di una nozione più allargata che interessata la società nel suo insieme e non solo coloro che si trovano in una situazione economicamente sfavorevole (vedi Tesi n. 1). A tale riguardo, si può parlare di "dividendo sociale",intendendo con questo che esso è il frutto di una produzione sociale, che a livello macroeconomico, non prevede trattamenti differenziati.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 8 Il reddito di cittadinanza non é sostitutivo allo stato sociale, ma ne é complementare.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Un'obiezione molto comune al reddito di cittadinanza (anche all'interno delle forze della sinistra radicale) consiste nel ritenere che esista sostituibilità perfetta o quasi tra lo stesso reddito di cittadinanza ed erogazione di servizi sociali, favorendo in tal modo un approccio di tipo individualista a scapito di istanze di solidarietà collettiva e, implicitamente, uno smantellamento del "welfare state" tramite la monetizzazione dei servizi sociali di base.&lt;br /&gt;La risposta può essere articolata su due livelli: teorico e pratico.&lt;br /&gt;A livello teorico, é necessario osservare che, nel paradigma fordista, i servizi sociali venivano e vengono erogati sulla base di una contribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa lungo tutto l'arco della vita lavorativa. I servizi sociali sono quindi una componente del salario dei lavoratori, é salario differito o di vita, oggetto dello scambio tra mondo del lavoro e l'organizzazione sociale (stato). In altri termini, i servizi sociali non sono reddito, cioè potere d'acquisto di merci reali e/o potenzialità di risparmio, bensì parte integrante della remunerazione del lavoro. Al contrario, quando si parla di reddito di cittadinanza si intende far riferimento al potere d'acquisto e alla domanda di beni e servizi solvibili ad esso associabili. Come già ampiamente ricordato (cfr. Tesi n. 3 e Tesi n. 7), esiste una differenza "stellare" tra reddito di cittadinanza e salario di cittadinanza nelle sue diverse forme (minimo, garantito, temporaneo, ecc.). Il primo è indipendente da qualsiasi prestazione lavorativa e relativa contribuzione sociale e/o fiscale e quindi non é assimilabile al concetto di "lavoro"; il secondo, invece, dipende in modo subordinata dall'esistenza in qualche modo di una prestazione lavorativa nel corso della durata complessiva dell'arco di vita.&lt;br /&gt;Sulla base di queste osservazioni, l'erogazione dei servizi sociali e il reddito di cittadinanza non possono essere sostituti tra loro, bensì complementari. I primi hanno a che fare con la remunerazione del lavoro, il secondo con il potere d'acquisto di beni e servizi solvibili (cioè mercificabili, dotati di un prezzo e contrattati sulla base della proprietà privata).&lt;br /&gt;Occorre tuttavia essere realisti e ricordare che sicuramente nel momento stesso in cui si propone il reddito di cittadinanza si chiederà come contropartita la monetizzazione dei servizi sociali e quindi la loro solvibilità all'interno del mercato privato. Tuttavia, il processo di privatizzazione dei servizi sociali si sta realizzando indipendentemente da qualsiasi richiesta di reddito di cittadinanza. La possibilità di opporsi a tale dinamica dipende dal potenziale di resistenza e di conflittualità che le forze antagoniste sono in grado di mettere in campo e non dalla messa sul tappeto della problematica di una redistribuzione sociale del reddito (intendendo con ciò il reddito di cittadinanza). Le politiche sociali della commissione Onofri vanno proprio in questa direzione: privatizzazione dei servizi sociali e, come contropartita, introduzione di una sorta di salario minimo a scalare nel tempo, limitato per fasce di età e solo per coloro che non arrivano a disporre di un certo livello di reddito pur essendo parte integrante della forza-lavoro (una sorta di sussidio di disoccupazione più che un salario minimo). Se esiste una capacità di resistenza contro la proposta di riforma della commissione Onofri, allora esisterà anche per impedire che la proposta del reddito di cittadinanza sia sostitutiva all'erogazione dei servizi sociali primari (istruzione, salute, casa, giustizia, ecc.). Purtroppo, il problema sta molto più a monte del reddito di cittadinanza.&lt;br /&gt;Infatti, la capacità di organizzare capacità conflittuale si scontra la tendenza oggi in atto del predominio della contrattazione individuale sulla contrattazione collettiva. Si tratta di un processo di individualizzazione dei rapporti sociali ed economici (americanizzazione della società) che può avvenire grazie a:&lt;br /&gt;* flessibilizzazione dei rapporti di produzione;&lt;br /&gt;* scomposizione e frammentazione del mondo del lavoro e delle tipologie del lavoro;&lt;br /&gt;* perdita di rilevanza del lavoro salariato e, parimenti, intensificazione della subordinazione del lavoro al capitale anche nelle mansioni più propriamente definite intellettuali nel fordismo (taylorizzazione del "general intellect").&lt;br /&gt;Si possono sviluppare diversi momenti di conflittualità, ma nessuno di questi é in grado di inceppare il meccanismo di accumulazione. E' necessario un processo di ricomposizione delle diverse soggettività del lavoro, oggi scomposte e frammentate e troppo spesso in lotta fra loro. Tale ricomposizione non può basarsi solo sulle singole condizioni di lavoro, perché troppo diverse e non riconducibili ad un modello di organizzazione produttiva unico con una figura (soggettività) lavorativa dominante. In secondo luogo, il ricatto del bisogno e la subalternità diretta del lavoro che non viene mediata da forme di rappresentatività intermedia (crisi del sindacato) soprattutto in un ambito di contrattazione individuale, non consente che generici e demagogici richiami alla solidarietà di classe (quale classe, o meglio quale segmento di classe?) possano essere ascoltati. Un processo di ricomposizione sociale in questa fase così magmatica può avvenire lungo coordinate esterne alle modalità del processo produttivo ma che comunque lo delimitano e ne sono conseguenti: il reddito ed il tempo. Permettere una maggior disponibilità di reddito in un ambito di contrattazione individuale porta ad un maggior potere contrattuale perché meno dipendenti dal ricatto del bisogno e quindi più possibilità di incidere almeno parzialmente sulle proprie condizioni di lavoro (in primo luogo, il tempo di lavoro).&lt;br /&gt;La questione viene dunque rovesciata. Non é il reddito di cittadinanza a favorire il processo di "individualizzazione" dei rapporti sociali e di produzione, bensì l'opposto. La possibilità di disporre di un reddito maturato al di fuori dei rapporti di lavoro e quindi sganciato dal "ricatto del bisogno" potrebbe, almeno da un punto di vista teorico, favorire lo sviluppo di forme di resistenza di conflittualità antagonista in quanto possibile elemento di ricomposizione sociale delle diverse soggettività oggi sparpagliate e impossibilitate a tradurre in lotta e conflitto sociale le proprie frustrazioni e alienazioni lavorative (si veda la Tesi n. 10 per ulteriori approfondimenti).&lt;br /&gt;Infine occorre ricordare, che il reddito di cittadinanza può assumere diverse forme. Infatti, può essere erogato in modo esclusivamente monetario, se ciò non implica l'eliminazione dei servizi sociali primari (casa, salute, istruzione, trasporto, energia, ecc.), oppure, in parte, sotto forma di servizi reali supplementari (escludendo quelli primari), che consentono l'ottenimento in modo gratuito degli stessi servizi primari. In tal propositi, sarebbe auspicabile la possibilità di scelta in modo da rendere il reddito di cittadinanza più consone a esigenze individuali fra loro diverse.&lt;br /&gt;A livello pratico, l'obiezione fondamentale riguarda le forme di finanziamento di un processo di redistribuzione sociale del reddito che sia complementare e parallelo al mantenimento del principio del "welfare state". Su questo aspetto si rimanda alla Tesi n. 9.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 9: Il reddito di cittadinanza crea le basi per il suo stesso finanziamento&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L'attuale organizzazione sociale post-fordista, ovvero di accumulazione flessibile, é incentrata da un lato su un paradigma tecno-lavorativo che privilegia l'individualizzazione dei rapporti di lavoro, lo sviluppo di produzione immateriale come componente sempre più essenziale di generazione del sovrappiù tramite forti guadagni di produttività sociale non ridistribuiti (o meglio trattenuti dai soli profitti e rendite), dall'altro su livelli di incertezza crescenti con orizzonti temporali di decisione molto brevi e mutevoli nonché di strumenti di valorizzazione che si muovono su scala mondiale, al di fuori degli stretti ambiti nazionali. In altre parole, sul piano dei rapporti di lavoro si assiste ad una frammentazione e scomposizione crescente che porta ad una precarizzazione dell'attvità lavorativa stessa e a ridefinire i rapporti tra lavoro salariato, lavoro a prestazione e lavoro coatto, mentre sul piano della produzione e del suo finanziamento si assiste a processi di concentrazione e di omogeneizzazione all'interno di macroaree sovranazionali strategiche, grazie ai nuovi strumenti finanziari e allo sviluppo del mercato internazionale dei capitali.&lt;br /&gt;In un simile contesto, la possibilità di attivare politiche economiche nazionali, soprattutto dal lato fiscale (dal momento che dal lato monetario si é già verificata un'espropriazione dell'autonomia delle singole banche centrali, sempre più subordinate o ad accordi sovranazionali - come quello di Maastricht - o agli organismi internazionali che incidono sui mercati finanziari), risulta molto ridotta. Ciò non toglie che proprio l'esigenza di armonizzare realtà fiscali differenti in un contesto come quello disegnato dall'Unione Monetaria Europea possa risultare particolarmente utile per la specifica realtà italiana.&lt;br /&gt;In primo luogo è necessario fare alcune analisi quantitative per aver ben in chiaro l'entità della massa monetaria necessaria per avviare una politica di reddito di cittadinanza.. A tal fine immaginiamo di trovarci di fronte a tre scenari, supponendo (punto tutto da discutere ancora e che richiederebbe un'analisi a parte) che l'entità del reddito di cittadinanza corrisponda a L. 1.000.000 al mese (per un totale di 12 milioni all'anno). Il primo è quello che fa riferimento all'analisi teorica di queste note, ovvero l'idea di un reddito di cittadinanza uguale per tutti, dato a tutti coloro che hanno più di 15 anni di età, e la cui introduzione è immediata e non graduale nel tempo.(vedi Tesi n. 1). In questa prospettiva, gli ultimi dati statistici, relativi alla fine del 1997, ci dicono che la popolazione italiana con un'età superiore ai 15 anni ammonta a circa 48 milioni di persone. Per garantire a tutti costoro un reddito garantito di un milione di lire al mese, lo stato dovrebbe avere a disposizione 576.000 miliardi di lire, vale a dire il 29,5% del Pil prodotto nello stesso anno oppure il 60,5% del totale delle entrate dell'Amministrazione pubblica. Il secondo scenario che ipotizziamo è un'idea di reddito di cittadinanza, che all'inizio, non contempla tutto coloro che già usufruiscono un reddito pensionistico superiore a due milioni mensili. Secondo i dati del Ministero del Tesoro, il numero delle pensioni al 31.12.1996 era di 9.962.072 (sono circa 9.839.000 coloro che hanno più di 65 anni di età) per una spesa totale di L.105.000 miliardi circa, per un'erogazione media di circa L. 1.054.000 al mese. Secondo i dati Inps, il 36,8% delle pensioni è superiore al milione di lire mensili, per un totale di circa 3,670 milioni di persone. Se escludiamo tale quota, il reddito di cittadinanza dovrebbe riguardare 45,1 milioni di individui per un ammontare di spesa pari a L. 541.000 miliardi. Infine, sempre come scenario ipotetico, possiamo immaginare un'introduzione graduale del reddito di cittadinanza inizialmente riservata per tutti coloro che hanno un reddito annuo inferiore ai 50 milioni di lire lordi, per poi estenderlo negli seguenti a tutti. Si tratta di una quota di popolazione intorno al 70% (dato ancora da verificare), il che ridurrebbe il numero dei beneficiari del reddito di cittadinanza a 34,1 milioni di persone, per una spesa complessiva di L. 409.000 miliardi.&lt;br /&gt;Tre sono infatti gli aspetti che ci interessano analizzare ai fini della questione del finanziamento del reddito di cittadinanza.&lt;br /&gt;1. La proposta di reddito di cittadinanza si inserisce in un processo di riforma fiscale dello stato, basato sui seguenti punti principali:&lt;br /&gt;tassazione di tutti i redditi indipendentemente dai cespiti tramite un'unica imposizione fortemente progressiva sui redditi ma con aliquote minori di quelle attuali (da lavoro, da impresa, da capitale ==&gt; salari, profitti (utili), rendite finanziarie private e pubbliche);&lt;br /&gt;riduzione delle aliquote Irpeg al pari di quelle Irpef e introduzione di una patrimoniale delle imprese (tassa sul capitale): riforma della contribuzione sociale, procedendo all'eliminazione della fiscalizzazione degli oneri sociali in cambio di una riduzione dei versamenti ed equiparazione tra lavoro salariato e lavoro autonomo eterodiretto (con obbligo di partecipazione anche dei committenti) &lt;a name="25"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota25"&gt;(25)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;prevalenza dell'imposizione diretta su quella indiretta;&lt;br /&gt;semplificazione del sistema fiscale e controlli incrociati per quanto riguarda i servizi al consumo onde minimizzare l'evasione fiscale.&lt;br /&gt;introduzione di una sorta di "Tobin-tax" sulle transazioni finanziarie di tipo speculative intermediate dalle istituzioni finanziarie (banche e Sim), sia nazionali che internazionali &lt;a name="26"&gt;&lt;a href="http://www.ecn.org/andrea.fumagalli/10tesi.htm#nota26"&gt;(26)&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;;&lt;br /&gt;mantenimento e/o introduzione di una patrimoniale sulle ricchezze mobiliari e immobiliari (con l'esclusione della prima casa).&lt;br /&gt;Sul lato delle spese é necessario procedere ad una semplificazione del bilancio pubblico: mantenimento ed allargamento delle spese sociali, riduzione delle spese militari e di difesa e di ordine pubblico (l'unica voce in forte crescita negli ultimi anni), eliminazione dei sostegni ed agevolazioni economiche alle imprese. Occorre tenere presente che una seria politica di riduzione della disoccupazione (tramite riduzione d'orario) e una politica di sostegno della domanda (reddito di cittadinanza), pur rivelandosi strumenti di riformismo radicale, hanno un duplice effetto sul bilancio pubblico: riduzione degli oneri della disoccupazione (soprattutto indiretti, in termini di cassa integrazione, lista di mobilità, prepensionamenti, agevolazioni alle imprese - cfr. rottamazione - ecc.), oggi ammontanti a circa 24.000 miliardi all'anno in modo diretto e a circa 40.000 miliardi in modo indiretto (prepensionamenti calcolati sull'arco della durata media di vita, ecc.) e quindi riduzione dei costi del settore pubblico (gli unici costi che i padroni si guardano bene dal citare), da un lato, e incremento delle entrate fiscali, in seguito all'accresciuta domanda interna, dall'altro (un aumento di un punto percentuale di domanda, significa un aumento dell'1,3% del Pil - a parità di condizioni - e un incremento fiscale dello 0,6%, pari a circa 15.000 miliardi all'anno). Infine, occorre ricordare che la spesa assistenziale pubblica in Italia alla fine del 1996 ammontava a 30.857 miliardi di lire, costituita per il 61,8% da trasferimenti a nuclei meritevoli (invalidi, cechi, mutilati, ecc.), per il 20% da trasferimenti in denaro e natura per la generalità dei poveri.&lt;br /&gt;2. E' necessario riprendere la questione della redistribuzione dei guadagni di produttività, indotti dalle trasformazioni tecnologiche e oggi ad esclusivo appannaggio del profitto e della rendita e non del lavoro. Al riguardo occorre considerare che i tassi di crescita della produttività sono oggi di gran lunga molto più elevati di quanto le statistiche non dicano. Infatti, le statistiche ufficiali misurano i guadagni di produttività in termini necessariamente materiali (numero di pezzi, ore lavorate, ecc.) senza tenere conto che a tale produttività occorre aggiungere un'altra produttività - di tipo immateriale - indotta dall'attività intellettuale applicata alla produzione. E' tale produttività altra che in molte produzione costituisce una quota rilevante del valore aggiunto, che spesso non viene presa in considerazione. Ed é tale valore aggiunto che deve costituire la base imponibile dal quale detrarre i fondi per il finanziamento del reddito di cittadinanza.. Se la quota dell'1% sulla produzione dei beni e servizi destinabili alla vendita venisse devoluta per finanziare il reddito di cittadinanza, verrebbe messa a disposizione una cifra. pari, a fine 1997, a circa 20.000 miliardi di lire.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tesi n. 10: Il reddito di cittadinanza é strumento di ricomposizione sociale e di coscienza conflittuale in presenza di contrattazione individuale.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Se nel processo di produzione fordista, l'omogeneizzazione della forza-lavoro era una necessità per lo sfruttamento delle economie statiche di scala e un effetto dell'adozione di tecnologie ripetitive meccaniche, le forme della rappresentanza nascevano direttamente dall'analisi delle condizioni soggettive di lavoro. La soggettività operaia del fordismo - così come è stata analizzata dai Quaderni Rossi - era tutta contenuta all'interno del rapporto uomo-macchina, esemplificato dalla linea di montaggio. Tale rapporto determinava in subordine le condizioni di vita e di riproduzione della forza-lavoro. Nel paradigma dell'accumulazione flessibile, non è possibile individuare un'unica soggettività operaia, bensì una pluralità di soggettività, a cui corrispondono stilemi e modelli di comportamento non massificabili. Il processo di ricomposizione sociale non può quindi basarsi esclusivamente sulle condizioni di lavoro soggettive. Paradossalmente, nel paradigma dell'accumulazione flessibile, i livelli di subordinazione e di intensificazione dello sfruttamento (sia in termini di tempo di lavoro che in termini di remunerazione del lavoro) sono maggiori e più pervasivi di quelli che operavano nella logica fordista, ma nello stesso tempo più diversificati e indiretti (28). In un simile contesto un processo di ricomposizione di queste diverse soggettività può quindi verificarsi solo partendo da aspetti che non siano direttamente riconducibili alle diverse esperienze di lavoro. In alte parole, il comune denominatore che possa legare insieme realtà soggettive di lavoro fra loro divergenti e spesso in contrapposizione deve far riferimento a situazioni soggettive esterne all'ambito lavorativo e non riducibili ad un momento puramente corporativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel paradigma dell'accumulazione flessibile, due sono i gli aspetti che esulano dalle condizioni soggettive della propria attività lavorativa ma che ne dipendono in modo diretto: il reddito, da un lato e il controllo sul proprio tempo di lavoro, dall'altro. Questi due aspetti sono trasversali alle diverse tipologie di lavoro oggi esistenti (si tratti di lavoro autonomo o lavoro dipendente) in quanto figlie del processo di flessibilizzazione del meccanismo di accumulazione: lo sganciamento della remunerazione del lavoro dai guadagni di produttività e la rottura del nesso produzione-occupazione (con conseguente incremento dei livelli di disoccupazione). Questi due aspetti si traducono nella pratica politica quotidiana nella richiesta di una distribuzione sociale del reddito e di una riduzione dell'orario di lavoro. Si tratta di due aspetti fra loro complementari e imprescindibili l'uno dall'altro, nel senso che l'esistenza di una distribuzione sociale del reddito (reddito di cittadinanza) può consentire una riduzione dell'orario di lavoro a parità di remunerazione senza che i costi ad essa associati ricadendo sulla fiscalità generale siano imputabili ad unico soggetto economico (imprese, lavoratori, ecc.) (29). In particolare il reddito di cittadinanza appare come uno strumento trasversale di ricomposizione sociale del lavoro assai più generale di quanto non appaia la riduzione dell'orario di lavoro come forma di controllo del proprio tempo di vita. Infatti, se la riduzione dell'orario di lavoro è un aspetto tutto all'interno della categoria degli occupati, il reddito di cittadinanza riveste una funzione sociale, più allargata, riferita a tutta la popolazione. Al riguardo occorre notare che da ormai una decina d'anni è ben presente all'interno del mercato del lavoro flessibile la tendenza all'allungamento della giornata lavorativa, non solo all'interno del segmento degli occupati dipendenti (in seguito al massiccio ricorso degli straordinari), ma soprattutto all'interno di della categoria dei lavoratori autonomi eterodiretti (30). Tali lavoratori, per definizione, in quanto autonomi e imprenditori di se stessi, non sono soggetti ad una regolazione dei tempi di lavoro. Di conseguenza. la sola riduzione dell'orario di lavoro rischia di diventare elemento di dualismo tra lavoratori formalmente con diverso statuto giuridico, ma sostanzialmente all'interno del medesimo modello di produzione. La flessibilizzazione e la precarizzazione del lavoro passa proprio tramite la segmentazione e la scomposizione del mercato del lavoro. Da questo punto di vista, la tematica del reddito di cittadinanza può svolgere un importante funzione strategica di elemento unificatore e di fattore di ricomposizione delle diverse forme di erogazione di lavoro, proprio perchè tematica non interna alla logica dell'accumulazione. Più in particolare, il reddito di cittadinanza può diventare l'obiettivo politico ed economico che non solo consente la riduzione dell'orario di lavoro ma diventa strumento di omogeneizzazione delle seguenti tre categorie di lavoro: la categoria dei disoccupati, perché con il reddito di cittadinanza, oltre a garantire loro un potere d'acquisto immediato senza necessariamente ricorrere a redditività illegali, sanno che può essere praticabile una riduzione d'orario che offra loro uno sbocco professionale; la categoria dei lavoratori autonomi e precari, in parte espulsi dai processi produttivi fordisti, che tramite un reddito di cittadinanza, possono attuare una riduzione della loro attività lavorativa senza che ciò comporti necessariamente una riduzione del proprio reddito, oltre ad offrire loro una maggiore capacità contrattuale non soggetta al ricatto della necessità di lavoro; quella degli occupati dipendenti, che possono ottenere una riduzione dell'orario di lavoro che comporti un miglioramento della qualità della propria vita. Come si vede, la tematica del reddito di cittadinanza rappresenta un potente fattore di ricomposizione sociale assimilabile al fattore dell'identità territoriale per alcune tipologie di lavoro del Nord-Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il diffondersi del linguaggio come strumento di produzione e la diffusione di elementi immateriali nel processo lavorativo ridefinisce totalmente i tradizionali rapporti tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, svuotando questi concetti di molta parte del loro significato storico, indipendentemente dalla forma di erogazione della prestazione lavorativa (autonoma o dipendente). La meccanizzazione dell'attività intellettuale, che si manifesta tramite una sua crescente precarizzazione da un lato e nuove forme di elitismo corporativo (vedi istruzione universitaria) dall'altro, pone come imprescindibile (altra condizione preliminare per discutere di trasformazioni sociali) la questione culturale come problema sociale. Il decrescente livello culturale medio è infatti un utile strumento per la costituzione di una sorta di dittatura dell'informazione e dello stereotipo. Senza entrare nel merito dell'argomento, che richiederebbe ben altro spazio, è sufficiente notare che le condizioni di flessibilità e precariato lavorativo imposte nella maggior parte dei casi impedisce qualsiasi processo di presa di coscienza e di analisi delle proprie condizioni soggettive individuali. Lo sviluppo della contrattazione individuale al posto della contrattazione collettiva non consente all'interno di una produzione diffusa sul territorio e non in unico luogo la percezione della propria condizione soggettiva. Il reddito di cittadinanza può svolgere anche su questo versamento un ruolo decisivo di collettore di coscienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista teorico, dunque, è possibile pensare a strumenti di ricomposizione sociale che si esplichino anche sul piano dei diversi conflitti individuali o settoriali. Tuttavia ciò non scioglie la contraddizione delle modalità politiche attraverso cui il conflitto (se di ciò si tratta) si possa esplicare sul piano pratico ed effettivo. Ad esempio, nel contesto del paradigma dell'accumulazione flessibile, forme di conflitto uniformi ed omogenee come quelle rappresentate dallo sciopero, vedono diminuire la propria incisività, se non sono strettamente riferite ad unica tipologia di lavoro, sia a livello settoriale che di mansione. Appena lo sciopero diventa uno strumento di conflitto più generale, tende a perdere di efficacia, tanto più il contesto economico è frammentato e scomposto (31). Ammesso (ma non concesso) che fattori di ricomposizione trasversale delle soggettività e delle mentalità dei diversi segmenti del lavoro (soprattutto autonomo) possano avere luogo sulla base delle parole d'ordine del reddito e del controllo del tempo, rimane del tutto irrisolto il problema della definizione sia del soggetto politico che fa pone le richieste che del soggetto politico che dovrebbe accoglierle. Nella logica della rappresentanza fordista, si tratterebbe da un lato di individuare una forma di sindacato e/o di associazione e dall'altro di ripristinare il ruolo dello stato come luogo di attuazione autonoma delle politiche fiscali necessarie per l'introduzione dell'eventuale reddito di cittadinanza (32). Tuttavia, riproporre forme di rappresentanza superate dalla dinamica strutturale dei processi produttivi sarebbe, oltre che contraddittorio, foriero di illusioni e di confusione. Di deve però riconoscere che al momento non si intravedono nuovi modelli di rappresentanza in grado di cogliere i molteplici aspetti del mondo del lavoro e di farsi portavoce delle diverse istanze oggi presenti. Un aiuto in tal senso potrebbe essere fornito non dalla creazione di nuove forme di rappresentanza, bensì dalla costituzione di luoghi fisici e liberati di incontro delle diversificate esperienze lavorative. Dai Centri Sociali Autogestiti alle associazioni negli ultimi anni si è assistito ad un fiorire di iniziative e di di strutture aggreganti fondate sul volontariato o su forme di mutuo soccorso (33). E' questa la sfida che rimane ancora aperta, nella quale sono riposte le sempre più incessanti domanda di cambiamento e alla quale non siamo finora in grado di offrire una risposta soddisfacente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-1718439427537206777?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/1718439427537206777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/superamento-di-enti-assistenziali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1718439427537206777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1718439427537206777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/superamento-di-enti-assistenziali.html' title='Superamento di Enti assistenziali inutili e proposte concrete di reddito'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SifRCfFKBUI/AAAAAAAAAFk/v2CGzRUOQew/s72-c/laverasicurezza_preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3144705773672252415</id><published>2009-06-04T06:24:00.000-07:00</published><updated>2009-06-04T06:25:46.446-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>Casa dello Studente a L'Aquila,ennesimo mistero italiano?</title><content type='html'>di Marcello Ianni&lt;br /&gt;L’AQUILA (2 giugno) - Una foto scattata dall’alto in cui appaiono diversi pannelli solari posti sopra il terrazzo della Casa dello studente in via XX Settembre. Un altro documento, «sul quale occorre fare accertamenti perché il loro peso, secondo noi, può avere inciso sul crollo dell’edificio», entra a tutti gli effetti nell’inchiesta sul terremoto, sui crolli e le morti, sugli otto ragazzi inghiottiti dalle macerie del palazzo definito dai sopravvissuti «di cartapesta», sul dolore e la rabbia che ora spinge chi si è salvato a raccogliere prove contro i colpevoli.È quello che ieri gli avvocati e periti del Comitato delle vittime della Casa dello studente hanno consegnato al sostituto procuratore Fabio Picuti nel corso del primo incontro ufficiale che la folta delegazione ha avuto con l’autorità giudiziaria dopo i tragici fatti del 6 aprile. Due foto a colori ingrandite, fatte dall’alto, in cui sono ben visibili i pannelli fotovoltaici sistemati sul terrazzo dell’edificio.«Vogliamo chiarezza anche su questo aspetto» ha detto l’avvocato Domenico D’Amati. «Abbiamo chiesto che si facciano accertamenti amministrativi relativi alla sicurezza, alle autorizzazioni, ai depositi delle strutture, sulle verifiche e i preventivi strutturali, sull’esecuzione dei lavori realizzati di volta in volta fino agli aspetti gestionali interni e sullo stesso nulla osta rilasciato dai Vigili del fuoco all’epoca - ha detto Giovanni Della Torre, perito nominato dal Comitato -. Sono tutti aspetti che devono essere ancora accertati e valutati perché fino a oggi questo aspetto non è stato ancora toccato. Quello che è stato fino a oggi affrontato riguarda il solo aspetto delle verifiche sugli aspetti strutturali». «Noi stiamo lavorando su nostre ipotesi - ha concluso il perito - abbiamo preparato uno schema che sottoporremo al giudice».Negli stessi momenti in cui il Comitato delle vittime della Casa dello studente era a colloquio con il magistrato, a pochi metri di distanza, negli uffici della Squadra mobile della Questura, altri quattro ragazzi, scampati alla tragedia dell’edificio di via XX Settembre, accompagnati dai loro avvocati, sono stati sentiti come persone informate sui fatti. Un’audizione in cui sostanzialmente i quattro studenti hanno puntato il dito contro le crepe presenti un po’ ovunque nell’edificio e contro la colonna portante piena d’acqua e per questo transennata. Infine anche ieri si è tenuto il consueto summit per fare il punto sulle indagini e programmare l’attività investigativa futura tra i consulenti nominati dalla Procura e gli uomini dell’interforze della Polizia giudiziaria. Il punto ha riguardato l’attività svolta e a tale proposito sono stati oltre 300 i sopralluoghi effettuati in altrettante abitazioni ed edifici crollati e con morti o gravemente danneggiati. Duecento sono quelli dove la Procura sta approfondendo le indagini e di questi 34 sono le strutture poste sotto sequestro. Al centro della discussione anche le prove sul materiale e i carotaggi che dovranno essere effettuati nei prossimi giorni nelle strutture oggetto delle attenzioni da parte della Procura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIUSTIZIA REDDITO E LIBERTA'&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3144705773672252415?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3144705773672252415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/di-marcello-iannilaquila-2-giugno-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3144705773672252415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3144705773672252415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/di-marcello-iannilaquila-2-giugno-una.html' title='Casa dello Studente a L&apos;Aquila,ennesimo mistero italiano?'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3598080655887132344</id><published>2009-06-01T05:47:00.001-07:00</published><updated>2009-06-03T04:10:56.918-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='inchiesta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>Inchiesta: Se pagare 400 euro è una consuetudine</title><content type='html'>&lt;strong&gt;a cura del Lab Autoriforma Adisu&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AFFITTI E COABITAZIONE IN CASE IN DESUSO&lt;br /&gt;Serena, 26 anni, vive a Largo Preneste con altri 3 coetanei: «Sarò costretta a dividere la mia singola con un altro,il costo sarebbe di 500 euro,almeno dimezzo le spese e non vado a vivere sotto un ponte». L’arte dell’arrangiarsi è il nuovo modello di sviluppo che il sitema italiano offre: la penuria di spazi,i costi extra,la colazione,il pranzo e la cena hanno anche creato una tipologia di stanza ad hoc: «la singola ridotta». Un buco che prende il nome di stanza,una lampadina offuscata,un mobile armadio a dividere uno spazio in due ambienti: insomma, si sta da soli in camera, con quel poco di privacy che resta, e ci si adatta agli spazi angusti. Così ha fatto Giuseppe, 25 anni, studente di Economia a Tor Vergata, nella sua abitazione a Numidio Quadrato: «Siamo io, mio cugino e due ragazze in 45 metri, di meglio non si è trovato». Passaparola,annunci nelle bacheche universitarie (dove si può trovare anche l'annucio di idioti razzisti che scrivono no rumeni),giornali d’inserzione,ospitalità a breve termine per chi ha la fortuna di conoscere qualcuno che sia disposto,restano il principale appiglio per lo studente in cerca di abitazione: la caccia più diffusa si tiene tra maggio/giugno e settembre/ottobre, i mesi dei test d’ingresso e delle pre-iscrizioni. Senza considerare i restanti mesi dell'anno,quando il padrone di casa ti caccia via con la giustificazione che la musica disturba i vicini,o perchè non trovi persone socievoli,o si creano contrasti all'interno dello stesso appartamento,o perchè il palazzinaro,in maniera indiscriminata,ti aumenta l'affitto con l'affermazione "sono tempi di crisi".&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei casi,ti cacciano via perchè non si era in possesso di un contratto di locazione,che non ti ha nemmeno consentito di partecipare alla domanda di quella miserabile borsa di studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESPERIMENTO REGIONALE&lt;br /&gt;L’iniziativa lanciata nel 2007 dalla Regione Lazio, per regolare (e calmierare) i canoni di locazione destinati agli studenti,l’Agenzia degli affitti,non ha risolto il problema. «Si è diffusa l’idea che pagare 400 euro per una stanza sia normale, questo è il punto – ci dice Abban, 28 anni, iraniano,neolaureato in Architettura,ex residente in posto alloggio Adisu – ma chi viene da fuori,e nel mio caso da un Paese estero,è gravato da numerose altre spese e per studiare bisogna lavorare». Cresce perciò il numero degli studenti-lavoratori senza regole o non sindacalizzabili: «Precari a vita – rilancia Marco, 23 anni,studente di Giurisprudenza,ex residente di posto alloggio Adisu – purtroppo ci si abitua,per consuetudine,come le leggi che vengono approvate o per diritto naturale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIVERE A POCO PREZZO&lt;br /&gt;La sera, chiusi i libri, per chi ha la fortuna di essere ancora mantenuto dai genitori e quindi se si ha lo spazio per dedicarsi alla bevuta generalizzata,gli studenti romani si appellano alla movida low-cost. La cena viene sostituita da apertivi con buffet nei casi migliori. E la bevuta al pub, con l’arrivo della bella stagione, alternata con una birra acquistata al supermercato o nel pizzaiolo più economico: «Se non faccio così,la socializzazione non esisterebbe– spiega Francesco, studente di Lettere – in questo però devo dire Roma riesce a farti adattare: in alcuni quartieri soprattutto, si trovano locali per tutte le tasche,qualche spazio sociale occupato accogliente e alla fine ci si può divertire lo stesso». E le zone più gettonate dagli studenti restano Pigneto, San Lorenzo,Testaccio e Garbatella: «Io più che altro resto a San Lorenzo – ci dice Gianluca, di Scienze delle Comunicazioni,anche lui un ex residente in una casa dello studente – non avendo motorino o macchina mi tocca restare vicino casa, se gli amici non mi passano a prendere: se i mezzi pubblici funzionassero sarebbe più facile vivere la città,invece di aspettare il notturno che passa ogni ora o sempre con netto ritardo».«Per combattere la crisi – conclude Gianluca – bisogna essere fantasiosi,inventarsi qualcosa,oltre alla classica spaghettata tra amici o infiltrarsi in un festino di studenti o farsi ospitare vicino l'università». Cinema e teatro,quando non sono superfattibili,rimangono un sogno o un immaginario che non c'è: «Costano troppo, invece la cultura dovrebbe essere gratuita ed accessibile a tutti». Per il cinema, una via d’uscita c’è: si va sempre di mercoledì. A tariffa ridotta, ovviamente,perchè il gratuito è ancora un sogno. Se poi consideriamo i migliaia di studenti fuori-sede,e i pochissimi posti alloggi messi a disposizione dalla Regione,le 4-5-6 case di proprietà del residente-palazzinaro di Roma che affitta agli studenti-precari appartamenti da 2000 euro mensili a decine di km dall'Università o dal posto di lavoro, la vita diviene impossibile da gestire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CASA-REDDITO-WELFARE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LIBERI DAL CONTROLLO E LIBERTA' DI MOVIMENTO&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3598080655887132344?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3598080655887132344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/inchiesta-se-pagare-400-euro-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3598080655887132344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3598080655887132344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/06/inchiesta-se-pagare-400-euro-e.html' title='Inchiesta: Se pagare 400 euro è una consuetudine'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8563144060293398324</id><published>2009-05-28T07:22:00.000-07:00</published><updated>2009-05-29T04:38:02.756-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stranieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stereotipi'/><title type='text'>STUDENTI CLANDESTINI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sh_Hd_D5oCI/AAAAAAAAAFU/96byISfH9sk/s1600-h/y1pbD1w0d21QLtek4liXyiLUOTaxINSKDXKN4iUmvbwdNNvZdIWj4gW3R8jgwlDztm2AdYI42dd1Po.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341207001042624546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sh_Hd_D5oCI/AAAAAAAAAFU/96byISfH9sk/s320/y1pbD1w0d21QLtek4liXyiLUOTaxINSKDXKN4iUmvbwdNNvZdIWj4gW3R8jgwlDztm2AdYI42dd1Po.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; a cura di Wafa Ahmed Said (Lab Autoriforma Adisu della Residenza universitaria di Tor Bella Monaca) e Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendendo un articolo di Massimo Calandri,giornalista di Repubblica,raccontiamo un esempio piccolo ma molto efficace del neoRazzismo di matrice italiana:&lt;br /&gt;-Un giorno è entrata in aula la preside, ha preso un gessetto e si è messa a scrivere sulla lavagna un elenco di alunni.Ha fatto lo stesso in tutte le classi e nelle tre scuole del plesso, e quando non tracciava la sua lista era perché pronunciava ad alta voce i nomi degli studenti.Nomi di origine straniera. Nomi di presunti, futuri clandestini. Di prossimi fuorilegge.Nomi di ragazzi che nel corso dell’anno scolastico avrebbero compiuto il diciottesimo anno di età, e che non avevano chiarito la loro posizione ai sensi del futuro permesso di soggiorno.Perché in Italia si può diventare degli irregolari per quello che si è, non per quello che si fa: basta raggiungere la maggiore età e avere dei genitori privi di permesso, o peggio ancora residenti in una casa troppo piccola, o titolari di un reddito considerato insufficiente.Prudente e precisa, la preside – Rosanna Cipollina – ha redatto una sconcertante lista degli studenti «a rischio». E in qualche modo l’ha resa pubblica.Si è giustificata sostenendo di aver scritto quei nomi sulla lavagna perché temeva altrimenti di sbagliarne la pronuncia, e che quello era semplicemente un invito a presentare al più presto i relativi documenti in segreteria.Cosa che gli studenti hanno fatto puntualmente nei giorni successivi, ribadendo la loro «regolare» presenza sul territorio italiano.E’ successo nell’istituto professionale per il commercio Casaregis, a Sampierdarena, nelle altre due strutture scolastiche accorpate, l’istituto tecnico industriale Galilei e l’Einaudi.Diversi insegnanti hanno sottoscritto indignati una lettera, trasmessa al provveditore agli studi e alla stessa preside.Abbiamo provato a contattarla, ma non c’è stato nulla da fare.Ci sono purtroppo buone ragioni per credere che questa storia non finisca qui.L’inedito episodio, accaduto nei mesi scorsi, è tornato sulla bocca di molti in questi giorni in cui il Parlamento legifera sul reato di clandestinità.Lo ha ricordato anche Paolo Quatrida, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza: sono decine gli studenti di origine straniera che frequentano le superiori genovesi e compiono i diciott’anni nel corso di questo anno scolastico.Rischiano di finire tutti in una ignobile lista di proscrizione?«Un problema grave, una storia orribile», dice Quatrida. I minori extracomunitari non hanno bisogno di un permesso di soggiorno. «In genere gli istituti, quando raggiungono la maggiore età, fanno finta di niente: non vanno a verificare se gli studenti diventeranno automaticamente “regolari”. La questione diventa però inevitabile quando i ragazzi sostengono l’esame di maturità. In passato si è aggirato il problema grazie a visti temporanei.&lt;br /&gt;Qualche tempo fa,raccontammo nell'articolo "Studenti per sempre all'Adisu",di come la società italiana ,e nel piccolo contesto dello Studentato di Tor Bella Monaca,sia diventata xenofoba e disintegrata.&lt;br /&gt;A nostro avviso,partendo dalla nostra esperienza di vita in comunità studentesca,tutto parte da un cambio di mentalità,da un superamento di un provincialismo tipico italiano,delle diffidenze,del saper comunicare,del riuscire a non ghettizzarsi o rinchiudersi in se stessi,perchè il rispetto della dignita' umana è uno dei capisaldi dei grandi valori mondiali.Di qui, l'allarme per il registrarsi nel nostro paese di nuove manifestazioni preoccupanti, di esempi come la preside razzista o di Enti che considerano lo straniero come un essere insignificante, di provvedimenti disumani, della legalizzazione di partiti e associazioni chiaramente xenofobi,perchè nulla puo' giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale. E tutto ciò con un aggravente in più: la non presenza negli organi legittimati di rappresentanza di forze antirazziste capaci di proporre provvedimenti che superino le differenze razziali e umane,mentre una preside si può permettere il lusso di scrivere dei nomi di "clandestini" alla lavagna.Di questi tempi qualsiasi cosa può accadere. Essendo sicuri che il peggio deve ancora arrivare,un solo grido di rabbia può accompagnarci: vergogna sistema italiano!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NO AL G8 IMMIGRAZIONE,SI ALLA RICOSTRUZIONE SOCIALE&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8563144060293398324?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8563144060293398324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/un-piccolo-grande-esempio-di-bestie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8563144060293398324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8563144060293398324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/un-piccolo-grande-esempio-di-bestie.html' title='STUDENTI CLANDESTINI'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sh_Hd_D5oCI/AAAAAAAAAFU/96byISfH9sk/s72-c/y1pbD1w0d21QLtek4liXyiLUOTaxINSKDXKN4iUmvbwdNNvZdIWj4gW3R8jgwlDztm2AdYI42dd1Po.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-764913503041118547</id><published>2009-05-26T04:21:00.001-07:00</published><updated>2009-05-27T07:43:18.037-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>Casa dello studente,inchieste giudiziarie e non futuro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Esempi di disastri italioti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;a cura di Alessandra Raccuglia (Lab Autoriforma Adisu di P.za de Cristofaris) e Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ALLA RICERCA DELLE RESPONSABILITA'&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Passaggi della relazione della corte dei conti del marzo 2003 che metteva il dito sulla malagestione dell’edilizia universitaria all’Aquila.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi si parla di «&lt;strong&gt;opere incompiute&lt;/strong&gt;», di «&lt;strong&gt;manutenzione non attuata&lt;/strong&gt;», di «&lt;strong&gt;eccessiva frammentazione dei lavori&lt;/strong&gt;», di «&lt;strong&gt;affidamento immotivato a trattativa privata&lt;/strong&gt;» o motivato in base a una normativa «&lt;strong&gt;largamente superata dalle leggi comunitarie&lt;/strong&gt;». E soprattutto, a pagina 29, si legge che «una esatta programmazione delle esigenze dell’università dovrebbe avere come presupposto una rilevazione patrimoniale accurata, anche con riguardo al valore, allo stato e all’ubicazione degli immobili, cosa per la quale l’Università dell’Aquila resta ancora inadempiente».La tragica vicenda della Casa dello studente dell’Aquila è al centro dell’inchiesta aperta dalla procura del capoluogo. La notte del 6 aprile vi persero la vita otto studenti, ora è sotto sequestro, ma non è facile capire quali siano le responsabilità dell’ateneo. Con la svolta giudiziaria del caso Abruzzo si è già aperta la caccia ai responsabili del crollo ed è partito il gioco del cerino tra regione, università e comune. La gestione delle case albergo è affidata all’Adsu, l’azienda per il diritto allo studio regionale, ma non è chiaro quali fossero i rapporti con ateneo e comune visto che il presidente (uscente) del consiglio di amministrazione è Luca d’Innocenzo, neoassessore comunale anche con delega alla città universitaria, e che – dopo il terremoto – stanno spuntando case per gli studenti un po’ ovunque, mai utilizzate. L’ultima, il Casale Marinangeli, in grado di ospitare 35 persone e non danneggiata dal terremoto. Ma in passato si era parlato del palazzo ex-Inam, per il quale era stata avviata una trattativa con l’azienda sanitaria locale proprietaria dell’immobile. Solo pochi giorni prima della tragedia c’era chi denunciava una pesante sforbiciata ai fondi per il diritto allo studio universitario e il taglio dei posti letto a disposizione degli studenti meno abbienti.«Si passa da 7 milioni e 400mila euro dell’anno scorso ai 5 milioni previsti per quest’anno» scriveva Camillo D’Alessandro, 33 anni, capogruppo del Pd in regione, in un’interrogazione del 3 aprile 2009. Una scelta miope visto che atenei come quello dell’Aquila, con i suoi 27mila studenti (di cui la metà fuorisede), rappresentava la principale azienda della città. E qualche giorno prima 2700 studenti avevano firmato una petizione per ripristinare i fondi precedenti «che avevano consentito in questi anni l’espansione notevole di servizi alla generalità degli studenti e l’aumento considerevole dei posti letto».In realtà il rimpallo delle responsabilità di oggi è lo specchio di uno status ambiguo come quello del diritto allo studio in Italia. In teoria quando lo studente è a lezione è sotto la responsabilità dell’università, quando dorme di quella della regione. Nel terremoto del 6 aprile sono crollate anche aule universitarie, facoltà, uffici ma tutto è fortunatamente accaduto di notte. Come ammette Luciano Modica, senatore del Pd ed ex presidente della Conferenza dei rettori, «la questione del diritto allo studio in effetti non è mai stata risolta del tutto. Con la trasformazione dell’ex Opera universitaria in Adsu la competenza è passata alle regioni ma così non può continuare». Il rettore dell’Aquila, Ferdinando Di Iorio, dice di essere tranquillo sull’inchiesta della procura. Le carte raccolte dai magistrati parlano, tra una ristrutturazione e l’altra, del passaggio del “controllo” della Casa dello studente dalla regione all’università all’ente per il diritto allo studio, l’Adsu appunto, il cui responsabile tecnico, Pietro Sebastiani, architetto, non risulta ancora indagato ma dovrebbe essere presto sentito dalla procura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le uniche risposte che il sistema italiota può darci sono:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIUSTIZIA E REDDITO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-764913503041118547?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/764913503041118547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/casa-dello-studenteinchiesta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/764913503041118547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/764913503041118547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/casa-dello-studenteinchiesta.html' title='Casa dello studente,inchieste giudiziarie e non futuro'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8203888903475748863</id><published>2009-05-26T04:10:00.001-07:00</published><updated>2009-05-26T12:40:49.146-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>Il diritto allo studio è solo retorica nazionale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;TERREMOTO: SI DIMETTE D'INNOCENZO, GESTIVA LA CASA DELLO STUDENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ASCA) - L'Aquila - Si e' dimesso il presidente dell'Azienda per il diritto allo studio (Adsu) dell'Aquila, Luca D'Innocenzo. Motivando la sua scelta, D'Innocenzo ha denunciato ''la costante indifferenza della Regione Abruzzo nei confronti del diritto agli studi''. L'Adsu gestiva anche la Casa dello studente, tristemente nota perche' sotto le macerie sono rimasti otto giovani. Su quel crollo la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta, considerata centrale per appurare la verita' su eventuali responsabilita' umane.D'Innocenzo ritiene ''inaccettabile il ridicolo balletto della Regione sulla proprieta' dell'edificio. Da quella notte - aggiunge - ora e' passato un mese e mezzo, abbiamo potuto leggere dai giornali che uno studio, che giudicava con 'criticita' strutturali' lo stabile della Regione, giaceva nei cassetti della Regione stessa''. Il dimissionario presidente Adsu, critica l'approvazione del bilancio regionale che, nonostante tutto, prevede ''quella vergognosa miseria iscritta al capitolo per le Adsu abruzzesi''. ''Sono risultati vani - conclude D'Innocenzo - tutti i tentativi per un incontro tra la Regione e l'Adsu al fine di affrontare la fase di emergenza, sia per la ripresa dell'attivita' amministrativa, sia per arrivare alle indispensabili modifiche al Piano regionale di indirizzo''&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8203888903475748863?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8203888903475748863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/il-diritto-allo-studio-e-solo-retorica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8203888903475748863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8203888903475748863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/il-diritto-allo-studio-e-solo-retorica.html' title='Il diritto allo studio è solo retorica nazionale'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8332128462551661793</id><published>2009-05-21T07:52:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T16:20:46.012-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><title type='text'>LA RIVOLTA DI TORINO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di &lt;a href="http://www.uniriot.org/"&gt;http://www.uniriot.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia è davvero un paese insopportabile e questo non tanto perché a governarlo c'è una solida maggioranza razzista e neocon, una maggioranza radicata nel tessuto produttivo, imbattibile nella scena mediatica, ma soprattutto per la mediocrità della sua opposizione. Un'opposizione senza coraggio né passioni. Basta leggere i giornali di oggi, meglio la Repubblica, o leggere le dichiarazioni di Franceschini per fare questa breve considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sono esplosi gli studenti greci, al seguito dell'omicidio del povero Alexis, Ilvo Diamanti ha scritto per Repubblica analisi per nulla banali sul tratto comune della nuova generazione in lotta: dalla Francia all'Italia, dalla Grecia alla Spagna ‒ parafrasando le parole di Diamanti ‒ una generazione estranea al patto sociale alza la testa e pretende di riavere indietro il futuro che la precarietà le ha sottratto. Nelle scorse settimane, mentre in Francia venivano sequestrati i manager, Bernardo Valli ha dedicato pagine importanti all'anomalia d'oltralpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il radicalismo francese è una sorta di modello da coccolare per la sinistra italica, sempre utile per ricordare a Berlusconi che anche la destra neocon più raffinata, quella di Sarkò, è tutt'altro che al sicuro. Poi Londra e l'assedio della City: per la prima volta capita di leggere Ezio Mauro e Massimo Giannini che si spingono a giustificare la rabbia anti-banche. Certo entrambi condannano la violenza, ma ratificano la necessità di un nuovo patto sociale contro la crisi. Aggiungo infine un elemento non marginale. L'Italia è un paese in cui le sue sinistre celebrano da quasi mezzo secolo i fasti del sessantotto studentesco. Un sessantotto senza operai e senza rivoluzione, indubbiamente, educato e pieno di buona società, comunque anno straordinario e senza pari. Nel sessantotto romano spicca un'esperienza che nessun politico della sinistra italica ha mai ripudiato: Valle Giulia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto accaduto ieri a Torino non si discosta molto, nella sostanza materiale, dai fatti di quarant'anni fa, così come, seppur con molte differenze, dalle rivolte greche e francesi. Ma ripercorriamo, fuori dalle menzogne giornalistiche, gli eventi torinesi. Almeno 10.000 studenti si mettono in corteo, giunti da tutta Italia, oltre che dalle facoltà torinesi. Desiderio condiviso da tutti è quello di violare la zona rossa, per dire basta a città militarizzate e per opporsi alle riforme universitarie. Migliaia di studenti dell'Onda hanno messo da parte la paura, quella propria della solitudine, e con il coraggio intenso dell'esperienza collettiva hanno provato a camminare, nonostante la polizia in assetto antisommossa cingesse d'assedio il castello del Valentino. Scudi di plexiglass e caschi a proteggere la propria testa dai tonfa. Poi le cariche, già violente il giorno prima. Manganelli, ma soprattutto tanti lacrimogeni, quelli al Cs di genovese memoria, come Mortola. Poi la difesa, agita tutti assieme, senza alcuna separazione tra buoni e cattivi. Immediata la gestione giornalistica: no global e violenti prendono l'Onda in ostaggio. Corriere e Repubblica sostanzialmente omogenei, per la prima volta da settembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre dirlo a voce alta, in questo paese di razzisti e codardi, ieri migliaia di studenti dell'Onda hanno alzato la testa, nei confronti di chi alla contrattazione sociale ha sostituito l'autoritarismo. Dopo mesi di lotte gli studenti italiani hanno ricevuto porte chiuse e manganelli. Da che parte sta la violenza, quella vera, quella del potere cieco e sordo? Ieri a Torino c'era solo indignazione, forte e ragionevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesco Raparelli, Dottorando di ricerca in Filosofia politica&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8332128462551661793?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8332128462551661793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/la-rivolta-di-torino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8332128462551661793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8332128462551661793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/la-rivolta-di-torino.html' title='LA RIVOLTA DI TORINO'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-551697031624844584</id><published>2009-05-20T09:09:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T07:57:19.615-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><title type='text'>"Confessioni italiane"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di A. P. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Come molti miei compaesani, sono partito dall'Albania con l'intento di trovare una migliore realizzazione personale, qui in Italia anni fa. L'intenzione era quella di crescere in maniera diversa, in un paese straniero che conoscevo grazie alla televisione e alla radio. Un paese ricco, culturalmente invidiato da tutti, con una natura e paesaggi unici al mondo, con una capitale che profuma di storia ed antichità. Dalla scatola televisiva tutto ciò, incessantemente proiettato tra un biscotto Pavesini ed un piatto di pasta della Barilla, non poteva non far venire un certo appettito per la "nostra America". Va detto che non sono nè scappato di casa e ne ho divorziato dal mio paese, ma da semplice diciottenne ho deciso di "cambiare aria" ed aprirmi al paese dei sogni di tante generazioni di albanesi che fino ai primi anni Novanta, ascoltavano di nascosto il festival di Sanremo o Canzonissima, mettendo a repentaglio il proprio futuro (si poteva essere accusati di agitazione e propaganda dal regime autoritario comunista). Dopo nove anni vissuto nella nostra America, il sogno si è esaurito e la realtà confusa in cui si trova questo paese, mi impedisce di averne dei nuovi. Ho imparato tanto in questi anni, ho perfezionato il mio italiano, e sto consocendo l'Italia non più della televisione, ma semplicemente aprendo la porta di casa. Dalla tivù ho imparato a diffidare ed ultimamente anche a difendermi e dei biscotti e della pasta ne sono pieno. La più palese verità che si scopre quasi subito, è che non esiste un'unica Italia, ovvero che la differenza tra le parti del territorio sono enormi. Te ne accorgi dalla lingua parlata, dalle fisionomie, dalla cucina e anche, purtroppo, dalle diverse buste paga. Un paese diviso in unità territoriali artificiali, che qui chiamano regioni, e che negli ultimi anni la volontà politica prevalente le vorrebbe ancora più divise. Le poche occasioni di vedere il paese di Dante e di Petrarca, di Giulio Cesare e Garibaldi, veramente unito ed avvolto nello spesso velo di nazionalismo partiottico si hanno solo quando si vincono i mondiali di calcio, oppure come purtroppo accadde un mese fa in Abruzzo, nei casi di calamità naturali. Durante i mondiali però i balconi e le finestre, li vedi coperti dal tricolore e tutti cantano l'inno di Mameli. Comunque in entrambi i casi, dopo che il sipario cala, si ritorna normalmente alla divisone e alla diversità di tutti i giorni.&lt;br /&gt;Aggiornando l'agenda del gossip e degli eventi di maggiore peso nella vita del bel paese (solitamente due o tre a settimana) quelle che da straniero mi hanno fatto riflettere di più sul presente e sul futuro, sono state le polemiche e le lunghe discussioni sull'immigrazione. I timonieri della maggioranza politica italiana hanno cambiato decisamente rotta e giornali e le reti televisive danno una mano importante. L'immagine della "nostra America" stà cambiando. Addirittura nelle coste del Maghreb, alle immagini dei biscotti e della pasta sono subentrate pubblicità finanziate dal governo italiano che invitano chi le guarda a non credere più alla terra promessa e di rinunciare al lungo viaggio via mare che ti porta nel mondo delle opportunità. Chi non aveva capito il messaggio, o chi la tivù non ce l'ha e si è messo comunque sù un barcone diretto verso "Eldorado", poco tempo fà è stato rimandato indietro come un criminale. Come si sente dire in questi giorni : "La pacchia è finita!!!".&lt;br /&gt;Multiculturalismo, integrazione, globalizzazione e sicurezza, se prima erano dei vocaboli poco compresi o complicati, oggigiorno si sono svuotati di qualsiasi senso. Nel paese di Pulcinella alcuni attori rilevanti si sono stancati di ospitare ingrati rubano il lavoro agli italiani, dei comunitari ex extracomunitari che sanno solo stuprare, degli infedeli barbuti che pregano un dio integralista, degli zingari orchi, del kebab che sminuisce la pizza ecc, ecc, ecc. Il multiculturalismo tradotto in italiano contemporaneo significa differenza tra gli immigrati considerati come un gruppo omogeneo di stranieri e i terroni e i polentun considerati come un popolo omogeneo di italiani. Integrazione significa arrangiarsi privatamente per sopravvivere. Globalizzazione significa solo libera circolazione di capitali e di merci, ma mai delle persone. Sicurezza significa paura, ronde, militarizzazione dei centri urbani e per tagli ai fondi della polizia di Stato. Non sò quanto tempo rimane ancora fino ad una eventuale "notte dei cristalli".&lt;br /&gt;Così descritto, questo paese sembrerebbe pronto al collasso e al delirio collettivo, ma queste sono solo le prime avvisaglie di una tendenza xenofoba che caratterizza in generale, un'Europa in piena crisi morale ed economica. E si sa, in tempo di crisi la frustrazione popolare, incitata acneh da complessi segmenti politici e massmediatici si riversa quasi sempre sull'annello debole della società, noi, gli immigrati, considerati una minaccia alla "Compatta Nazione"e non più una risorsa (economicamente sfruttata al massimo). Per anni, noi che stavamo dalla parte orientale della cortina di ferro, siamo stati accusati di violare diritti, creare terrore, negare libertà ed impedire lo sviluppo, da parte di coloro che stando dalla parte occidentale, si professavano paladini della giustizia e padroni assoluti di una superiorità morale e democratica indiscussa.&lt;br /&gt;Dopo solo venti anni, dallo squarcio di quella cortina e con l'afflusso di masse di disperati verso i paesi virtuosi e paradisiaci, i promotori della democrazia all'occidentale si stanno adesso sconfessando da soli, giorno dopo giorno. Comunque la speranza è l'ultima a morire, ma non lo so come se la possano cavare la dignità ed il rispetto...Mi manca l'Italia che consocevo da ragazzino. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-551697031624844584?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/551697031624844584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/confessioni-italiane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/551697031624844584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/551697031624844584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/confessioni-italiane.html' title='&quot;Confessioni italiane&quot;'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3514235778044450002</id><published>2009-05-20T05:24:00.000-07:00</published><updated>2009-05-20T09:09:34.498-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='g8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='repubblica'/><title type='text'>19 maggio 2009 - 10.000 studenti dell'Onda contro il G8 university summit di Torino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;"il desiderio é l'essenza dell'uomo" B.Spinoza&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cronaca della giornata a cura di La Repubblica di Torino&lt;br /&gt;&lt;a href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/la-cronaca/1636462/2"&gt;http://torino.repubblica.it/dettaglio/la-cronaca/1636462/2&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337884470997134914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/ShP5pSHbrkI/AAAAAAAAAFE/dodnLE4rk-w/s320/4192_102043558091_724028091_2687356_5583043_n.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La cronaca&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;14.53 l'esponente del pdci torinese parla de "Le ragioni della giusta protesta degli studenti"Il segretario regionale del Pdci piemontese: "Gli scontri e le intemperanze sono sempre da condannare ma questo non deve offuscare le ragioni della giusta protesta degli studenti". "Gli studenti manifestano contro coloro che vorrebbero trasformare il diritto all'istruzione per tutti in un privilegio riservato alle classi più abbienti, ad esempio privatizzando le università e trasformandole in fondazioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.42 I rettori: "Siamo aperti al dialogo con gli studenti"I rettori che hanno partecipato al G8 dell'Università, confermano la disponibilità al confronto con gli studenti. Nella conferenza stampa finale del vertice svoltasi proprio mentre fuori dal castello del Valentino stavano verificandosi gli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti, a prendere la parola è stato per primo il rettore del politecnico di Torino, Francesco Profumo, che già ieri aveva avanzato una disponibilità all'incontro. "Credo ci sia un malessere generale tra gli studenti nel quale mi riconosco -ha spiegato- per questo siamo disponibili ad avviare un confronto consapevoli che le questioni che loro pongono sono anche le nostre".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.38 Diciannove gli agenti contusi. Fonti della Questura di Torino confermano che tra gli uomini delle forze dell'ordine ci sarebbero almeno 19 tra contusi e feriti. Si tratta di due carabinieri e 17 agenti di Polizia. Ancora nessun bilancio invece da parte dei manifestanti. Confermata la notizia di due fermati nei momenti più accesi degli scontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.31 Gli studenti tornano a Palazzo Nuovo. Alle 15 ASSEMBLEA Lasciato il Castello del Valentino, gli studenti sono tornati nei pressi di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche, dove hanno terminato la manifestazione di protesta. Un rappresentante dell'Onda ha ringraziato tutti i partecipanti ed ha annunciato che alle 15 ci sarà un momento di confronto tra gli studenti. Successivamente tutti i manifestanti ritorneranno a casa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.22 "La provocazione è il G8" Così dichiara un esponente del pdci "La vera e unica provocazione è quella dell'aver organizzato il cosiddetto G8 dell'Università". La prima reazione politica arriva dal segr. reg. del pdci. "Gli scontri e le intemperanze - afferma - sono sempre da condannare ma tutto questo non può e non deve offuscare le ragioni della giusta protesta degli studenti nei confronti di coloro che vorrebbero trasformare il diritto all'istruzione per tutti in un privilegio riservato alle classi più abbienti, ad esempio privatizzando le università e trasformandole in fondazioni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.18 Al Valentino situazione tranquilla Nella zona del Castello del Valentino, sede del vertice dei rettori, la situazione è tornata alla normalità. Le forze dellordine continuano comunque a presidiare l'area che era stata chiusa al traffico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.06 Due agenti feriti Il primo bilancio degli scontri è di due agenti feriti. Non si sa ancora quanti siano i manifestanti feriti o contusi. Diverse le ambulanze che attracersano a sirene spiegate il centro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.04 Un rientro apparentemente tranquilllo Una parte consistente del corteo sta rientrando lungo via Accademia Albertina dopo aver superato corso Vittorio Emanuele II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.02 Un elicottero controlla dall'alto. Da oltre un'ora un elicottero della polizia sta controllando dall'alto la situazione al castello del Valentino. Il rombo del velivolo si sente distinatamente in tutte le strade del centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.00 Aria irrespirabile in corso Marconi In questo momento l'aria in corso Marconi è resa irrespirabile dai lacrimogeni lanciati nel corso degli incidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.58 Il corteo torna a Palazzo Nuovo Lo spezzone più consistente del corteo sta tornando verso Palazzo Nuovo e la sede della Palazzina Aldo Moro.In terra sono rimaste decine di sassi e cubetti di porfido. Alcuni cassonetti sono stati rovesciati nelle vie attorno al Valentino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.50 scatta la tregua Ci sono cassonetti rovesciati, pietre per terra, bastoni e altro materiale contundente. Molte persone hanno cercato vie di fuga attraverso le case della zona. Al momento la guerriglia sembra finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.48 Il corteo si disperde Dopo le cariche della polizia e dei carabinieri una parte del corteo si è disperso tra corso Marconi e via Nizza. Alcuni manifestanti che si erano rifugiati in alcuni palazzi sono stati inseguiti e bloccati dagli agenti. Secondo alcune voci raccolte tra i leader della manifestazione ci sarebbero tre fermati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.36 Cariche e lacrimogeni Primi incidenti al corteo degli studenti che protestano contro l'University Summit in corso nella residenza reale di corso Massimo D'Azeglio. Le forze dell'ordine hanno compiuto alcune cariche con lacrimogeni dopo che un gruppo di partecipanti allamanifestazione aveva fatto esplodere alcune bombe carta e lanciato dei fumogeni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.30 Il corteo Ad aprire la manifestazione partita da Palazzo Nuovo una coreografia con delle onde in gommapiuma. Nel mirino le banche e alcune agenzie di lavoro interinale. Lanci di uova e fumogeni contro l'agenzia Unicredit di via Pietro Micca. L'ingresso della Banca Sai di corso Vittorio è stato bloccato con delle catene. Scritte sulle vetrine dell'agenzia G.B, Job. Centinaia gli agenti che controllano la manifestazione. Alcuni ragazzi denunciano "fermi preventivi" su tram e bus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.30 I preparativi I disordini di ieri ed alcune scritte comparse nei dintorni dell'università nei giorni precedenti suscitano timori sul fatto che possano esserci all'interno del Movimento degli studenti frange più facinorose. Il Movimento è, comunque, quello dell'Onda anomala, che si è costituito nella "Rete contro il G8" insieme ad altre associazioni e che è stato, quest'autunno l'anima della protesta contro i decreti Gelmini e Tremonti&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3514235778044450002?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3514235778044450002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/19-maggio-2009-10000-studenti-dellonda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3514235778044450002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3514235778044450002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/19-maggio-2009-10000-studenti-dellonda.html' title='19 maggio 2009 - 10.000 studenti dell&apos;Onda contro il G8 university summit di Torino'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/ShP5pSHbrkI/AAAAAAAAAFE/dodnLE4rk-w/s72-c/4192_102043558091_724028091_2687356_5583043_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-156104761075025302</id><published>2009-05-16T19:24:00.000-07:00</published><updated>2009-05-17T06:34:44.228-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>Macerie e indifferenza. PostPietismo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"I giorni felici li viviamo senza accorgercene, e solo quando arrivano quelli brutti tentiamo invano di richiamarli indietro." A. Schopenhauer&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Lettera Ex Residenti Casa dello Studente via XX Settembre, L'Aquila&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All' Adsu di L'Aquila, Università degli studi dell'Aquila, Regione Abruzzo, Ministero dell' Istruzione dell'Università e della Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza della Repubblica&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo un gruppo di studenti che risiedeva nella “Casa dello Studente” di Via XX Settembre colpita dal sisma del 6 Aprile, in questi giorni tanto si è parlato inevitabilmente, di quella casa , di quelle vittime, dei possibili scandali, degli eventuali responsabili e di quant'altro, ma a più di un mese dall'evento sismico nessun interesse, invece, è stato rivolto a noi giovani studenti, sopravvissuti al crollo della struttura, che abbiamo voglia di andare avanti e di ritornare alla normalità, normalità imprigionata sotto quelle stesse macerie che non solo hanno portato via amici cari, ma che hanno anche sotterrato tutti i nostri beni necessari per poter ricominciare.E' giusto ricordavi che chi stava alla casa dello studente usufruiva di una borsa di studio, visti i bassi redditi familiari, quindi noi più di altri abbiamo bisogno in questo particolare momento, di immensa difficoltà, di aiuti concreti ed immediati (non possiamo aspettare il termine delle inchieste) per poterci liberare da quelle catene che ci tengono legati sul Caucaso della nostra vita, aggrediti da quegli avvoltoi che ogni giorno divorano frammenti del nostro fegato con l'unica differenza che noi non siamo immortali.Quello che chiediamo è di poter ripartire da subito, da quei vestiti, accessori, libri, computer portatili, che acquistati con non pochi sacrifici e andati perduti tra le macerie della casa, sono fondamentali per ritornare a "vivere" e soprattutto per riprendere i nostri studi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Le macerie hanno portato via i nostri amici, l'indifferenza rischia di portar via il nostro avvenire.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;a cura di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Giulio ex 211,Roberto ex 419,Francesca ex 219,Eugenio ex 417,Luigi ex 406,Paola ex 217,Horlando ex 202,Giada ex 311,Chiara ex 312,Cinzia ex 309, Hisham ex 409,Stefania ex 310,Ana Paola ex 310,Daniela ex 117,Catia ex 118,Giuseppe ex 212,Paolo ex 207,Elvira ex 309,Renato ex 409,Lucia ex 311,Roberta ex 307,Carmela ex 116,Nadia ex 116,Loriana ex 303, Alessandro ex 209,Anna Grazia ex 304,Cristina ex 304 e gli altri ex residenti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-156104761075025302?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/156104761075025302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/macerie-e-indifferenza-postpietismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/156104761075025302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/156104761075025302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/macerie-e-indifferenza-postpietismo.html' title='Macerie e indifferenza. PostPietismo'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-5944483893129803852</id><published>2009-05-15T12:35:00.000-07:00</published><updated>2009-05-21T08:05:32.109-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stranieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pregiudizi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stereotipi'/><title type='text'>I pregiudizi e la falsa sicurezza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di Antonella Lenoci (Lab  Autoriforma Adisu del De Lollis) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I quotidiani avvenimenti di ordinario razzismo che coinvolgono la nostra società dovrebbero indurci a riflettere sulle dinamiche che investono tali fenomeno e sull'indifferenza che lo accompagna, “come se la qualità di uomo annullasse quella di persona”.Tutto il mondo vive situazioni di disagio, a distanza di secoli non si è mai raggiunta una reale situazione di pari opportunità fra bianchi e neri in America, o una reale uscita dall’apartheid in Sud Africa, anzi sembra che nel mondo rinascano e si ripropongono teorie razziali. In Italia permane una situazione simile, che vede la convivenza multiculturale come un sicuro e certo pericolo, come un inquinamento di quella che è la nostra identità. Oggi assistiamo ad escamotage retoriche che professano un razzismo più "democratico" o che almeno cosi vuol dar l’impressione d'essere (non ho nulla contro gli stranieri ma…). Affermazioni che cercano una continua giustificazione a comportamenti spesso sbagliati, frutto di stereotipi e di pregiudizi verso questa gente, colpevole di avere un colore di pelle differente rispetto a quello della tradizione italiana o tragicamente colpevoli di non essere nati nel suolo del Bel Paese. Oggi sembra che grazie agli immigrati si riscoprano le tradizioni italiane, sembra che grazie a loro assistiamo al riaccendersi della fiammella del nazionalismo. Strano pensare come questo nazionalismo sia ri-nato, proprio in coloro che hanno da sempre cercato e voluto un decentramento dello Stato, coloro che hanno sempre deriso e beffeggiato una bandiera, una costituzione ed anche un inno, eppure sono loro ora che si ergono a protettori della patria, salvandoci da una sicura invasione e sono sempre loro che hanno a cuore la nostra sicurezza, compresa la sicurezza del Sud, che hanno il dovere morale di proteggere dall’invasione straniera. Stranieri che vogliono imporre le loro regole, le loro tradizioni ed i loro costumi. Ritorna il tema della lotta contro l’altro, contro l’estraneo, oggi si parla di xenofobia, di eterofobia, di etnocentrismo, e di razzismo tutti termini tesi ad indicare questa avversione contro l’altro, diverso da noi, un altro in contrapposizione ad un noi. Queste sono categorie contrapposte, che esistono in quanto tali, un noi esiste in quanto non è un altro, termini contrapposti che si sostengono a vicenda. La paura del declino della nostra cultura, delle nostre tradizioni, magari anche della nostra intelligenza, ci riporta indietro ad avvenimenti accaduti negli anni Venti. Esattamente al colossale progetto che fu Army Mental Test, effettuato durante la prima guerra mondiale, nel quale si applicarono a tappeto reattivi mentali alle reclute, di ogni provenienza geografica e di ogni classe sociale, i ricercatori ritennero di poter dimostrare che il livello medio di intelligenza del popolo degli Stati Uniti d’ America era in netto calo a causa della presenza degli immigrati e della gente di colore, i quali sempre secondo l’esperimento avevano un livello intellettivo molto più basso. Nonostante gli stessi ricercatori, confermarono successivamente quanto questo test fosse stato viziato, e quanto i dati erano inattendibili, le autorità americane lo sfruttarono come strumento sul quale basare la propria politica, in materia di immigrazione. Molte le restrizioni, scaturite dai “risultati”di questo esperimento, in materia d’immigrazione, vi furono ostacoli assai maggiori per i matrimoni misti, e in alcuni casi si arrivò anche ad una sterilizzazione di determinate persone, considerati meno intelligenti di tutti, in modo tale da cercare di limitare il contagio della razza americana, cercando di tenere lontano il più possibile, la prospettiva del crogiuolo degli Stati Uniti d’America. L’atteggiamento della popolazione, non è poi tanto distante da questi comportamenti avvenuti quasi un secolo fa, e l’immigrato viene visto con occhio ancor più sospetto, quando ci si rende conto che fa parte di una comunità. L’immigrato diviene consapevole di appartenere ad un gruppo, di una stessa unità sociale, ciò implica la presa d’atto di occupare un posto ben preciso in un determinato gruppo. I vari membri di un gruppo, si sentono tali quando condividono una qualche forma d’identità comune, che li porta a distinguersi da altri gruppi. Teorizzatore di ciò è Tajfel, secondo il quale l’identità sociale è quella parte della concezione del Sé, che scaturisce dalla consapevolezza di condividere con gli altri membri l’appartenenza ad un gruppo sociale specifico. Per Mead, padre fondatore della psicologia sociale, anche il Sé nasce da un’interazione sociale, vista come un continuo processo di scambi e negoziazioni di significati, dell’agire reciproco tra attori sociali. Mead scrive che “il comportamento di un individuo può essere compreso solo nei termini del comportamento dell’intero gruppo sociale di cui egli fa parte, dal momento che i suoi atti individuali sono connessi ad atti più vasti, di carattere sociale, che lo oltrepassano e che implicano gli altri membri del gruppo”. Questo gruppo e la sua consistenza costituiscono nel nostro immaginario, un pericolo, il che ci induce ad assumere comportamenti basati su costruzioni sociali, situate in un determinato periodo storico ed in una precisa comunità. Questi atteggiamenti cambiano anche a seconda del periodo, e a seconda di chi ha commesso più crimini in un determinato lasso di tempo, o per lo meno di quello che viene trasmesso a noi, attraverso il processo di selezione delle notizie, che segue criteri ben lontani dall’etica. Il sensazionalismo dei fatti di cronaca che hanno per protagonisti negativi, persone appartenenti a determinate nazionalità è una variabile determinante nella costruzione di atteggiamenti e di stereotipi. Gli stereotipi sono generalizzazioni cognitive, in base alle quali vengono attribuite caratteristiche identiche a tutti i membri del gruppo, senza tener conto delle loro molteplici ed infinite differenze interne. È una visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. La fobia per una cultura diversa dalla propria, e l’intrinseca propria superiorità, ci impediscono di comprendere come la crescita della civiltà non sarebbe stata possibile se l’ uomo non avesse apprezzato e assimilato pratiche diverse dalla propria. Se da un lato lo straniero è visto con diffidenza, dall’altro affascina l’immaginario. Da sempre lo straniero è oggetto di studio, Simmel prende come oggetto della sua speculazione lo “straniero”, ossia colui che arriva in un luogo estraneo e ci vuole restare ed assimila i tratti tipici della società di accoglienza, ma lo condiziona il non fare parte della nuova società fin dall’inizio. È questa la motivazione che Simmel appone al rimane “sospeso a metà”, dello straniero, fra il vicino ed il lontano, in bilico fra l’appartenere ed il non appartenere. Allo stereotipo si aggiunge il pregiudizio, che non è solo un giudizio dato a priori, ma è un condizionamento che offusca il vedere realmente. Gli immigrati che vivono nel nostro paese, fanno i conti tutti i giorni con stereotipi, con pregiudizi e con il potere distruttivo che i media possono avere sulla loro percezione da parte degli autoctoni. I media che molto spesso non fanno altro che contribuire a costruire quell’immagine negativa e deviante che già l’animo umano produce in chi ha paura di essere derubato della propria identità, ancora una volta la paura. Ma la costruzione della paura, vedi la campagna elettorale o il pachetto sicurezza o i militari armati nelle nostre città, può innebbiare le menti anche di noi giovani? Con l'approvazione del pacchetto sicurezza, abbiamo perso la nostra dignità... non identità, il che è peggio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-5944483893129803852?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/5944483893129803852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/i-pregiudizi-e-la-falsa-sicurezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5944483893129803852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5944483893129803852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/i-pregiudizi-e-la-falsa-sicurezza.html' title='I pregiudizi e la falsa sicurezza'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-6463804673003098776</id><published>2009-05-15T09:19:00.000-07:00</published><updated>2009-05-15T09:56:48.324-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>Contro regionalizzazione e privatizzazione, reddito per tutti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sg2cEF3USJI/AAAAAAAAAE8/UkjVRtYq9O4/s1600-h/416480523_d9623586bd.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336092727611508882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 206px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sg2cEF3USJI/AAAAAAAAAE8/UkjVRtYq9O4/s320/416480523_d9623586bd.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;a cura di Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 14 maggio 2009 dalla sala stampa della &lt;a href="http://www.regione.lazio.it/web2/main/sala_stampa/news_dettaglio.php?id=3653"&gt;Regione Lazio viene lanciato un comunicato&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;dove l'attuale Assessore regionale al diritto allo studio Silvia Costa, nell'inaugurazione in via Mario Angeloni dell'ennesima ridicola residenza universitaria nei pressi della zona di tor vergata, annuncia la fine della gestione commissariale dell'Agenzia del diritto allo studio universitario nella Regione Lazio e l'ingresso in essa del Consorzio Pegaso. Tale Consorzio ha rappresentato una novità assoluta nella storia delle Adisu, le aziende per il diritto allo studio universitario. Si occupa di alcuni servizi agli studenti universitari, in particolare quelli relativi alle residenze e in generale alla questione abitativa e logistica, come monitorare ad esempio la residenza universitaria crollata nel terremoto in Abruzzo di qualche settimana fa a L'Aquila. Nasceva con lo scopo di migliorare la condizione abitativa studentesca, automaticamente risolvere i subaffitti interni, migliorare le condizioni delle Residenze con lo scopo di introdurre una maggiore razionalizzazione dell’intervento regionale in materia di diritto allo studio. Come premio, come annuncia l'Assessore,diviene parte integrante dell'Agenzia del Diritto allo Studio universitario.&lt;br /&gt;Mentre gli affitti in nero che pagano gli studenti sono solo nelle zona adiacente l'Università La Sapienza pari al 70%, l'Assessore compie la sua ennesima mossa elettoralistica,di risalto mediatico,che non risolve i problemi degli Studentati, dei Studenti, dei Giovani, dei Precari, dei Lavoratori delle pulizie, ma garantisce nuovi posti di lavoro per i manager stessi, con la nomina di un Presidente Adisu, e di altri 5 Presidenti delle Adisu Territoriali ed il proseguimento della lottizzazione politica.&lt;br /&gt;E così, mentre al centinaio di studenti dell'Abruzzo ospitati nelle residenze universitarie romane i dirigenti Adisu, dopo il pietismo, ribadiscono la non presenza di fondi finanziari destinati ai loro bisogni e che possono usufruire gratuitamente solo di pasti e momentaneamente del posto alloggio, vengono inaugurate inutili Residenze, di cui non si conosconi i destinatari, e ribadito il potere della Regione e dei Privati nella gestione dei fondi destinati agli Studenti.&lt;br /&gt;La Costruzioni di Posti alloggi lontani anni luce dagli spazi culturali e sociali, come nel caso della Residenza universitaria in via dell'Archeologia a Tor Bella Monaca è la risposta di miglioramento della vita qualitativa degli Studenti, luoghi dove invece servirebbero più interventi di riqualificazione e miglioramento dei servizi destinati ai cittadini, e creazione di spazi sociali e di politiche di intervento sui minori.&lt;br /&gt;La casa è mia, non ci puoi speculare, cara inutilità di nome Adisu.&lt;br /&gt;Chiediamo Reddito, una casa, non le vostre ridicole residenze o infami borse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reddito e Libertà&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-6463804673003098776?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/6463804673003098776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/contro-statalizzazione-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/6463804673003098776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/6463804673003098776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/contro-statalizzazione-e.html' title='Contro regionalizzazione e privatizzazione, reddito per tutti'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/Sg2cEF3USJI/AAAAAAAAAE8/UkjVRtYq9O4/s72-c/416480523_d9623586bd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-1943862349351610634</id><published>2009-05-14T02:49:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T04:48:00.802-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sapienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hobsbawn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><title type='text'>Il socialismo ha fallito,il capitalismo è in bancarotta. Cosa succederà adesso? (Micromega - 8 maggio 2009)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;di Eric Hobsbawn,storico e accademico britannico. E' presidente del Birbeck College dell'Università di Londra, e autore di numerose opere di storia contemporanea, la prima delle quali è stata Primitive Rebels: studies in archaic forms of social movement in the 19th and 20th centuries (1962). E, tra le altre,The Age of Revolution: Europe 1789-1848, The Age of Capital: 1848-1875, The age of extremes 1914-1991, etc. La sua pubblicazione più recente è On Empire: America, War, and Global Supremacy (2008).&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Qualunque logotipo ideologico adottiamo, lo spostamento dal mercato libero all'azione pubblica dovrà essere molto maggiore di quanto i politici immaginano.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il XX secolo è già alle nostre spalle, ma non abbiamo ancora imparato a vivere nel XXI, o almeno a pensarlo in modo appropriato. Non dovrebbe essere così difficile come sembra, dato che l'idea fondamentale che ha dominato l'economia e la politica nel secolo scorso è scomparsa, chiaramente, nel tubo di scarico della storia. Avevamo un modo di pensare le moderne economie industriali -in realtà tutte le economie-, in termini di due opposti che si escludevano reciprocamente: capitalismo o socialismo.Abbiamo vissuto due tentativi pratici di realizzare entrambi i sistemi nella loro forma pura: da un lato le economie a pianificazione statale, centralizzate, di tipo sovietico; dall'altro l'economia capitalista a mercato libero esente da qualsiasi restrizione e controllo. Le prime sono crollate negli anni '80, e con loro i sistemi politici comunisti europei; la seconda si sta decomponendo davanti ai nostri occhi nella più grande crisi del capitalismo globale dagli anni '30 ad oggi. Per certi versi è una crisi più profonda di quella, nella misura in cui la globalizzazione dell'economia non era a quei tempi così sviluppata come oggi e la crisi non colpì l'economia pianificata dell'Unione Sovietica. Ancora non conosciamo la gravità e la durata della crisi attuale, ma non c'è dubbio che vada a segnare la fine di quel tipo di capitalismo a mercato libero che si è imposto nel mondo e nei suoi governi nell'epoca iniziata con Margaret Thatcher e Ronald Reagan.L'impotenza, quindi, minaccia sia coloro che credono in un capitalismo di mercato, puro e destatalizzato, una specie di anarchismo borghese; sia coloro che credono in un socialismo pianificato incontaminato dalla ricerca del profitto. Entrambi sono in bancarotta. Il futuro, come il presente e il passato, appartiene alle economie miste dove il pubblico e il privato siano reciprocamente vincolati in un modo o nell'altro. Ma come? Questo è il primo problema che si pone oggi a noi tutti, e in particolare a quelli di sinistra.Nessuno pensa seriamente di ritornare ai sistemi socialisti di tipo sovietico, non solo per le loro carenze politiche ma anche per la crescente indolenza e inefficienza delle loro economie, anche se questo non deve portarci a sottovalutare le loro impressionanti conquiste sociali ed educative. D'altro canto, finché il mercato libero globale non è esploso l'anno scorso, anche i partiti socialdemocratici e moderati di sinistra dei Paesi del capitalismo del Nord e dell'Australasia si erano impegnati sempre di più nel successo del capitalismo a mercato libero. Effettivamente, dal momento del crollo dell'URSS ad oggi non ricordo nessun partito o leader che denunciasse il capitalismo come una cosa inaccettabile. E nessuno era così legato alle sue sorti come il New Labour, il nuovo laburismo britannico. Nella sua politica economica, tanto Tony Blair che Gordon Brown (e questo fino all'ottobre del 2008) potevano essere definiti senza alcuna esagerazione come dei Thatcher in pantaloni. E lo stesso vale per il Partito Democratico degli Stati Uniti.L'idea fondamentale del nuovo Labour, a partire dal 1950, era che il socialismo non fosse necessario, e che si poteva aver fiducia che il sistema capitalista facesse fiorire e generare più ricchezza di qualsiasi altro sistema. I socialisti non dovevano fare altro che garantire una distribuzione egualitaria. Ma a partire dal 1970 la crescita accelerata della globalizzazione creò sempre più difficoltà e sgretolò fatalmente la base tradizionale del Partito Laburista britannico, e per la verità alle politiche di aiuto e sostegno di qualsiasi partito socialdemocratico. Molte persone, negli anni ‘80, pensarono che se la nave del laburismo non voleva colare a picco, cosa che era una possibilità reale, dovesse mettersi al passo con i tempi.Ma non fu così. Sotto l'impatto di quello che vedeva come la rivitalizzazione economica thatcherista, il New Labour, a partire dal 1997, si bevve tutta l'ideologia, o piuttosto la teologia, del fondamentalismo del mercato libero globale. Il Regno Unito deregolamentò i suoi mercati, vendette le sue industrie al miglior offerente, smise di fabbricare beni per l'esportazione (a differenza di Germania, Francia e Svizzera) e puntò tutto sulla sua trasformazione in centro mondiale dei servizi finanziari, e di conseguenza in paradiso dei riciclatori multimilionari di denaro. Così l'impatto attuale della crisi mondiale sulla sterlina e l'economia britannica sarà probabilmente più catastrofico di quello su ogni altra economia occidentale e questo renderà la guarigione più difficile.E' possibile affermare che ormai tutto questo è acqua passata. Che siamo liberi di tornare all'economia mista e che la vecchia scatola degli attrezzi laburista è qui a nostra disposizione -compresa la nazionalizzazione-, così che non dobbiamo far altro che utilizzare di nuovo questi attrezzi che il New Labour non avrebbe mai dovuto smettere di usare. Comunque questa idea fa pensare che sappiamo come usare questi attrezzi. Non è così.Da un lato non sappiamo come superare l'attuale crisi. Non c'è nessuno, né i governi, né le banche centrali, né le istituzioni finanziarie mondiali, che lo sappia: tutti questi sono come un cieco che cercasse di uscire da un labirinto dando colpi alle pareti con bastoni di ogni tipo nella speranza di trovare la via d'uscita.Dall'altro lato sottovalutiamo il persistente grado di dipendenza dei governi e dei responsabili delle politiche dai dogmi del libero mercato, che tanto piacere gli hanno regalato per decenni. Si sono forse liberati del principio fondamentale per cui l'impresa privata orientata al profitto è sempre il mezzo migliore e più efficace di fare le cose? O che l'organizzazione e la contabilità imprenditoriali dovrebbero essere i modelli anche per la funzione pubblica, l'educazione e la ricerca? O che il crescente abisso tra i multimilionari e il resto della gente non sia tanto importante, dopotutto, sempre che tutti gli altri -eccetto una minoranza di poveri- stiano un po' meglio? O che quello di cui ha bisogno un Paese, in qualsiasi caso, è il massimo di crescita economica e di competitività commerciale? Non credo che abbiano superato tutto questo.Comunque una politica progressista richiede qualcosa in più di una rottura più netta con i principi economici e morali degli ultimi 30 anni. Richiede un ritorno alla convinzione che la crescita economica e l'abbondanza che comporta siano un mezzo, non un fine. Il fine sono gli effetti che ha sulle vite, le possibilità vitali e le aspettative delle persone.Prendiamo il caso di Londra. E' evidente che a tutti noi importa che l'economia di Londra fiorisca. Ma la prova del fuoco dell'enorme ricchezza generata in qualche parte della capitale non è il fatto di aver contribuito al 20 o 30% del PIL britannico, ma come questo ha influito sulle vite dei milioni di persone che vivono e lavorano lì. A che tipo di vita hanno diritto? Possono permettersi di vivere lì? Se non possono, non è per niente una compensazione il fatto che Londra sia un paradiso dei super-ricchi. Possono ottenere posti di lavoro pagati decentemente, o nella realtà un lavoro qualsiasi? Se non possono, a che serve tutto questo affannarsi per avere ristoranti da tre stelle Michelin, con chef diventati essi stessi stelle. Possono mandare i loro figli a scuola? La mancanza di scuole adeguate non si compensa con il fatto che le Università di Londra possano allestire una squadra di calcio fatta di vincitori di premi Nobel.La prova di una politica progressista non è privata ma pubblica, non solo importa l'aumento del reddito e del consumo dei privati ma l'ampliamento delle opportunità e, come le chiama Amartya Sen, delle capabilities -capacità- di tutti per mezzo dell'azione collettiva. Ma questo significa -deve significare- iniziativa pubblica senza fini di profitto, neanche se fosse solo per redistribuire l'accumulazione privata. Decisioni pubbliche dirette a conseguire un miglioramento sociale collettivo dal quale tutti ne guadagnerebbero. Questa è la base di una politica progressista, non la massimizzazione della crescita economica e del reddito personale.In nessun ambito questo sarà più importante che nella lotta contro il problema più grande che ci troviamo ad affrontare in questo secolo: la crisi dell'ambiente. Qualsiasi logotipo ideologico adottiamo, ciò significherà uno spostamento di grandi dimensioni dal libero mercato all'azione pubblica, un cambiamento più grande di quello proposto dal governo britannico.E, tenuto conto della gravità della crisi economica, dovrebbe essere uno spostamento rapido. Il tempo non è dalla nostra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-socialismo-ha-fallito-il-capitalismo-e-in-bancarotta-cosa-succedera-adesso/"&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-socialismo-ha-fallito-il-capitalismo-e-in-bancarotta-cosa-succedera-adesso/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-1943862349351610634?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/1943862349351610634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/il-socialismo-ha-fallitoil-capitalismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1943862349351610634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1943862349351610634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/il-socialismo-ha-fallitoil-capitalismo.html' title='Il socialismo ha fallito,il capitalismo è in bancarotta. Cosa succederà adesso? (Micromega - 8 maggio 2009)'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-1250029654991679848</id><published>2009-05-13T16:14:00.001-07:00</published><updated>2009-05-15T09:48:27.900-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clandestini'/><title type='text'>I “barconi” e le persone prese a calci</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di Antonella Lenoci (Lab Autoriforma Adisu del De Lollis)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrittore Saviano, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/immigrati-7/saviano-coraggio/saviano-coraggio.html"&gt;sceglie le pagine di “Repubblica”&lt;/a&gt; per esprimere la sua posizione nei confronti degli ultimi provvedimenti attuati dal Governo, nei confronti dei migranti che riempiono i barconi della disperazione. Cos'è il Diritto d'Asilo? Domanda a cui forse solo poche persone sanno rispondere, tanto meno la classe politica che ci rappresenta. Ha una storia lunga il diritto d'asilo, già nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nell'art. 14, prevedeva la tutela della persona perseguitata. Lo status di rifugiato è stato nuovamente sancito dalla Convenzione di Ginevra, art.1, del 1954. Ma tutto questo diritto internazionale, alla nostra classe politica sembra non interessare. Un richiedente asilo, ha il diritto di permanere sul territorio italiano nel frattempo che la sua pratica venga esaminata da un'apposita commissione. Il nostro Paese si è impegnato a garantir loro i livelli minimi di sussistenza. Ma nella vita mi è capitato più volte di incontrare richiedenti asilo...lasciati in balia del destino, o meglio lasciati nelle mani delle organizzazioni criminali. E se su quei barconi rispediti a calci indietro, ci fosse una sola persona che scappa perché in pericolo?&lt;br /&gt;Riportati in Libia, ancora più in pericolo! Ma ciò che più lascia senza parole, è l'indifferenza dell'opinione pubblica italiana. I minori non si possono respingere? Egr. Min. Maroni, lei mi può dire se quei barconi c'era qualche minore?&lt;br /&gt;Il fantoccio che ci sta governando, è diretto e comandato da un “partito” ancor più esilarante, che fonda le proprie radici su un Dio Padano, su un razzismo intrinseco, su un populismo demagogicamente balordo. Un'intera campagna elettorale, dal paesino alla metropoli, fondata sul tema sicurezza, ma quale sicurezza può dare tutto questo squallore?&lt;br /&gt;Abbiamo violato le norme internazionali sul diritto dei rifugiati, la Libia non riconosce il diritto d'asilo, come l'Italia d'altronde...visti i respingimenti.&lt;br /&gt;L'insicurezza è rappresentata da questa classe politica, è rappresentata dalla mafia, dagli 'ndraghettisti che siedono alle poltrone del comando.&lt;br /&gt;Se una persona in Italia, non è libera di aprire una stupida bancarella in un mercato qualunque, senza non dover passare “dai padroni”, uno straniero può mai delinquere nello spaccio di droga, nello sfruttamento della prostituzione ed in altro ancora, senza l'aiuto dei “signori bene”?&lt;br /&gt;E se mi fermo e penso che un ragazzino, si trova in un campo in Libia e rischia chissà cosa, per colpa della classe politica che mi rappresenta, mi vieni la pelle d'oca.&lt;br /&gt;Maroni, con il fido Calderoli, responsabile della morte di persone per magliette che io non dimentico, siete sicuri di poter dormire bene?&lt;br /&gt;E noi universitari? Indifferenti?&lt;br /&gt;Saviano scrive: “ Le due più importanti rivolte spontanee contro le mafie, in Italia, non sono partite da italiani ma da africani. In dieci anni è successo soltanto due volte che vi fossero, sull'onda dello sdegno e della fine della sopportazione, manifestazioni di piazza non organizzate da associazioni, sindacati, senza pullman e partiti ”.&lt;br /&gt;Quanta criminalità porta chi non teme e alza la testa contro le mafie...&lt;br /&gt;Chiedo scusa io, per chi mi governa...non san quel che fanno... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-1250029654991679848?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/1250029654991679848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/i-barconi-e-le-persone-prese-calci.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1250029654991679848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1250029654991679848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/i-barconi-e-le-persone-prese-calci.html' title='I “barconi” e le persone prese a calci'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-341330554309741744</id><published>2009-05-13T03:34:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T08:47:28.653-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sapienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><title type='text'>ASSEMBLEA PUBBLICA 14 maggio ore 15 a Lettere vs G8 Università</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;no support, there may overwhelm&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VERSO IL G8 DELL'UNIVERSITA'&lt;br /&gt;TORINO 17-19 MAGGIO ( manifestazione nazionale Torino martedi 19 maggio ore 11 )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ASSEMBLEA PUBBLICA DELLA SAPIENZA IN ONDA&lt;/strong&gt; ,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;ATRIO DELLA FACOLTA' DI LETTERE GIOVEDI 14 ORE 15&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono invitati a partecipare studenti, ricercatori precari, studenti medi, reti sociali contro il G8, sindacati di base e movimenti di lotta per il diritto all'abitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MANKd62J0TY&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MANKd62J0TY&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Info partenze per Torino: Il prezzo del biglietto dei pullman è di 10 euro andata e ritorno grazie all’autofinanziamento della notte bianca autogestita della Sapienza _in Onda&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per acquistate i biglietti in prevendita, tutti i giorni nelle aule autogestite di fisica, lettere, scienze politiche, farmacia, economia, igiene o presso la libreria zafari ( di fronte al bar marani, san lorenzo, via dei volsci). &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;partenza LUNEDI’ 18 maggio alle ore 21&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;da PIAZZALE ALDO MORO (di fronte l’università La Sapienza )&lt;br /&gt;334 1670018 \ 392 7848229&lt;/div&gt;&lt;a href="http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content%26view=article%26id=385:sapienza-in-onda-contro-il-g8-di-torino%26catid=85:comunicati%26Itemid=279" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-341330554309741744?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/341330554309741744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/assemblea-pubblica-14-maggio-ore-15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/341330554309741744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/341330554309741744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/assemblea-pubblica-14-maggio-ore-15.html' title='ASSEMBLEA PUBBLICA 14 maggio ore 15 a Lettere vs G8 Università'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8582210055884312778</id><published>2009-05-12T05:54:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:37:49.424-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>La Fine del Pietismo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di Alessandra Raccuglia (Lab Autoriforma Adisu di p.zza de Cristofaris) e Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/70tA8WBpxX8&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/70tA8WBpxX8&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Continuano le perizie sulle macerie poste sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica al fine di valutare se ci sono state responsabilità per il crollo delle case, la notte del 6 aprile. Responsabilità non ricollegabili alla violenza del sisma ma ad "errori umani" nella realizzazione dei fabbricati. «Stiamo andando molto bene e tra un po' manderemo il materiale necessario ai laboratori per il controllo del cemento – ha detto il procuratore capo della Rapubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini - in tempi ragionevolmente vicini a quelli della normativa potremmo fare già gli interrogatori e poi tutto il resto». Il procuratore ha sottolineato che «abbiamo la ricostruzione documentale di tutti gli stabili in cui abbiamo fatto i controlli. Centoquaranta, in tutto, gli stabili sequestrati. Noi abbiamo recuperato e stiamo recuperando tutte le carte di identità con gli autori delle opere e le utilizzeremo per i processi». Da ieri mattina gli uomini della squadra mobile sono impegnati in nuovi sopralluoghi di edifici pubblici e privati nel centro storico della città. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La questione che più solleva risentimento e rabbia riguarda la Casa dello studente dove hanno perso la vita numerosi studenti. &lt;strong&gt;Il comitato vittime Casa dello Studente si dichiara «rammaricato per il silenzio fino ad ora tenuto dalle autorità abruzzesi (Rettore Università, Sindaco L'Aquila, Presidente Provincia l'Aquila, Prefetto, Presidente Adsu , Presidente Regione Abruzzo) in relazione agli avvenimenti post terremoto».&lt;/strong&gt; In una nota il Comitato dice che «A tutt'oggi i familiari degli studenti deceduti nel crollo della palazzina di via XX Settembre 46, non hanno ricevuto alcun messaggio di solidarietà per il lutto che hanno subito. Un silenzio inconcepibile ed incomprensibile ad oltre un mese dal sisma».&lt;br /&gt;Come Lab ci chiediamo: è questo il vostro diritto allo studio? La società italiana è strutturata per creare pietismo? Questo è il risultato di anni e anni di scempi? Ma qualcuno ci sa dire se in questo Paese esistono le Responsabilità?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiediamo giustizia!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Adisu Libera &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8582210055884312778?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8582210055884312778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/la-fine-del-pietismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8582210055884312778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8582210055884312778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/la-fine-del-pietismo.html' title='La Fine del Pietismo'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-3131708059386558583</id><published>2009-05-12T05:28:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T05:20:52.200-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sapienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><title type='text'>UNA CASA PER ANDARE IN GIRO PER IL MONDO</title><content type='html'>FOTO (a cura di uniriot) DELL'OCCUPAZIONE DI UN HOTEL IN DESUSO,ESEMPIO DI SPECULAZIONE EDILIZIA&lt;br /&gt;&lt;a href="http://mailstore.rossoalice.alice.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content%26view=article%26id=482%26Itemid=322" target="_blank"&gt;C.Re.W. in Onda vuole una casa&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-3131708059386558583?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/3131708059386558583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/una-casa-per-andare-in-giro-per-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3131708059386558583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/3131708059386558583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/una-casa-per-andare-in-giro-per-il.html' title='UNA CASA PER ANDARE IN GIRO PER IL MONDO'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-739982559100923563</id><published>2009-05-11T06:47:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T05:18:07.573-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sapienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crew'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><title type='text'>Riappropriazione e liberazione CREW in ONDA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SgwL8qWnzMI/AAAAAAAAAE0/30R2n0J90E0/s1600-h/casa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335652795316423874" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SgwL8qWnzMI/AAAAAAAAAE0/30R2n0J90E0/s320/casa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Oggi CREW in Onda irrompe per la prima volta nelle strade della metropoli&lt;/strong&gt;: CREW è un progetto che parla dei bisogni materiali di studenti e precari, un trampolino di lancio per la rivendicazione di reddito e di diritto all'abitare, CREW parte dall'università per contaminare la città. Le mobilitazioni che sin da questo autunno si sono opposte ai tagli all'università e al mondo della formazione, hanno assunto fin da subito la centralità della rivendicazione di un nuovo welfare, che si sottragga dall'unica forma di garanzia sociale che conosciamo in Italia: la famiglia!Noi, ogni giorno ci immaginiamo, insieme, nuovi diritti e nuovi desideri: quello che vogliamo è un welfare del comune, che prenda in considerazione le necessità degli studenti e delle figure produttive atipiche ed intermittenti, che più di ogni altri stanno pagando la crisi.Roma è una città divisa, tra chi vive di rendita e di speculazione edilizia da un lato, e nuove figure produttive, studenti e precari dall'altro, che continuamente ridisegnano l'economia della città. Roma è una delle città con gli affitti più cari di Europa, solo seconda a Parigi!! &lt;strong&gt;Un'intera economia della rendita che pagano direttamente gli studenti e i precari, in un disegno complessivo di segmentazione della metropoli, che viene attuata sulla base della vicinanza di alcuni quartieri alle sedi universitarie.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La Sapienza tra qualche anno darà il via al pieno decentramento dei poli universitari, investendo molti quartieri di una nuova economia, ma anche di nuove forme di sfruttamento. Un progetto che ancora una volta prevede pochissime case dello studente e a prezzi altissimi.&lt;br /&gt;Nel quadro odierno di forte crisi economica, la casa non può più essere considerata un campo di speculazione economica, ma oggi piu che mai deve essere un diritto per tutti!!!Le proposte del governo di fronte al problema delle abitazioni, degli sfratti, dell'insostenibilità dei mutui, dell'aumento dei costi della vita si sono risolti nel piano-casa, ovvero l'allargamento abusivo della casa di proprietà. Ma noi giovani, studenti e precari, che una casa di proprietà non l'avremo mai, vogliamo pagare molto meno per gli affitti, vogliamo che almeno siano adeguati agli standard europei, vogliamo uscire di casa a vent'anni per vivere, amare e anche per andare in giro per il mondo!!Oggi è una giornata anomala per la città di Roma... oggi siamo usciti dalle università per occupare questo stabile in disuso da anni. Di fronte dalle politiche del Governo e del comune di Roma, l'unica vera forma di democrazia è la riappropriazione diretta di case, cultura e diritti!!!&lt;strong&gt;C.asa, Re.ddito, W.elfare !!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Verso il G8 dell'università a Torino&lt;br /&gt;VOGLIAMO UNA CASA... PER ANDARE IN GIRO PER IL MONDO!!&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C.Re.W in Onda&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-739982559100923563?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/739982559100923563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/riappropriazione-e-liberazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/739982559100923563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/739982559100923563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/riappropriazione-e-liberazione.html' title='Riappropriazione e liberazione CREW in ONDA'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SgwL8qWnzMI/AAAAAAAAAE0/30R2n0J90E0/s72-c/casa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8643547945829697499</id><published>2009-05-09T06:04:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:41:50.578-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>L'ENI progetta/acquista l'Università aquilana promettendo una ca$a d€llo $tud€nt€</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;- AGI News - L'Aquila, 8 maggio&lt;br /&gt;E' di 20 milioni di euro l'impegno finanziario dell'Eni per la realizzazione all'Aquila di un centro di ricerca in collaborazione con l'universita'. Lo ha reso noto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, a margine della firma del protocollo d'intesa che istituisce il centro di ricerca. "Cerchiamo di fare qualche cosa che traguardi il futuro e valorizzi quello che Eni sa e puo' fare e che sia anche qualche cosa che costruisca su quanto oggi c'e' a L'Aquila guardando al futuro". Cosi' l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha spiegato il progetto per la realizzazione a L'Aquila, in due o tre anni, del centro di ricerca Eni in collaborazione con l'Ateneo abruzzese. "L'idea - ha proseguito Scaroni - e' nata da queste considerazioni. Ci siamo detti 'L'Aquila ha una universita' prestigiosa, un'universita' che e' il centro della citta' e che va consolidata e potenziata per il futuro'. "In particolare - ha detto ancora Scaroni - ha delle facolta' scientifiche che svolgono attivita' didattica e di ricerca che sono molto rilevanti per Eni e mi riferisco a Scienze, Biotecnologie e Ingegneria. I centri di ricerca attualmente presenti nell'ateneo aquilano sono danneggiati e quindi abbiamo costruito un progetto che prevede di ospitare, da subito, 50 ricercatori nei nostri due centri di ricerca di Novara e Milano, in modo che possano continuare la loro attivita'. &lt;strong&gt;Nel frattempo costruiremo a L'Aquila, intesa con l'Universita', un centro di ricerca nuovo, affiancato da una residenza per ricercatori e studenti: insomma una casa dello studente e del ricercatore che abbia almeno cento posti letto&lt;/strong&gt;. Questa struttura - ha osservato Scaroni - quando sara' pronta ricevera' i ricercatori che nel frattempo sono stati ospitati a Novara e Milano. Tutto questo - ha concluso - &lt;strong&gt;nel quadro di un'intesa tra Eni e Universita' de L'Aquila per attivita' di ricerca e quindi anche per dividere insieme i risultati nei nostri settori specifici del petrolio, delle rinnovabili e del gas&lt;/strong&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8643547945829697499?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8643547945829697499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/leni-acquista-luniversita-aquilana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8643547945829697499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8643547945829697499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/leni-acquista-luniversita-aquilana.html' title='L&apos;ENI progetta/acquista l&apos;Università aquilana promettendo una ca$a d€llo $tud€nt€'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-2000178917542033529</id><published>2009-05-02T06:24:00.001-07:00</published><updated>2009-05-13T12:42:19.057-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>L'integrazione che parte dal basso e la liberazione umana e mentale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di Carmelo R Mannarà (Lab Autoriforma Adisu del Mandrione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Abbiamo pensato ad una quota del 30% di studenti stranieri proprio perché la scuola è chiamata sempre di più ad assolvere la sua funzione di integrazione". Questa è una delle tante affermazioni inutili del Ministro della [D]Istruzione Maria Stella Gelmini.&lt;br /&gt;Ma la domanda è: come si può parlare di integrazione se vengono posti dei limiti?&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la nostra esperienza,l'integrazione parte dal basso,la vecchia burocrazia non la facilita,e solo grazie ai colleghi universitari,i coinquilini degli Studentati,gli Amici e i Fratelli,e quindi grazie a noi stessi,questo processo di cambiamento reale può andare in porto. Incentivazione di Politiche di integrazione?Fondi?Investimenti?&lt;br /&gt;Niente di tutto ciò,non è liberal-romanticismo.E' solo passione,voglia,gioia e speranza,contro un sistema xenofobo,egoista,e di passivismo militante che dimostra la società italiana.&lt;br /&gt;Da una parte noi,giovani e precari,dall'altra l'Adisu,esempio di ente statico. Senza mai dimenticare chi blocca l'accesso alla cultura,chi impone il numero chiuso,chi ha creato la formula il nessun rimborso spese,il nulla che è anch'esso a pagamento,e i tempi burocratici che ti fanno saltare una sessione di laurea e magari quella borsa di studio deprimente. La voglia di un immaginario reale,concreto,dinamico è la vera ispirazione di chi,come noi,vede i processi economico-sociali peggiorare,vedono macchinari inceppati come l'Agenzia degli studi universitari morire presto,e che rappresenta uno dei tanti ostacoli di liberazione umana. Il reddito garantito,lo scavalcamento di enti inutili,un nuovo welfare,sono e devono essere l'inizio di una nuova fase,di una nuova era,di un superamento della crisi,della fine di uno Stato Assistenzialista Breznevista che garantisce solo "accontentini","quasi favori",e blocco mentale e sociale.In poche parole,la DC degli anni '60 non esiste più,il vecchio Partito Comunista di Palmiro Togliatti non esiste più,ma la vecchia classe dirigente o chi ne ha avuto "istruzione" dalle scuole di Partito è li,ferma,presente e mai si scompone.Un ritorno ai vecchi discorsi ottocenteschi ci sembrano abbastanza blasfemi,retorici,nostalgici e poco chiari. Un superamento di tutto ciò,l'intravedere il futuro e vedere noi stessi come unica medicina alternativa di risollevamento sociale,pragmatico è "utile" per tutti,e rimangono le nostre pù grandi ispirazioni.&lt;br /&gt;Un esempio di staticità che riguarda i nostri bisogni sono i Regolamenti degli Studentati ,pure forme di standardizzazione di massa,di abuso d'ufficio e rappresenta un vero e proprio blocco di socializzazione,di involuzione di immaginari complessivi globali.&lt;br /&gt;Senza considerare le varie vicissitudini di chi una famiglia l'ha lasciata in ben altri luoghi,con la speranza che una nuova comunità collettiva possa migliorare,che l'individuo si possa soddisfare in tutto il suo essere,ripartendo con la sistemazione della propria casa,e la nostra intenzione è quella di sistemarla veramente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Casa è mia,non puoi specularci,cara inutilità di nome Adisu&lt;br /&gt;Non c'è niente da migliorare,esiste solo la Ricostruzione sociale!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reddito e libertà&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-2000178917542033529?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/2000178917542033529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/lintegrazione-che-parte-dal-basso-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/2000178917542033529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/2000178917542033529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/lintegrazione-che-parte-dal-basso-e-la.html' title='L&apos;integrazione che parte dal basso e la liberazione umana e mentale'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-5883406996123768732</id><published>2009-05-01T08:52:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:42:41.244-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>Straniero per sempre all'Adisu</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;a cura di Wafa Ahmed Said (Lab Autoriforma Adisu della Residenza di Tor Bella Monaca)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nati all'estero,sfruttati,abbandonati&lt;/strong&gt;. In tre parole esprimo tutta la mia rabbia contro un sistema che mi ha visto essere accolto in un Paese che pensavo,ahimè,mi potesse dare soddisfazioni e input che purtroppo non è riuscito a darmi.Invece sono stata sbattuta dall'Agenzia del Diritto allo studio universitario in periferia,a Tor Bella Monaca,a decine di chilometri dalla mia facoltà e spazio culturale,in una condizione di degrado sociale,di continua paura e guardato agli occhi di chi,invece di intravedere una ragazza che viene in Italia per studiare,poter lavorare e sognare,è visto come l'ultimo degli ultimi,il pericolo umano e l'araba di merda.Ma la speranza è l'ultima a morire, il riscatto sociale è ancora possibile,e la voglia di riappropriazione di studenti e precari che,a testa alta,sanno bene che questo sistema non può più reggere, e sprofonderà,insieme alla voglia di profitto e sfruttamento di chi detiene il potere economico.In generale,come dichiarato dalla Cgil-Lavoratori Stranieri (che a mio parere e dei fratelli del Laboratorio conosce ben poco la condizione dei precari-studenti stranieri senza considerare i migliaia di "clandestini" sfruttati ogni giorno),l’emigrazione da paesi extracomunitari e la mobilità dei cittadini comunitari europei sono fenomeni inarrestabili e strutturali in un mondo globalizzato, che richiedono politiche proiettate nel futuro, mirate alla gestione e non al solo contrasto. In sintesi un nuovo welfare.Nel nostro paese il lavoro immigrato risponde anche alla esigenza di compensare ” il calodemografico della popolazione in età attiva” che ogni anno è pari a 250 mila persone in meno, ealla urgenza di far fronte alle rilevanti carenze del sistema di welfare e di assistenza.Gli stranieri residenti in Italia sono oggi circa 4 milioni (cifre che sarebbero ingigantite con i numerosi individui senza permesso di soggiorno), di cui la metà donne, il 6,7% dellapopolazione , che producono il 9% del PIL. Quattro milioni di persone esposte agli effetti diprovvedimenti xenofobi del governo e delle amministrazioni locali, in balia dellestrumentalizzazioni del sistema mediatico, prede di circuiti malavitosi e vittime di violenze edaggressioni razziste. Due milioni i lavoratori, donne e uomini migranti regolari che lavorano e pagano 4 miliardi di tasse : nelle mansioni più pericolose , faticose ed umili, con retribuzioni inferiori del 30, a volte anche 40%, senza pari diritti ed opportunità. Per loro è molto difficile sentirsi parte integrante della società italiana.Un milione circa sono gli immigrati irregolari che lavorano in condizioni di sfruttamento più omeno grave, senza diritti e con il ricatto della espulsione. E’ questa la conseguenza di una politica di ingresso che esclude il permesso di soggiorno per ricerca di lavoro e si basa solo sul meccanismo dei flussi programmati che risulta ormai inceppato.Ottocentomila sono i minori stranieri figli di immigrati, di cui la metà nati in Italia, che frequentano le scuole italiane, che subiscono discriminazioni ed esclusioni (le proposte di legge del governo italiano confermano), che non sono riconosciuti cittadini italiani perché nel "nostro" Paese si riconosce lo jus sanguinis e non lo jus soli.Non un male da respingere, negando l’ingresso legale nel nostro Paese e il diritto di asilo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Adisu Libera&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-5883406996123768732?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/5883406996123768732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/cura-di-wafa-ahmed-said-lab-autoriforma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5883406996123768732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5883406996123768732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/cura-di-wafa-ahmed-said-lab-autoriforma.html' title='Straniero per sempre all&apos;Adisu'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8477904286785421230</id><published>2009-05-01T08:27:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:43:10.986-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sapienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='welfare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>Dallo spazio pubblico dell'Onda per ottenere casa-reddito-welfare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Comunicato C.Re.W.-Sapienza in Onda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La May Day 2009, alla prima edizione romana, cade quest'anno nel pieno della crisi finanziaria ed economica. Una crisi che ha svelato la natura parassitaria del capitalismo contemporaneo fondato sempre più sulla rendita e sul furto della ricchezza prodotta dalla cooperazione sociale, e al contempo l'impossibilità, per quest'ultimo, di garantire crescita economica e sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la crisi ha mostrato fin dalle prime battute il suo volto ambivalente; come scrivono anche alcuni editorialisti mainstream, essa mette in risalto la definitiva rottura delle condizioni su cui si fonda il presunto patto sociale che dovrebbe sorreggere l'economia contemporanea. Il collasso degli indici di borsa, il fallimento delle banche, i licenziamenti, l'aumento della povertà hanno prodotto in tutta Europa una forte indignazione. Le migliaia di studenti e precari dell'Onda che hanno bloccato per mesi le città italiane opponendosi alla dismissione di scuola e università, la presa in ostaggio dei manager e le occupazioni delle università in Francia, l'assedio alle banche ed alle sedi della finanza nel cuore della City di Londra, la rivolta in Grecia, infine, le contestazioni in occasione del decennale del processo di Bologna in Belgio, segnalano l'emergere in tutta Europa di uno spazio costituente dei movimenti e del conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale contesto la battaglia per la rivendicazione di reddito e per la costruzione di un nuovo welfare, assume ancor più di prima centralità politica. In Italia, l'aumento dei licenziamenti, la povertà dilagante, la riproposizione da parte governativa di forme assistenziali basate su modelli familistici e al contempo la rottura di ogni ipotesi di mediazione sociale sul fronte sindacale, ci segnalano l'urgenza della riapertura di un fronte ampio di lotta per la rivendicazione di reddito. La crisi ci consegna anche un altro dato: non c'è più dicotomia tra lotta per il salario nei luoghi di lavoro e rivendicazione generalizzata di reddito per i non garantiti. Al contrario le due opzioni sono complementari, si rafforzano vicendevolmente, non possono che viaggiare assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crediamo, inoltre, che sia centrale nel contesto romano potenziare la battaglia per la rivendicazione di reddito anche rispetto alla legge di recente approvata dalla Regione Lazio sul reddito minimo garantito, estendendo il finanziamento di tale legge. L'Onda, a partire dall'autunno, ha avuto la capacità di anticipare la crisi, cogliendo l'intrinseca connessione che sussiste oggi tra formazione e processi produttivi. Noi la crisi non la paghiamo ha assunto un duplice significato: lottare contro i tagli alle scuole ed alle università e al contempo aprire la discussione sulla costruzione di un welfare del comune, rovesciando in senso positivo l'autonomia degli atenei e aprendo la sfida sulla rivendicazione di fondi per la ricerca autonoma. L'Onda ha mostrato a tutto il paese le innumerevoli forme di sfruttamento che pervadono i luoghi della formazione: stage e tirocini non pagati, aumento delle tasse in tutti gli atenei, carenza di fondi per la ricerca, affitti insostenibili, costi eccessivi per l'accesso ai servizi culturali ed alla mobilità, agenzie per il diritto allo studio del tutto inadeguate a garantire forme di sostegno all'attività formativa, bassa qualità del sapere trasmesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A partire da ottobre in tutte le università italiane si sono moltiplicate le pratiche di riappropriazione di reddito: azioni per l'accesso gratuito a teatri e musei, autoriduzioni, occupazioni delle agenzie che gestiscono stage e tirocini, occupazioni di case per gli studenti e di spazi, autoformazione per riappropriarci del sapere. E' a partire da queste pratiche che è nato a Roma, all'interno dello spazio pubblico dell'Onda, il percorso tematico per la costruzione di nuovo Welfare. C.Re.W. in Onda (Casa, Reddito, Welfare), un progetto che vuole connettere tutte quelle vertenze e quei soggetti che compongono il mondo della formazione. Dagli studenti ai precari della ricerca, dagli stagisti ai tirocinanti.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire da questo lavoro specifico attraverseremo la May Day romana per reclamare reddito e per liberare il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C.RE.W – Sapienza in Onda!&lt;br /&gt;Casa, Reddito, Welfare&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Verso il G8 dell'Università – Torino University Summit 17-18-19 Maggio 2009&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8477904286785421230?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8477904286785421230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/comunicato-crew-sapienza-in-onda-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8477904286785421230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8477904286785421230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/05/comunicato-crew-sapienza-in-onda-casa.html' title='Dallo spazio pubblico dell&apos;Onda per ottenere casa-reddito-welfare'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-9185595753429968803</id><published>2009-04-29T01:33:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T06:00:21.739-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>IL DIRITTO ALLO STUDIO CHE CROLLA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SgrEAh8IfJI/AAAAAAAAACo/3stU9VvsIOI/s1600-h/repu.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335292221963402386" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 222px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SgrEAh8IfJI/AAAAAAAAACo/3stU9VvsIOI/s320/repu.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;        &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fonte: Repubblica on-line&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;a cura di &lt;strong&gt;Antonella Lenoci (Lab Autoriforma Adisu del De Lollis)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La casa dello studente crollata a L'Aquila...i sogni, il futuro schiacciato dalle macerie. Oltre il dolore, resta la rabbia di chi sostiene fermamente che la morte degli otto studenti si poteva evitare: la palazzina era stata evacuata solo una settimana prima.Il terremoto che ha colpito lo scorso 6 aprile laregione Abruzzo, che ha provocato 295 morti e migliaia di sfollati, ha come emblema della fragilità e precarietà della vita, e di conseguenza dei sogni degli uomini, la triste ed ormai famosa casa dello studente aquilana, in via XX Settembre. Otto i ragazzi morti in questa struttura, che è crollata in seguito alla forte&lt;br /&gt;scossa di quella terribile notte. La Costituzione italiana tutela il diritto allo studio, fino al più alto grado d'istruzione, dei meno abbienti, ma in Italia si sa le cose non sono mai così semplici. &lt;strong&gt;La privatizzazione di tutti gli enti che gestiscono il diritto allo studio in Italia, fa si che questi si trasformino in vere e proprie aziende, il cui unico interesse è il fattore meramente economico, a discapito del futuro, dei sogni ed ora anche della sicurezza dei più deboli.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Giovani che già oggi sono precari, non solo del sistema,ma sono precari di un diritto allo studio fallace e instabile.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gli studenti universitari fuori sede, abitavano la palazzina della tragedia, grazie ad un bando di concorso che “premia” non solo gli studenti meno abbienti, ma anche i più meritevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il bando per il Diritto allo studio a L'Aquila&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni anno l'Ente Adsu indice un bando di concorso per servizi agli studenti: servizi abitativi, borse di studio, vitto e esonero dalla retta d'iscrizione all'Ateno. Criterio indispensabile è appartenere ad un nucleo familiare il cui Isee(indicatore situazione economica equivalente) non superi i 16,500 euro.&lt;br /&gt;Oggetto pertanto del servizio, sono i giovani studenti che non hanno alle spalle una famiglia in grado di poter provvedere totalmente all'istruzione dei propri figli. Ed è così che interviene l'Ente per il diritto allo studio, che inoltre elargisce questi diritto agli studenti solo ed esclusivamente se questi ultimi sostengono un determinato numero di esami universitari, tenendo conto anche della media. Ottime studenti, a dire di tutti, ma testimoniato in primis dalla loro permanenza nella residenza universitaria. Per l'anno accademico 2008/2009 i&lt;br /&gt;posti alloggio messi a disposizione erano 261, di cui 199 presso la residenza di Via XX Settembre, fra questi anche posti alloggio riservati a studenti&lt;br /&gt;diversamente abili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I ragazzi della casa dello studente.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo imparato a conoscerli dai primi momenti questa piccola comunità di studenti che condividevano la residenza. Quando l'Italia si è svegliata quel lunedì mattina, mentre assistevamo in diretta al disperato tentativo di&lt;br /&gt;tirare fuori ragazzi ancora vivi da sotto le macerie, loro erano tutti li. I più fortunati, chi era riuscito a scappare in tempo, chi non aveva passato la notte in casa, tutti li su quel marciapiede, troppo basso per crollare, li ad&lt;br /&gt;aspettare segni dai loro amici, li a sperare e a credere che ce l'avrebbero fatta tutti, tutti gli inquilini della casa dello studente. Volti bassi,coperte piene di polvere sulle spalle, lacrime infinite, fermi ad aspettare una voce familiare,&lt;br /&gt;una voce sentita chissà quante volte in quei lunghi corridoi, in quelle serate dove chi ti vive affianco non è solo un coinquilino, ma diventa parte della tua famiglia, in un posto dove non hai nessun altro a cui rivolgerti. Tornare a casa e trovare loro, i ragazzi dello studentato...con gli stessi problemi, le stesse difficoltà, ma con la stessa voglia di farcela.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'evacuazione una settimana prima.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Lunedì 30 marzo, la casa dello studente di Via XX Settembre venne evacuata per 3 ore, in seguito alle scosse avvertite in quei giorni dalla popolazione del luogo. La scossa di magnitudo 4, con intensità superiore rispetto alle precedenti fece tremare fortemente i pavimenti e i muri della struttura. Il custode della residenza quel giorno ha bussato a tutte le porte dei ragazzi, per farli uscire fuori, lo stesso custode che è deceduto nel crollo della palazzina. I ragazzi presenti nello studentato, spaventati, avevano chiesto in direzione un sopralluogo per accertare le condizioni della struttura, sopralluogo effettuato dall'architetto dell'Adisu Pietro Sebastiani (ndr). Dopo tre ore circa, ai ragazzi che erano al di fuori della struttura, è stato detto che potevano rientrare e che le lesioni presenti non destavano preoccupazione. Lo raccontano i superstiti. Maria Elena Faragasso, rappresentante degli studenti all'interno della Casa: “Quando l'architetto uscì, noi eravamo tutti sul prato di fronte lo stabile. Io andai da lui. Erano ormai le sette di sera e in qualità di rappresentante volevo sapere se la struttura era sicura, se potevamo tornare nelle nostre stanze. Mentre parlavo con lui era presente anche uno dei custodi. Io dissi anche: non sono venuta dalla Calabria per morire qui... L'architetto mi rispose che l'immobile era sicuro, che non c'era motivo di preoccuparsi. Ma quella notte non restammo in Casa, dormimmoquasi tutti in piazza Duomo".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le case dello studente disabitate.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La casa dello studente di via XX Settembre si è sgretolata come un castello di sabbia, al contrario in città esistono altre due case dello studente che&lt;br /&gt;non hanno subito alcun danno, dopo la forte scossa: sono antisismiche. Sono di proprietà del comune dell'Aquila, costruite con soldi pubblici,circa 2,5 milioni di euro provenienti da fondi regionali. La prima casa si trova in zona Casale&lt;br /&gt;Mariangeli, nel quartiere Coppito, l'altra casa dello studente terminata e mai abitata, si trova nella zona Roio Piano. In questi due stabili, in totale circa 75 posti letto, c'è tutto il necessario per gli studenti, servizi, bagni, infissi, materiale informatico e strumenti tecnologici, manca solo l'arredamento. Queste palazzine sono state ultimate diversi anni fa, ma nessun ragazzo le ha mai abitate. Questione di costi troppo elevati da sostenere, afferma l'amministrazione dell'Adisu,ma resta la terribile certezza che in quelle sedi i ragazzi sarebbero stati al sicuro e che i loro sogni non sarebbero stati spezzati, l'Italia avrebbe avuto un ottimo medico in più, un ottimo avvocato e altri 6 ottimi futuri professionisti.Non ci saranno, ma resta da capire con quale criterio un edificio pubblico può non avere scale d'emergenza e come mai quelle fondamenta non hanno retto alla scossa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giustizia per le vittime.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Da diversi giorni le varie Procure, dei paesi in cui risiedono tutti gli studenti fuori sede, stanno ascoltando i ragazzi come persone informate sui fatti, inoltre la maggior parte di loro si è presentata spontaneamente in questura...vogliono giustizia e vogliono sapere perché nessuno è stato i grado di tutelare la loro incolumità. E giusto che siano accertate le responsabilità, ed è di fondamentale importanza che chi ha commesso errori paghi...&lt;strong&gt;garantire un'istruzione ai meno abbienti non può prescindere dal garantir loro sicurezza, termine di cui va ricercato il vero e profondo significato. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;REDDITO E LIBERTA'&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-9185595753429968803?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/9185595753429968803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/il-diritto-allo-studio-che-crolla-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/9185595753429968803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/9185595753429968803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/il-diritto-allo-studio-che-crolla-di.html' title='IL DIRITTO ALLO STUDIO CHE CROLLA'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VMzyMDy7I5I/SgrEAh8IfJI/AAAAAAAAACo/3stU9VvsIOI/s72-c/repu.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-8766656018597829733</id><published>2009-04-25T10:02:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:45:39.211-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>Gli Studenti degli Studentati sono irrappresentabili!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 24 maggio scorso,studenti e studentesse di varie facoltà e degli Studentati Romani avevano interrotto la conferenza organizzata dall'Adisu (l'agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Lazio),sul counselling psicologico all'interno della Sala Teatro "Pasolini" della Casa dello Studente di via De Lollis che vedeva la partecipazione del Direttore Generale ADISU Pierluigi Mazzella,dell'Assessore Regionale sul Diritto allo Studio Silvia Costa. Secondo le figure istutuzionali accompagnate dai professori della facoltà di Psicologia, i veri problemi degli studenti fuori sede sono psicologici e d'integrazione all'interno dei luoghi di formazione.In questo modo hanno distolto l'attenzione sui problemi recenti che si sono verificati per i neo-laureati di novembre-dicembre che sono stati tagliati fuori (per scadenza del bando) dai posti alloggio nonostante si siano laureati in tempo. La dirigenza,invece di incentivare le borse di studio, eliminare la figura dell'idoneo non vincitore, creare nuove strutture universitarie facilmente accessibili, coprire le intere borse per tutti gli studenti, agevolare i trasporti e abbassare i costi di accesso alle mense, quindi ridiscutere i modelli di welfare che leggittimano il libero accesso alla formazione; si curano animatamente di aprire discutibili sportelli di counseling psicologici. Diversi studenti e diretti interessati che fanno parte dell'Onda Anomala e non, hanno contestato democraticamente la conferenza, ponendo l'attenzione sui temi suddetti, e lanciarono un'Assemblea pubblica invitando le figure istituzionali ad ascoltarli, per trovare una soluzione seria e pragmatica sui canali d'accesso all'istruzione e gli ostacoli dei fuori sede all'interno delleUniversita' romane. Nei mesi trascorsi fu chiaro il tentativo di appropriazione della battaglia all'interno degli Studentati Romani da parte di una struttura totalmente estranea all'interno degli Studentati che all'inizio del 2009 dichiarava l'Onda morta,sepolta,e che era l'ora di iniziare a parlare tra strutture. A parte l'ideologia ferma al '17 di tale Struttura (Coordinamento dei Collettivi Universitari) la mail vuol chiarire un paio di punti:&lt;br /&gt;-l'Assemblea lanciata per il 28 aprile non doveva essere all'interno della Sala Teatro "Pasolini" ma all'interno dell'Università La Sapienza,diventando patrimonio comune del Movimento&lt;br /&gt;-non si è discusso in nessuna Assemblea d'Ateneo di tale iniziativa&lt;br /&gt;-il lancio dell'Assemblea porta la firma del Coordinamento dei Collettivi,e bisogna sottolineare che i soggetti in formazione presenti all'interno degli Studentati è irrappresentabile,si autodetermina,parla di autoformazione e vuole iniziare a discutere pragmaticamente del nuovo Bando.&lt;br /&gt;-gli Studenti degli Studentati non vogliono solo occuparsi delle micro-vertenze che accompagnano la loro esistenza all'interno di tali Residenze,ma vogliono ridiscutere l'intero sistema delle borse di studio,in poche parole non c'è niente da migliorare,ma l'intento è mutare l'Agenzia del Diritto allo Studio con la richiesta dell'eliminazione del Comitato Territoriale dell'Adisu,essendo organo non rappresentativo dei borsisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo gli Studenti degli Studentati,in gran parte soggetti in formazione e migranti,hanno pensato di lanciare il Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu,non solo per creare partecipazione ,ma per essere trampolino di lancio di battaglie e iniziative,a partire dal Reddito e discutendo dell'intero assetto clientelare dell'Agenzia del Diritto allo Studio universitario,e non solo delle infami Borse.Gli Studenti delle Residenze universitarie,se lo stato delle cose presenti non dovesse cambiare,sono disposti ad occupare a settembre tutte le residenze universitarie.&lt;br /&gt;Quindi dichiara espressamente illegittima l'Assemblea del 28 aprile lanciata dal Coordinamento dei Collettivi,non rappresentativa del Movimento e degli Studenti.&lt;br /&gt;Il nostro posto è l'Università,tutto il potere all'Onda e quindi a noi stessi!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-8766656018597829733?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/8766656018597829733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/gli-studenti-degli-studentati-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8766656018597829733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/8766656018597829733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/gli-studenti-degli-studentati-sono.html' title='Gli Studenti degli Studentati sono irrappresentabili!'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-2192636978866262039</id><published>2009-04-11T03:24:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:45:04.829-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autoriforma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>LA CASA DELLO STUDENTE CONTINUAVA A TREMARE</title><content type='html'>(da &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/09/la-casa-dello-studente-aveva-tremato-400.html" target="_blank"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;) L' AQUILA - I nomi dei colpevoli forse sono sepolti con le vittime, quei sette o nove o undici ragazzi morti. Sono nascosti fra le macerie, nei fascicoli inghiottiti come i cadaveri, nelle carte che raccontano la storia di questi cinque piani che non ci sono più: la casa dello studente dell' Aquila, un palazzo che ora non ha più nemmeno un padrone. ÈUNA delle fosse comuni dell' Abruzzo squarciato, una delle vergogne della città fatta con la sabbia. Ricordatevi questo indirizzo: via XX Settembre 46. Ricordatevi il numero civicoe anche la strada. E' quello del primo palazzo di una strage annunciata. &lt;p&gt;Quattrocento sono state le scosse dal mese di gennaio alla maledetta notte di domenica e nessuno ha mai mandato un tecnico, un ispettore, un geometra a fare una perizia in quelle camerate che in pochi secondi sono cadute giù. Quattrocento scosse e neanche un sopralluogo, una foto dei luoghi, la ricerca di una crepa, di un muro storto. «In questi tre mesi non abbiamo mai visto nessuno della Regione e nessuno della Protezione civile o dei vigili del fuoco», dice Luca D' Innocenzo, il presidente dell' Asdu, l' Azienda per il diritto agli studi universitari che fino a tre giorni fa gestiva la «casa» dell' Aquila e oggi piange Davide, Angela, Luciana, Michelon, Alessio, Chiara, Francesco e forse altri quattro degli studenti che abitavano lì. Il palazzo è un cumulo di pietre. Era alto una ventina di metri, aveva una cinquantina di stanze e centodiciannove posti letto, una mensa, una sala per i computer e un' altra per le riunioni, gli uffici amministrativi, i locali dello sportello per il pubblico. Una parete è scivolata trascinandosi tutto il resto. Una fatalità? Una sventura che si sarebbe potuta evitare? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Da due giorni e due notti mi chiedo perché non ho fatto chiudere tutto e mandato via gli studenti, ma non potevo mai immaginare e poi, poi - lo ripeto non c' è stato nessuno che ci aveva messo in allarme», spiega ancora Luca D' Innocenzo mentre ricorda uno per uno i suoi ragazzi morti. La casa dello studente è uno scandalo dell' Abruzzo terremotato per quello è accaduto prima e per quello che sta accadendo dopo. Prima, peri «controlli» che non ci sono stati. Dopo, per quel palazzo che ora nessuno riconosce come suo. «E' di proprietà della Regione», assicura il presidente della casa dello studente. «E' dell' Asdu», ribatte l' assessore regionale ai Lavori Pubblici Angelo Di Paolo. E precisa ancora l' assessore: «Mi sono appena informato con il dirigente generale del demanio, è sicuro al cento per cento: la casa dello studente non è della Regione ma di quell' ente». Nessuno vuole le macerie con i suoi morti. In verità, anche se non lo sa, è la Regione Abruzzo che da quindici anni è la sola proprietaria del palazzo che è diventato una tomba. La legge è la numero 91 del 6 dicembre 1994, quella che scioglie le Opere universitarie e trasferisce le competenze alla Regione. All' articolo 16 c' è scritto tutto: «alle aziende che gestiscono le case dello studente in Abruzzo è concesso l' uso gratuito dei beni immobili di proprietà della Regione». E' uno dei tanti paradossi di questo terremoto, ancora tanto da svelarsi peri danni che ha provocato. Così smisurati, così facilmente. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E' però tutta la storia del palazzo che non c' è più e di quegli altri che aveva attorno a custodire dentro di sè il mistero dei crolli totali, di quei cinqueo sei edifici che si sono sfarinati in uno spazio di ottocento metri, che sono caduti come birilli. In quella via XX Settembre, in via Iacobucci, all' angolo fra via Rossi e via Sant' Andrea, giùa Villa Poggio. Una linea, la direttrice della morte. Il terremoto ha ucciso lì, nella città dell' Aquila. Sono tutti «a norma» quei palazzi. Così rispondono in tanti: tecnici, ingegneri, funzionari del Comune.«A norma», a norma di sparire in un attimo, di diventare detriti in un colpo. Cinque o sei si sono frantumati, altri otto o nove hanno subito danni strutturali importanti. Lì, soltanto lì dove c' è anche la casa dello studente, il terremoto è stato assassino. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Zona lottizzata nei primi Anni Sessanta, destinataa edilizia residenziale, ha fatto la fortuna di molti palazzinari. Hanno costruito dappertutto su quella montagnetta. Il palazzo dove poi è finita nel 1980 la casa dello studente è stato ultimato nel 1965, usato come deposito di medicinali dagli Angelini - solo omonimi da quell' Enzo Angelini delle cliniche che un anno fa se l' è cantata sulle tangenti della Sanità e sull' ex governatore Ottaviano Del Turco - e poi sistemato per farci dormirei ragazzi. Chiuso dal 1998 per una ristrutturazione interna, nel settembre del 2001 ha riaperto. E' rimasto in piedi fino a quando è arrivata la notte fra domenica 5 e lunedì 6 aprile 2009. «Io penso che tutta la tragedia sia probabilmente da ricercare in quella lontana lottizzazione», dice ancora il presidente della casa dello studente Luca D' Innocenzo. Parla di piloni che affondano a livelli diversi del terreno, di leggi antisismiche che al tempo dei lavori non c' erano, di segnali premonitori mai avvertiti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E ancora: «Quelli della Regione non si sono fatti sentire neanche due giorni dopo il terremoto e dopo tutti quei morti». L' unica ispezione che è agli atti - ma anche quelle relazioni sono scivolate tra le pietre - è stata eseguita dall' architetto Pietro Sebastiani, il capo dell' ufficio tecnico interno alla casa dello studente dell' Aquila. Ammette lui, candidamente: «Ma io di queste cose non ne capisco niente, mi sono limitato a fare un giro per la struttura e mi è sembrato tutto a posto». L' ufficio tecnico interno sovrintende in effetti alla «piccola manutenzione»: il cambio di una lampadina, la riparazione dello scarico di un cesso, una parete da ridipingere. Dopo quelle quattrocento scosse non poteva essere l' architetto Pietro Sebastiani a scoprire un pericolo piccolo o grande nel palazzo. Dopo quelle quattrocento scosse, altri sarebbero dovuti entrare nella casa dello studente dell' Aquila e perlustrare una per una le cinquanta stanze. Ma nessuno l' ha fatto. Nessuno. Poiè venuto giù tutto.E anche venti metri più avanti, anche cento metri più indietro. Ricordatevi questo indirizzo: citta dell' Aquila, via XX Settembre. -&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Repubblica — 09 aprile 2009 dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-2192636978866262039?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/2192636978866262039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/la-casa-dello-studente-continuava.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/2192636978866262039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/2192636978866262039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/la-casa-dello-studente-continuava.html' title='LA CASA DELLO STUDENTE CONTINUAVA A TREMARE'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-7962860443680587283</id><published>2009-04-11T03:13:00.000-07:00</published><updated>2009-04-11T03:15:45.117-07:00</updated><title type='text'>AIUTIAMO L'ABRUZZO</title><content type='html'>&lt;div style="font-size: 16px; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;Oggi 11 Aprile, studenti e studentesse della Sapienza, compagni e compagne dell'Udu Roma e dell'Uds, andranno a Coppito per mettere a disposizione del prossimo la propria esperienza e le proprie braccia.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 16px; text-align: left;"&gt;Tutto questo è stato possibile grazie alla solidarietà ed all'impegno di TUTTI gli studenti e le studentesse dell'Ateneo romano.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 16px; text-align: left;"&gt;Grazie...&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 16px; text-align: left;"&gt; &lt;/div&gt;Inoltre da oggi potrete informarvi e seguire il nostro impegno sul territorio abruzzese per mezzo del sito &lt;a href="http://farefuturo.myblog.it/" target="_parent"&gt;http://farefuturo.myblog.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-7962860443680587283?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/7962860443680587283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/aiutiamo-labruzzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/7962860443680587283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/7962860443680587283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/aiutiamo-labruzzo.html' title='AIUTIAMO L&apos;ABRUZZO'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-1411992612087906335</id><published>2009-04-07T04:06:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:46:17.027-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dello studente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Aquila'/><title type='text'>CROLLA CASA DELLO STUDENTE A L'AQUILA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Poteva esserci ognuno di noi....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="contentpagetitle" href="http://www.uduroma.it/news/267-finalmente-una-buona-notizia.html"&gt;TERREMOTO &amp;amp; UNIVERSITA'&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[da Repubblica.it]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18:46 &lt;a href="javascript:toggleShowEvento(192);void(0);"&gt;Estratti vivi 6 studenti&lt;/a&gt;Estratti dalle macerie della Casa dello studente sei studenti ancora vivi 15 ore dopo il terremoto. A darne notizia è Marta Di Gennaro, vice capo dipartimento della Protezione civile&lt;br /&gt;17:59 &lt;a href="javascript:toggleShowEvento(182);void(0);"&gt;Tra le macerie della Casa dello studente, 6 ragazzi vivi dopo 15 ore&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alla Casa dello studente dell'Aquila, i soccorritori hanno individuato sei studenti ancora vivi 15 ore dopo il terremoto&lt;br /&gt;16:49 &lt;a href="javascript:toggleShowEvento(175);void(0);"&gt;Rettore dell'Aquila: "L'università è distrutta. Aiutateci"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il rettore dell'università dell'Aquila Ferdinando Di Orio lancia un appello. "L'ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravamente danneggiate e non abbiamo un'altra sede dove trasferire i nostri 27.000 studenti"&lt;br /&gt;14:36 &lt;a href="javascript:toggleShowEvento(144);void(0);"&gt;Studente salvo grazie ad una telefonata da sotto le macerie&lt;/a&gt;Uno studente ventenne di Fermo, rimasto sotto le macerie della Casa dello studente a L'Aquila, si è salvato grazie ad una telefonata. E' riuscito a chiamare con il cellulare alla sorella e ad indirizzare i soccorritori. Così è stato estratto ancora vivo dalle macerie&lt;br /&gt;14:15 &lt;a href="javascript:toggleShowEvento(140);void(0);"&gt;Aquila, sotto la Casa dello studente ancora 7-8 studenti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono 7 o 8 gli studenti universitari ancora sotto le macerie della Casa dello studente de L'Aquila. Lo ha detto uno studente scampato al crollo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-1411992612087906335?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/1411992612087906335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/crolla-casa-dello-studente-laquila.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1411992612087906335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/1411992612087906335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/crolla-casa-dello-studente-laquila.html' title='CROLLA CASA DELLO STUDENTE A L&apos;AQUILA'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-246337481725341949</id><published>2009-04-02T05:13:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:46:46.223-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laboratorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>LA CRISI DELL'ADISU</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lotte e rivendicazioni dall'uscita del nuovo "scandaloso" Bando all'inizio del nuovo anno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Agosto 2008&lt;/strong&gt; – Come da regolamento gli studenti lasciano le proprie stanze sgombre e vannoin vacanza. Nel frattempo la nuova direzione generale di Laziodisu pubblica un bando che neltentativo di risanare la situazione dell’azienda, anziché prendere iniziative contro la mal ge-stione dei direttori dei singoli studentati, penalizza gli studenti.&lt;br /&gt;Le &lt;strong&gt;novità del bando&lt;/strong&gt;: annullamento del prolungamento di laurea: nei bandi precedenti ai laureandi era assicurata la fruizione dell’alloggio (senza borsa) in genere fino alla sessione estiva al fine di completare il ciclo distudi e la redazione della tesi (assicurando ai laureandi triennalisti una transizione indolore alla specialistica).Annullamento delle conferme di merito: gli studenti vincitori di alloggio avevano il posto assicuratoanche per l’A.A. successivo se soddisfacevano i requisiti minimi previsti dal bando, in questo modoveniva garantita la prosecuzione degli studi. Con l’annullamento dello status di conferma si sono verificate situazioni paradossali per cui per pochi CFU (per altro da bando conseguibili entro il 10 agosto) studenti interni alla casa dello studente hanno perso l’alloggio a vantaggio di nuovi ingressi con Isee molto più alto (che spesso hanno rinunciato al beneficio, avendolo richiesto per ottenere unaproroga per la presentazione del contratto di locazione, richiesta dal bando al fine di ottenere la borsa da fuori sede).Data limite del 10 dicembre posta ai laureandi della triennale per conseguire il titolo e poter richiedere l’alloggio per il primo anno della Specialistica, senza considerare che la maggior parte delle facoltà hanno sessioni di laurea IN CORSO successive a tale data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Settembre 2008&lt;/strong&gt; - Prima assemblea pubblica,convocata dall'UDU Roma sui disagi del nuovo bando a.a. 2008/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ottobre 2008&lt;/strong&gt; – Viene diramato un avviso secondo il quale l’affitto per il mese di novembre(non incluso nel beneficio, che ha durata di dieci mesi) viene raddoppiato rispetto al prezzopagato nei mesi previsti dal bando (ad esempio circa 306 euro per alloggio in singola a frontedei 136 euro usuali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Novembre 2008&lt;/strong&gt; – dopo lunghe trattative gli studenti ottengono dalla direzione che:&lt;br /&gt;1) siagarantito il prolungamento di laurea almeno fino al 28 febbraio 2009 per tutti i laureandi;&lt;br /&gt;2) l’affitto del mese di novembre sia riportato a quello medio convenzionale;&lt;br /&gt;3) la copertura abitativa per il corrente a.a. sia di 11 mesi, comprendendo il mese di novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;25 Novembre 2008&lt;/strong&gt; – pubblicazione delle graduatorie definitive. Circa 180 studenti interni alle residenze risultano &lt;strong&gt;Idonei non Vincitori (per effetto dell’abolizione dello status di “conferma”);&lt;/strong&gt; 400 studenti risultano esclusi a causa dello smarrimento delle domande cartacee puressendo in possesso della ricevuta di consegna allo sportello abilitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dicembre 2008&lt;/strong&gt; – le assegnazioni dei posti alloggio non vengono pubblicate contrariamente aquanto previsto da bando: tutto tace.Qui la nostra storia si intreccia con una triste storia di precariato: non viene rinnovato il contratto all’addetto alla gestione del programma che elabora le assegnazioni dei posti alloggio per graduatoria; il programma viene quindi gestito da un nuovo contrattista e le assegnazioniche ne risultano sono al contrario: solo 280 persone su circa 1300 vedono rispettate le propriepreferenze. Tra l’altro come misura demagogica per far tacere le voci di protesta delle ex-conferme vengono aggiunti ai posti previsti dal bando circa 500 posti dislocati nelle residenze periferiche (&lt;strong&gt;una su tutte Schiavonetti,zona Tor Bella Monaca, distante più di 20 km dalle sedi di studio).&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2 Gennaio 2009&lt;/strong&gt; – vengono pubblicate le assegnazioni fatte al contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;26 Gennaio 2009&lt;/strong&gt; – la direzione di Laziodisu, dopo una pioggia di ricorsi, si rende conto dell’errore ed è il panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;29 Gennaio 2009&lt;/strong&gt; – si annuncia una proroga delle assegnazioni fino al 15 febbraio (due mesidi ritardo rispetto all’anno precedente), e si paventa una ripubblicazione delle assegnazioni,forse corrette, che smentiscono le precedenti.I rischi sono:- annullamento delle accettazioni dell’alloggio del mese di gennaio, con spostamenti coatti de-gli studenti, costretti ad ulteriori traslochi.- occupazione per errore di alloggi migliori assegnati a studenti risultati più in basso in graduatoria (mentre studenti con requisiti di merito più alti sono stati assegnati alle sedi periferiche).Stato di confusione che favorisce gli abusi d’ufficio dei direttori delle singole residenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-246337481725341949?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/246337481725341949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/la-crisi-delladisu-agosto-2008-gennaio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/246337481725341949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/246337481725341949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/la-crisi-delladisu-agosto-2008-gennaio.html' title='LA CRISI DELL&apos;ADISU'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-5671673163662175690</id><published>2009-04-01T07:51:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:47:19.066-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>CASA, REDDITO E DIGNITA'</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di Giulia Bucalossi&lt;br /&gt;Analisi e discussione sui coordinamenti di lotta per la casa e proposte alternative&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(…)L’occupazione unisce storie note e meno note di ordinaria precarietà abitativa in questa folle città di Roma. Ci sono quelli della graduatoria (oltre 30.000) che aspettano da anni l’assegnazione di una casa popolare che non arriva mai, ci sono i precari giovani e non con posti di lavoro tipo IKEA 6 ore al giorno/600 euro al mese, ci sono gli sfrattati per morosità vittime quelli che “non si può pagare mille euro al mese”. Ci sono gli inquilini delle case degli enti pubblici che negli ultimi anni non hanno fatto altro che vendere il loro patrimonio creando nuovi piccoli proprietari ma soprattutto grandi speculazioni e grandi sofferenze per chi non potendo comprare è diventato un precario della casa: oggi circa 17.000 famiglie stanno lottando contro le dissennate dismissioni dell’immenso patrimonio Enasarco! Ci sono i più giovani, gli ex-studenti fuori sede che hanno cambiato decine di stanze in subaffitto e ora con l’occupazione cercano di contrapporre al lavoro precario una stabilità abitativa.&lt;br /&gt;Ci sono anche storie particolari che raccontano la Roma dei ladroni dell’edilizia, storie come quella della maxi truffa della Coop. Casa Lazio che ha lasciato 2.500 famiglie senza casa e con un mare di debiti. Poi ci sono le tante storie dell’emergenza dura, le storie della dignità negata ad anziani e disabili, le storie dei migranti che tenuti fuori dall’inclusione sociale e vittime di dolorose discriminazioni.&lt;br /&gt;Per tutti la scelta di occupare nasce dalla mancanza di alternative e soluzioni istituzionali dignitose e praticabili. Di case popolari, ormai si sa, non se ne costruiscono più: troppo dispendiose per i nuovi modelli di welfare che puntano tutto sul sostegno a banche ed imprese. Per lo stesso motivo la finanziaria del governo Berlusconi ha tagliato 45 milioni di euro sullo stanziamento di 150 milioni previsto per i bonus casa con il rischio di un effetto retroattivo che manderà in morosità migliaia di famiglie che su quei soldi avevano fatto affidamento. Sono stati tagliati anche i fondi previsti dal decreto antisfratto di Ferrero per le città con piani straordinari sulla casa (per Roma si trattava di 40 milioni di euro). D’altro canto il governo promette per gli anni a venire un nuovo piano casa che porterà alla costruzione di migliaia di nuove abitazione, una pioggia di cemento e manna dal cielo per la potente lobby dei costruttori che a Roma dopo la vittoria del piano regolatore ora mira ad espandersi sull’agro-romano. Il preannunciato piano casa non parla però di edilizia popolare ma di social housing, esotica e non meglio precisata espressione che va nella direzione dell’incentivo all’acquisto e alla proprietà della casa lasciando ancora una volta fuori i ceti più deboli.&lt;br /&gt;Intanto nelle nostre città le emergenze si accumulano, gli sfratti proseguono (il tanto sbandierato blocco riguarda solo gli sfratti per finita locazione di ultra 65enni e delle categorie protette e non anche gli sfratti per morosità che sono oltre l’80%).&lt;br /&gt;Il consiglio comunale straordinario sul tema della casa voluto e ottenuto dai movimenti ha evidenziato l’assoluta mancanza di progettualità e soluzioni della nuova amministrazione sul delicato tema. E allora le occupazioni proseguono: tutti i movimenti per il diritto all’abitare attivi in città hanno prodotto nuove occupazioni da quando il sindaco Alemanno si è insediato. L’Assessorato alla casa di Antoniozzi è stato più e più volte occupato e numerose sono state le iniziative di mobilitazione sul tema casa. Ora però dentro una maggioranza, come altre in passato, incapace di gestire (e magari risolvere) le contraddizioni della città si fanno largo quelle correnti di estrema destra che da sempre si nutrono solo di campagne d’odio, razziste e intolleranti, mai una battaglia per i beni comuni, mai una lotta per la salute e l’ambiente solo ronde contro i rom, le prostitute o gli immigrati. I vari Santori, Gramazio, Storace pensano ora di risolvere il problema del calo di consensi con il solito vecchio metodo della demonizzazione e della repressione. E quindi i demoni, dopo i rom, sono ora gli occupanti di casa per i quali si chiede massima severità, sgomberi e chiusura di ogni spazio politico di trattativa. A completare il quadro anche la sostituzione del prefetto Mosca che aveva dimostrato di non piegarsi alla politica di quelli come Maroni, quelli dello sgombero facile e delle impronte ai minori rom. Il nuovo prefetto Pecoraro appena insediato ha subito dichiarato che a Roma non ci sono emergenze e l’incontro col sindaco si è potuto dilungare sulle tre problematiche percepite come centrali da questa amministrazione: rom, occupazioni abusive e cortei.&lt;br /&gt;Ad ognuno il lavoro suo e questo è il lavoro dei prefetti. Quello che però la politica e le istituzioni non possono ignorare, anche perché non glielo permetteremo, sono le cause sociali da cui nascono i fenomeni di disagio di cui questa città che qualcuno vorrebbe vetrina è tutt’altro che priva. Non si può pensare ad una stagione di sgomberi senza soluzioni, di riaprire i residence per nascondere sotto il tappeto il problema di una città in mano ai palazzinari con 270.000 case vuote e decine di migliaia di persone senza casa. I movimenti per il diritto all’abitare hanno il comune obiettivo di casa, reddito e dignità per tutti e non si fermeranno di fronte a chi pensa di governare la crisi solo col manganello e pochi spicci.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-5671673163662175690?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/5671673163662175690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/casareddito-e-dignitaper-tuttidi-giulia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5671673163662175690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/5671673163662175690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/04/casareddito-e-dignitaper-tuttidi-giulia.html' title='CASA, REDDITO E DIGNITA&apos;'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6594908336364072098.post-507275260062297102</id><published>2009-03-30T07:27:00.000-07:00</published><updated>2009-05-13T12:48:03.174-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adisu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studentati'/><title type='text'>ADISU LIBERA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 24 maggio 2009, gli studenti e le studentesse,di varie facoltà e degli Studentati Romani hanno interrotto la conferenza organizzata dall'Adisu (l'agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Lazio),sul counselling psicologico de lProf. Massimo Ammaniti, all'interno della Sala Teatro "Pasolini" della Casa dello Studente di via De Lollis,e che vedeva la partecipazione del Direttore Generale ADISU Pierluigi Mazzella,dell'Assessore Regionale sul Diritto allo Studio Silvia Costa, della prof. ssa Gloria Angeletti e del Prof.Gabriele Cavaggioni. Secondo le figure istutuzionali accompagnate dai professori della facoltà di Psicologia, i veri problemi degli studenti fuori sede sono psicologici e d'integrazione all'interno dei luoghi di formazione.&lt;br /&gt;In questo modo hanno distolto l'attenzione sui problemi recenti che si sono verificati per i neo-laureati di novembre-dicembre che sono stati tagliati fuori (per scadenza del bando) dai posti alloggio nonostante si siano laureati in tempo. La dirigenza,invece di incentivare le borse di studio, eliminare la figura dell'idoneo non vincitore, creare nuove strutture universitarie facilmente accessibili, coprire le intere borse per tutti gli studenti, agevolare i trasporti e abbassare i costi di accesso alle mense, quindi ridiscutere i modelli di welfare che leggittimano il libero accesso alla formazione; si curano animatamente di aprire discutibili sportelli di counseling psicologici. Diversi studenti e diretti interessati che fanno parte dell'Onda Anomala e non, hanno contestato democraticamente la conferenza, ponendo l'attenzionesui temi suddetti, e hanno lanciato un'Assemblea pubblica invitando le figure istituzionali ad ascoltarli, per trovare una soluzione seria e pragmatica sui canali d'accesso all'istruzione e gli ostacoli dei fuori sede all'interno delle&lt;br /&gt;Universita' romane. Non si è presentato alla conferenza il Rettore Frati, sicuramente avvertito della presenza di qualche "Guerrigliere" o "Ragazzotto" Come studenti e studentesse dell'Onda crediamo che questa crisi la devono pagare anche loro, complici della distruzione della libera formazione universitaria e dei problemi che quotidianamente passano inosservati dei soggetti in formazione sempre più limitati nei loro diritti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6594908336364072098-507275260062297102?l=laboratorioautoriformadisu.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/feeds/507275260062297102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/03/adisu-libera-il-24-maggio-2009gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/507275260062297102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6594908336364072098/posts/default/507275260062297102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laboratorioautoriformadisu.blogspot.com/2009/03/adisu-libera-il-24-maggio-2009gli.html' title='ADISU LIBERA'/><author><name>Laboratorio di Autoriforma dell'Adisu</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16408616126608694228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
